STEPHANIE LAURENS.
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L'intrigante Miss Cynster.
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Parte 1.
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Titolo originale: And Then She Fell. 2013.
Traduzione di: Giuliano Acunzoli.
2016. HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Inghilterra/Scozia, 1837. Conosciuta nella buona societ di Londra come la scombina-matrimoni, Henrietta Cynster ha la straordinaria capacit di intuire se l'unione tra due aspiranti fidanzati funzioner, un dono che le ha permesso di aiutare molte giovani debuttanti a non cadere vittime di una sciocca infatuazione prima di compiere un errore irrimediabile. Ma quando manda a monte il fidanzamento di James Glossup la sua stessa abilit le si ritorce contro, perch per farsi perdonare la deprecabile interferenza si sente in dovere di aiutare l'intrigante gentiluomo a trovare una sposa adatta... un compito che si rivela terribilmente complicato a causa dell'insaziabile attrazione che giorno dopo giorno li incatena l'uno all'altra. E a quel punto convincersi di poter sfuggire agli strali di Cupido diventa sempre pi difficile. 
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Questa  un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale  puramente casuale.
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1. Londra, aprile 1837.
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Era tempo di prepararsi per quella che certamente si sarebbe rivelata una serata faticosa. Mentre saliva le scale della casa dei suoi genitori in Upper Brook Street, Henrietta Cynster ripass le notizie da svelare alla sua amica Melinda Wentworth quando si fossero viste come concordato al ballo di Lady Montague.
Con un sospiro raggiunse la propria camera, apr la porta e si ferm, bloccata dalla vista di sua sorella Mary che rovistava nel cofanetto dei gioielli sulla toletta.
Mary reag al suo arrivo lanciandole una rapida occhiata, per poi riprendere a frugare tra il groviglio di catenine, orecchini, spille e collane.
Un movimento attir l'attenzione di Henrietta verso l'armadio accanto al letto. La sua cameriera, Hannah, stava prelevando l'abito da sera blu reale lanciando al contempo occhiate di disapprovazione alla schiena sottile di Mary.
Henrietta entr e chiuse la porta. Come lei, anche Mary indossava ancora l'abito da giorno e quindi doveva cambiarsi. Incuriosita, studi l'espressione concentrata di sua sorella; era la pi giovane della famiglia, ma poteva mostrare la stessa pervicacia di un terrier che punta la preda, quando voleva ottenere qualcosa. Che cosa stai cercando?
Con un'occhiata colma d'impazienza, Mary chiuse un cassettino e ne apr un altro, quello pi in basso sotto il cofanetto. Cerco la... aha! Inser le dita e quando le ritir la sua espressione si riemp di trionfo mentre mostrava alla sorella ci che aveva trovato, tenendolo con entrambe le mani. Cercavo questa.
Lei guard la collana, composta di sottili anelli d'oro intervallati da piccole sfere di lucida ametista e che terminava con un pendente in quarzo rosa sfaccettato, poi Mary, raggiante come un generale che aveva appena inferto una sconfitta memorabile al nemico. Agit la mano in un gesto conciliante e disse: A me non ha mai portato fortuna. Puoi tenerla, se vuoi.
I vividi occhi azzurri di Mary si fermarono sul volto di Henrietta. Non la cercavo per me ribatt, porgendole il gioiello. Sei tu che devi metterla.
Quella collana era stata donata alle ragazze Cynster da una divinit scozzese, la Signora, ed era in teoria dotata del potere di aiutare colei che la indossava a trovare il suo campione, l'uomo accanto al quale avrebbe vissuto nella felicit coniugale pi completa per il resto della vita. Pratica e pragmatica, Henrietta trovava qualche difficolt a credere nell'efficacia del gioiello.
Inoltre, sempre seguendo il suo innato pragmatismo, riteneva del tutto irragionevole sperare che tutte le sette ragazze Cynster della sua generazione potessero trovare la felicit e l'amore tra le braccia passionali di un uomo mandato dal destino. Senza dubbio, da qualche parte era scritto che almeno una di loro non avrebbe avuto quella fortuna e, in tal caso, la giovane Cynster destinata a morire zitella era quasi certamente lei.
Considerando che lei e Mary erano le uniche due rimaste ancora nubili, sembrava proprio che le sue fosche previsioni fossero destinate ad avverarsi. Aveva gi compiuto ventinove anni e nessun gentiluomo l'aveva mai attirata al punto da considerare, neppure alla lontana, l'idea di sposarlo. Per contro, nessuno dotato di un po' di buonsenso avrebbe mai dubitato che la ventiduenne Mary, caparbia, determinata e fermamente decisa a forgiarsi un futuro con le proprie mani, non avrebbe raggiunto l'obiettivo ribadito a gran voce ancora e ancora: trovare e sposare l'uomo giusto per lei.
Si tolse lo scialle e scosse la testa. Te l'ho detto, non mi ha mai portato fortuna. Prendila tu, con la mia benedizione. Suppongo che sia questo che vuoi: usarla per trovare il tuo campione.
Esatto. L'espressione di Mary si indur. Ma non posso prenderla adesso. Non funziona cos. Sei tu che devi metterla e trovare l'uomo giusto, poi potrai passarmela proprio come Angelica l'ha passata a te dopo averla ricevuta da Eliza, alla quale era stata donata da Heather. E, come tutte loro, dovrai darmela la sera del tuo ballo di fidanzamento.
Voltandosi per posare lo scialle su una sedia, Henrietta nascose un sorriso: quello di una donna pi adulta e matura davanti all'entusiasmo con cui la giovane sorella credeva al potere magico di un semplice gioiello. Sono certa che non sia una regola cos tassativa. In fondo, nulla indica che funzioner per tutte noi.
S, invece. Impossibile non notare la brusca certezza che riemp il tono di Mary. E non appena Henrietta torn a guardarla, aggiunse: Ho chiesto a Catriona e lei ha posto la domanda direttamente alla Signora, visto che dopotutto  un suo incantesimo. Secondo Catriona, la dea  stata chiarissima: la collana deve passare di mano in mano secondo l'ordine stabilito. Questo significa che non funzioner con me se non ha gi funzionato con te, ma tu non hai ancora dato il tuo ballo di fidanzamento. Pertanto... Mary tir un brusco respiro e, alzando un poco il mento, porse la collana alla sorella. Devi indossarla. E continuerai a portarla fino a quando non avrai trovato l'uomo giusto. Quindi prega la Signora e tutti gli dei che accada presto.
Accigliandosi un poco, Henrietta tese la mano e sfil con riluttanza la collana dalle dita di Mary. Rifiutare non sarebbe stata una scelta saggia. Pur essendo pi grande, pi matura e pi esperta a livello sociale, e anche se sopravanzava la sorella di un palmo e non era certo una debole e imbelle signorina, tutti i Cynster sapevano che mettersi a discutere con Mary su qualcosa a cui teneva davvero era folle quanto inutile. E questo valeva doppiamente se aveva un argomento concreto per sostenere la propria causa.
Mentre gli anelli d'oro le scivolavano sulle dita, guard di nuovo Mary e volle sapere: Perch sei cos ansiosa di avere la collana proprio adesso? Sai che  rimasta a me fin dal ballo di fidanzamento di Angelica, ovvero da quasi otto anni.
Precisamente. Con vaga belligeranza, Mary socchiuse gli occhi e la studi. Hai avuto otto anni per indossarla e trovare il tuo campione e invece l'hai nascosta nel cofanetto per poi dimenticarla. Finch andavo ancora a scuola non importava, e subito dopo il debutto volevo guardarmi attorno da sola, per cui il fatto che tu non portassi la collana non costituiva un gran problema. Ma adesso ho ventidue anni e sono pronta a compiere il passo successivo. Voglio trovare quanto prima l'uomo che fa per me, sposarlo e dedicarmi alla mia casa, alla mia famiglia e a tutto ci che implica il matrimonio. Contrariamente a te, non voglio trascorrere i prossimi sette anni facendo un po' di tutto e questo significa... Batt l'indice sulla collana. ... che devi indossarla adesso, trovare l'uomo giusto e poi passarla a me. Solo quando avr quella collana potr perseguire il mio obiettivo.
Altri avrebbero accettato quella spiegazione senza approfondire, ma Henrietta conosceva bene la sorella. Che sarebbe?
Mary sostenne il suo sguardo con vividi occhi blu fiordaliso fermi e sicuri.
Henrietta inclin la testa, corrug la fronte e attese.
Oh, va bene! Mary alz entrambe le mani come per arrendersi. Sarebbe che credo di avere trovato il mio campione, ma ho bisogno della collana per esserne sicura. Per dovrei indossarla per poter beneficiare dei suoi effetti e poi passarla a Lucilla, ma si direbbe che debba aspettare e dunque rinviare qualunque decisione, anche perch agire senza averla ricevuta equivarrebbe a uno schiaffo assestato sia alla Signora che al destino. Ma visto che devo riceverla nel modo appropriato concluse con espressione ferma, trafiggendo la sorella con lo sguardo, tocca a te portarla fino a quando non ti fidanzerai.
Henrietta guard la collana, l'intrico apparentemente innocente di anelli d'oro e pietre che le avvolgeva la mano. Come vuoi. Stasera la indosser.
Mary reag con un grido di gioia.
Lei, per, alz subito una mano. Ma non mi aspetto che funzioni anche per me, quindi non crearti delle false speranze.
Mary rise e si avvicin per darle un bacio sulla guancia. Tu comincia a indossarla, mia cara.  tutto ci che ti chiedo. Quanto alla sua efficacia concluse con occhi che brillavano, muovendosi verso la porta, ripongo le mie speranze nella Signora.
Sorridendo, Henrietta scosse la testa.
Mary si ferm sulla soglia. Pensavi di venire con me e mamma da Lady Hammond, stasera?
No, sono attesa da Lady Montague. Vista l'et, capitava spesso che Henrietta partecipasse a eventi diversi da quelli a cui la madre accompagnava Mary. Divertitevi.
Anche tu. Ci vediamo domani. Con un cenno di saluto, Mary usc e si chiuse la porta alle spalle.
Sempre sorridendo e con la collana in mano, Henrietta si volt e si accorse che Hannah aveva rimesso la veste blu reale nell'armadio per estrarre invece un abito di gala in seta viola.
Attese che la cameriera si rialzasse dalla cassettiera su cui era china e non appena Hannah si volt con uno scialle di seta oro e viola tra le mani, le cattur lo sguardo e inarc un sopracciglio.
Conscia di ci che sottintendeva quel gesto, Hannah si affrett a spiegare: Il blu reale non si sposa con quella collana, Miss Henrietta. Indic il gioiello, poi annu e aggiunse con occhi che brillavano: E visto che da stasera in poi comincerete a cercare il vostro campione, vogliamo vedervi sempre al meglio.
Henrietta sospir dentro di s.
Due ore dopo, Henrietta raggiunse i Wentworth nel salone di Lady Montague. Dopo essersi salutati, osservarono la figlia dei Wentworth, Melinda, che stava danzando una quadriglia con l'Onorevole James Glossup.
Erano proprio i motivi per cui James corteggiava Melinda ad avere spinto Henrietta a partecipare a quella serata. Si ritrov a studiarlo, a osservare tutto ci che il suo aspetto e la sua esperienza come ballerino lasciavano trasparire mentre si chiedeva, come peraltro le capitava da parecchi giorni, perch un tipo come lui, decisamente attraente e capace di grandi cose, affrontasse in quel modo la ricerca di una moglie.
Lady Wentworth, una matrona bassa e placidamente rotondetta in bambagina marrone, sospir. Che peccato. Sembrano davvero una coppia perfetta.
Su, avanti. Lord Wentworth, un robusto gentiluomo vestito in modo assai formale, diede qualche colpetto alla mano della moglie posata sul suo avambraccio. Vi sono senza dubbio altri attraenti giovanotti pronti a farsi avanti e dato che Mellie vuole assolutamente trovare un gentiluomo che la ami... ebbene, non posso che essere grato a Miss Cynster per averci riferito quello che ha scoperto.
Henrietta reag con un lieve sorriso, scacciando l'impulso di ritrarsi. Non conosceva bene James, ma era il migliore amico di suo fratello Simon, tanto da fargli persino da testimone al matrimonio. Di conseguenza, lei e James si erano rivisti diverse volte agli eventi familiari, ma non aveva mai avuto alcun motivo d'interessarsi a lui al di l di ci che le raccontava Simon.
Fino a quando non aveva cominciato a corteggiare Melinda con tanta seriet da scacciare ogni dubbio sul fatto che intendesse chiedere la sua mano. A quel punto Melinda, con l'approvazione dei genitori, si era rivolta a Henrietta per quello che aveva definito un piccolo chiarimento sulle motivazioni di James.
Fin dai vent'anni o poco pi, Henrietta aveva trasformato in una sorta di missione la naturale tendenza ad aiutare le sue pari, cio le altre giovani gentildonne dei circoli pi esclusivi del ton. In particolare, le sue capacit venivano richieste per rispondere alla fondamentale domanda che assillava ogni signorina davanti alle scrupolose attenzioni di un gentiluomo. Mi ama davvero, oppure vuole sposarmi per qualche altro motivo?
Stabilirlo non era sempre facile e a volte si rivelava arduo arrivare alla verit. Tuttavia Henrietta, figlia del potente clan dei Cynster e quindi dotata delle conoscenze e degli agganci che questo comportava, aveva da tempo appreso i modi per scoprire tutto ci che voleva sapere, o quasi.
Rifuggiva il pettegolezzo e raramente rivelava a qualcuno ci che non le era stato espressamente richiesto. Ma era sempre stata una buona osservatrice e il suo acume si era affinato negli anni grazie al costante allenamento e alle esperienze che aveva vissuto.
Mentre le madri, le matrone e gli chaperon conducevano le fanciulle loro affidate sulle passerelle del ton con l'obiettivo di accasarle, Henrietta forniva il servizio opposto. Questo, a dire il vero, le aveva fruttato da parte di qualche furibondo gentiluomo l'appellativo di scombina-matrimoni, ma per le giovani lady decise a sposarsi per amore, lei era la persona a cui rivolgersi se cercavano conferme sulle motivazioni dei loro spasimanti.
Con la crescente tendenza da parte del ton a favorire i matrimoni d'amore, le capacit e l'esperienza di Henrietta venivano richieste sempre pi.
Era assolutamente possibile che quell'ampia esperienza fosse la ragione del chiodo fisso che la tormentava, il sospetto che qualcosa non quadrasse in ci che aveva scoperto su James Glossup. Ma Melinda voleva che indagasse e lei l'aveva fatto; pertanto, nonostante il chiodo fisso e tutti i suoi irritanti dubbi, intendeva arrivare fino in fondo e rivelare alla sua giovane amica la dura verit.
Mentre guardava James eseguire con eleganza i passi della quadriglia, studiando le sue grandi spalle, la sua figura atletica, l'abito da sera poco appariscente ma impeccabile e alla moda, i capelli opportunamente spettinati e il sorriso gentile che rivolgeva a Melinda, si chiese com'era possibile che un uomo come lui avesse deciso di sposarsi non per amore, ma per una mera questione di soldi.
Naturalmente poteva sempre trattarsi di un codardo troppo spaventato dall'idea di amare per correre il rischio, e tuttavia quella spiegazione non le sembrava plausibile.
Come riconosciuto e accettato predatore del ton, James era passato da un salotto all'altro insieme a Simon, ma dopo il matrimonio del suo grande amico, celebrato nell'estate di due anni prima, si era tirato indietro e aveva fatto poche apparizioni a Londra fino all'inizio di quella Stagione. Ciononostante, come figlio dei Glossup del Dorset, e pertanto nipote del Visconte Netherfield, poteva senz'altro contare su una schiera di giovani gentildonne pronte a frequentarlo e anche a innamorarsi di lui, ma stranamente il suo interesse era andato quasi subito a Melinda.
Ovvero a una delle migliori amiche di Henrietta.
La quadriglia giunse al termine. James si inchin e Melinda esegu la riverenza, per poi rialzarsi e lanciare un'occhiata ai genitori. Non appena constat che Henrietta era arrivata, si conged dal suo cavaliere con garbo e, dopo avergli rivolto un ultimo sorriso, si avvi con calma fendendo la folla.
Mentre si avvicinava, Henrietta si sforz di assumere un'espressione blanda e sorridente, ma Melinda la guard, poi studi la madre... e cap tutto.
Il suo volto si riemp di pena. Oh... sussurr, fermandosi davanti ai genitori per poi stringere la mano di sua madre e guardare Henrietta. Non mi porti buone notizie, vero?
Lei pieg le labbra in una smorfia. Non quelle che vorresti sentire, mia cara.
Melinda lanci un'occhiata alle proprie spalle, ma James era scomparso nella calca. Allora tir il fiato e strinse ancor di pi la mano della madre, per poi alzare il mento e affrontare Henrietta. Avanti, dimmelo.
Lady Wentworth lanci un'occhiata significativa agli altri ospiti. Questo non  il luogo pi appropriato per parlare di certi argomenti, mia cara.
Melinda si accigli. Ma devo sapere adesso. Altrimenti, come posso affrontarlo per il resto della serata?
Forse sugger Lord Wentworth, potremmo ritornare a casa e discutere della faccenda in privato. Guard Henrietta, poi aggiunse: Naturalmente se a Miss Cynster non dispiace.
Henrietta aveva pensato di trattenersi a casa Montague fino a sera inoltrata, ma davanti a quei tre volti cos preoccupati inclin la testa in un gesto di assenso. No, niente affatto. Sono venuta con la carrozza dei miei genitori. Vi seguir fino a Hill Street.
I Wentworth si mossero verso Lady Montague e lei li segu.
Mentre Melinda e sua madre si congedavano da Sua Signoria ringraziandola per la splendida serata, Henrietta studi un po' discosta gli ospiti che riempivano il salone. Erano pochi coloro che non conosceva e ancora meno quelli che non riusciva subito a inquadrare in termini di famiglia e connessioni.
Vagava distratta con lo sguardo quando i suoi occhi incontrarono quelli di James Glossup.
Era in piedi dall'altra parte del salone e la studiava intensamente.
Salutando con calore, i Wentworth si avviarono verso la porta. Henrietta ruppe bruscamente il contatto visivo con James e sorrise a Lady Montague, per poi salutare a sua volta e avviarsi con calma.
Si disse di non guardarsi alle spalle, ma la tentazione fu troppo forte.
James continuava a guardarla, ma stavolta con occhi socchiusi; i tratti austeri del suo bel volto apparivano tesi, l'espressione quasi rabbiosa.
Henrietta incontr il suo sguardo, lo sostenne per un attimo, poi si volt e usc dal salone.
Fermo accanto alla parete, James Glossup imprec sottovoce.
A quanto mi risulta, Mr. Glossup deve sposarsi per poter reclamare per intero l'eredit di una prozia. Seduta in poltrona vicino al camino acceso nel salotto di casa Wentworth a Hill Street, Henrietta tacque e bevve un sorso dell'ottimo t che, secondo Lady Wentworth, sarebbe servito a tutti loro.
Seduto nella poltrona di fronte, con la moglie e la figlia che si erano accomodate sul divanetto alla sua sinistra, Lord Wentworth si accigli. Quindi non  un avventuriero che mira solo alla dote di Mellie.
No chiar subito Henrietta, posando la tazza sul piattino. Non ha problemi finanziari, ma per ottenere quell'eredit deve sposarsi. A quanto sembra, l'anziana zia voleva vederlo accasato a tutti i costi, visto che l'ha inserito come clausola nel suo testamento.
Lord Wentworth sbuff. Ebbene, suppongo che per un'anziana nobildonna sia forse l'unico modo di costringere un rampollo all'altare, ma non con mia figlia.
Decisamente no! concord Lady Wentworth. Poi, ricordando all'improvviso che in quel caso era l'opinione di Melinda a contare davvero, si volt verso la figlia. Trovo che sia... Mellie?
Immobile con la tazzina e il piattino posati in grembo, Melinda studiava il fuoco nel camino in assoluto silenzio. Ma poi sbatt le ciglia, guard sua madre e quindi pos gli occhi su Henrietta. Dunque non mi ama.
Lei decise di aderire il pi possibile alla verit. Questo non posso saperlo. Riferisco solo ci che ho scoperto. Sostenne lo sguardo dell'amica, poi aggiunse con gentilezza: Quanto al suo cuore, sei senza dubbio un giudice migliore di me.
Melinda continu a guardarla per un lungo istante, poi strinse le labbra e scosse la testa. Gli piaccio, ma... no, non mi ama. Tacque, bevve un sorso dalla tazzina ignorata fino a quel momento, poi torn a posarla sul piattino e aggiunse: A dire il vero,  per questo che ti ho chiesto di scoprire tutto il possibile su di lui. Certi suoi comportamenti mi avevano fatto sospettare che dietro il suo corteggiamento vi fossero dei motivi diversi dall'amore. Torcendo le labbra, liquid la questione con un gesto della mano e volse lo sguardo.
Henrietta fin il t, poi si volt per posare tazzina e piattino sul tavolo davanti al divanetto. Adesso  meglio che vada. Non c' altro da aggiungere e suppongo che vogliate parlarne tra di voi.
Si alz e Melinda fece altrettanto, insieme ai suoi genitori. Vieni, ti accompagno alla porta.
Grazie di nuovo per esservi rivelata una preziosa amica della nostra Mellie afferm Lord Wentworth, dando qualche affettuoso colpetto sulla mano di Henrietta.
Henrietta si conged educatamente e segu Melinda nell'atrio. Non appena il maggiordomo ebbe chiuso la porta della sala, sussurr a Melinda, in quel momento accanto a lei e dunque l'unica in grado di sentirla: Mi spiace cos tanto di averti dato una simile notizia!.
Melinda si ferm e si volt. Incontr i suoi occhi, poi un pallido sorriso le pieg le labbra. Ammetto di avere sperato di sbagliarmi. Pregavo perch tornassi con delle notizie diverse, ma, se devo dirti la verit, sei davvero un angelo. Non voglio sposare un uomo che non mi ama e ci che mi hai riferito conferma solo i miei sospetti, cosa per cui ti sono grata. Hai reso molto pi semplice prendere una decisione. Con questo strinse le spalle di Henrietta, si sporse in avanti per baciarle le guance e aggiunse: Certo,  un duro colpo. Per qualche giorno sar triste e irritabile ma passer presto, vedrai.
Ne sono certa replic lei con un sorriso.
E fai bene. Melinda suonava pi sicura a ogni istante che passava. Henrietta, ormai hai aiutato cos tante di noi... sono certa che non avremmo saputo cosa fare senza di te. Hai salvato innumerevoli giovani dame da un matrimonio deludente. In tutta onest, meriteresti un premio.
Lei si strinse nelle spalle. Sciocchezze. Dispongo solo di fonti d'informazioni migliori della media. E, anche se non era il caso di menzionarlo in quelle circostanze, grazie a quelle medesime fonti aveva favorito tanti solidi matrimoni basati sull'amore.
Permise al maggiordomo di posarle la mantellina sulle spalle, poi di aprire la porta per lei.
Melinda l'accompagn sul portico dell'ingresso e subito rabbrivid per la gelida brezza che spazzava la strada.
Henrietta le prese la mano e gliela strinse un poco. Torna dentro. Rischi di ammalarti e la mia carrozza non  lontana afferm, indicando con un cenno del capo la seconda carrozza di citt dei suoi genitori ferma accanto al marciapiede sull'altro lato della strada.
Come vuoi replic Melinda, stringendole a sua volta le dita. Abbi cura di te. Sono certa che ci rivedremo presto.
Henrietta sorrise, attese che Melinda chiudesse la porta e quindi, sempre con il sorriso sulle labbra perch la prontezza con cui l'amica aveva accettato la situazione indicava che non si era ancora innamorata di James, cominci a scendere le scale.
Poteva anche non credere alla fortuna di riuscire a trovare il suo campione, ma era comunque fermamente favorevole ai matrimoni d'amore. Per come la vedeva lei, costituivano l'unico modo di garantire a una donna una vita coniugale felice e appagante...
Un uomo le venne addosso con incredibile violenza. L'urto fu tale da farla barcollare.
Oh! Sarebbe caduta, ma l'uomo fu lesto ad afferrarla per le spalle, tenendola ferma davanti a s e ridandole equilibrio.
Con la coda dell'occhio, Henrietta vide un bastone da passeggio dall'impugnatura d'argento massiccio in una mano inguantata, notando che il guanto era di squisita fattura, in pelle liscia e morbida. Sbatt le ciglia e guard lo sconosciuto in volto, ma lui indossava uno spesso mantello con il cappuccio alzato: con il lampione alle sue spalle, era impossibile vederlo bene.
L'unica cosa che riusc a notare era il mento, che parve indurirsi mentre lo guardava.
Vi porgo le mie scuse. Non vi avevo vista afferm lo sconosciuto, la voce profonda, il tono secco ma colto.
Tirando il fiato, lei rispose: Neppure io vi avevo visto.
Lui tacque ed Henrietta sent che stava studiandole il volto, gli occhi.
Signorina! Va tutto bene?
Henrietta alz la testa mentre l'uomo lanciava un'occhiata dall'altra parte della strada. Entrambi videro il suo stalliere balzare gi dalla carrozza nel chiaro intento di aiutarla.
Mentre rispondeva: S, Gibbs, non preoccuparti, lo sconosciuto la guard, quindi la lasci e annu bruscamente, per poi voltarsi e allontanarsi in tutta fretta scomparendo ben presto nella nebbia.
Henrietta scosse piano la testa, poi si aggiust il mantello, si lisci la gonna con le mani e attravers la strada, attesa dallo stalliere che l'aiut a salire in carrozza.
Non appena lo sportello si chiuse, sospir e sprofond nel sedile rivestito in pelle. La carrozza part oscillando; Upper Brook Street distava solo pochi minuti.
Lei si rilass, aspettandosi di sentire la soddisfazione che sempre provava davanti a un'indagine sulle motivazioni di uno spasimante conclusa con successo. E, invece, si ritrov a pensare a qualcosa di molto diverso.
All'immagine di James Glossup in piedi nel salone di Lady Montague che la studiava intensamente. Alla sua espressione quando si era reso conto che lei se ne sarebbe andata con la fanciulla che stava corteggiando e con i suoi genitori.
Era un amico di Simon. Sicuramente conosceva la sua reputazione.
Chiss cosa stava pensando.

2.

Avete idea del guaio che siete riuscita a combinare?
Henrietta trasal, poi si guard alle spalle... incontrando due occhi scuri ed espressivi che, in quel momento, non esprimevano la bench minima benevolenza. Anzi, a giudicare dalla sua espressione, James Glossup stava seriamente pensando a un omicidio.
Le labbra strette, il volto glaciale, lui aggiunse: Sono certo che non vi sorprender sapere che Melinda mi ha appena dato il benservito, rifiutando la mia proposta ancor prima che potessi avanzarla. Ma, a dire il vero, dopo avervi vista ieri sera lasciare il ballo di Lady Montague al seguito dei Wentworth, neppure io ne sono rimasto sorpreso. E dunque torno a chiedervi se avete idea, la pi pallida, minima idea del disastro che causer la vostra indagine.
Quel tono pregno di accusa e di condanna irrit Henrietta. Si volt bruscamente per affrontarlo; sua madre aveva insistito perch andasse con lei e Mary alla soire di Lady Campbell, ma nel salone di Sua Signoria c'era ben poco che potesse interessarla. La maggior parte degli ospiti era troppo giovane, signorine fresche di debutto e rampolli ansiosi di spiccare nei salotti cittadini, insieme ai loro genitori. Ma Lady Campbell era una grande amica di sua madre e cos, dopo aver doverosamente fatto il giro dei vari gruppi, Henrietta si era rifugiata in un'alcova parzialmente nascosta da una grande palma in vaso, dove James l'aveva subito trovata.
Mettendola con le spalle al muro. Non avrebbe potuto andarsene se lui non si fosse spostato.
Non che questo la preoccupasse, ma il cuore le batteva forte e non sapeva bene perch.
Tutto ci che ho fatto  stato dire la verit a Melinda, ovvero che voi dovete sposarvi per poter reclamare per intero la vostra eredit. Socchiuse gli occhi in chiaro monito e lo guard. Non aveva alcuna intenzione di venir ritenuta responsabile delle manchevolezze altrui. Potevate pensarci prima e parlargliene voi. Melinda  decisa a sposarsi per amore, ma anche se mi ha chiesto dei vostri sentimenti mi sono rifiutata di rispondere. Ho lasciato a lei il giudizio e se trova poco convincenti i motivi del vostro corteggiamento non  certo colpa mia.
Anche lui socchiuse gli occhi; normalmente erano di un morbido castano scuro che ricordava a tal punto la cioccolata da suscitare il pensiero di sprofondarvi dentro senza sentirsi sciocchi, mentre adesso sembravano schegge di agata cristallina. Proprio come pensavo. Non avete idea dei problemi che avete causato non a me, ma a tante famiglie innocenti.
Lei sbatt le ciglia, poi lo studi con diffidenza. Che cosa intendete dire?
James non parve sentirla. I suoi occhi continuarono a trafiggerla, il suo volto rest una maschera di rabbia e frustrazione. Simon mi aveva parlato della vostra smania d'interferire, del modo in cui vi dilettate a ficcare il naso nelle vite altrui giusto per divertirvi.
Quelle parole la fecero avvampare.
Voi non amate Melinda! sbott.
No, lo ammetto. Ma ho mai detto di amarla?
Aveva chinato la testa e le parlava praticamente vis--vis; pochi pollici li separavano e il suo tono era cos aspro da scagliarle addosso le parole come dardi... se non come giavellotti.
Henrietta studi i suoi occhi, poi i tratti austeri del suo volto. Un marasma di emozioni ribolliva fin troppo vicino a quella rigida facciata: collera e frustrazione erano le pi evidenti, ma dietro percepiva preoccupazione, ansia, trepidazione. E ancora pi nascosta c'era la paura, ma non paura per se stesso; conteneva un turbamento, un'apprensione che lei riconobbe subito. Era timore per qualcosa o per qualcuno di cui si sentiva responsabile e constatarlo la fece sentire come se il terreno le mancasse sotto i piedi all'improvviso. Cosa...?
Non vi  mai passato per la testa che qualche gentiluomo possa essere soggetto a pressioni, a motivi che lo obblighino a sposarsi pur non essendo innamorato? Come diavolo pensate che possano risolvere il loro problema matrimoniale se devono fare i conti con gente come voi, che adora interferire laddove non ne ha alcun diritto? Tir il fiato e poi, con forza ancor maggiore nonostante la voce bassa, aggiunse a denti stretti: Certo, se non imparate dal guaio che avete appena combinato... dovrei convincervi a smetterla d'intromettervi in faccende di cui non sapete nulla e che neppure vi sfiorano. Solo cos potr dire di aver almeno ottenuto qualcosa.
L'occhiata che le lanci, tuttavia, tradiva un che di disgustato. Poi una profonda delusione gli riemp il volto; scuotendo la testa, arretr senza dir nulla come se stesse per andarsene.
Henrietta lo afferr lesta per il risvolto della giacca. Strinse forte le dita e si rifiut di lasciarlo andare.
James si ferm, pos lo sguardo sulla mano che lo tratteneva, poi rialz lentamente la testa e la guard negli occhi, inarcando con arroganza un sopracciglio.
Lei non solo non lo lasci, ma sostenne con belligeranza quell'occhiata, restituendogli la sua stessa rabbia e la stessa frustrazione. Di cosa state parlando? gli chiese, il tono aspro quanto quello di lui. Non aveva la minima intenzione di subire delle accuse tanto vaghe e offensive per poi permettergli di andarsene cos.
James la guard in silenzio per un lungo istante, poi torn a studiare le dita che lo trattenevano. La sua rabbia non era calata neppure di una virgola, ma con apparente, languida calma rispose: Visto che avete deciso d'interessarvi alla mia situazione, forse meritate la verit. Vi racconter come stanno le cose. Torn a catturarle lo sguardo. Cos capirete appieno la portata del guaio che avete combinato con la vostra interferenza.
Uno scoppio di risa dall'altra parte della palma spinse entrambi a voltarsi. Un gruppo di giovanissime debuttanti aveva deciso di ritrovarsi proprio in quell'angolo per raccontarsi chiss quali segreti.
James torn a guardarla. Ma non qui.
Henrietta lo lasci e incontr coraggiosamente il suo sguardo. Dove?
Lui si mosse, spazi con lo sguardo nel salone, poi reclin la testa sulla destra. Da questa parte.
La condusse fuori da una porta laterale, poi attraverso una sala deserta e infine lungo un corridoio. Lei lo seguiva di buon passo, marciando appena dietro le sue spalle.
Con una certa sorpresa constat che la collana, le sfere di ametista e soprattutto il pendente in quarzo rosa appena sopra l'orlo della scollatura sembravano scaldarsi in modo insolito. Mary, naturalmente, si era accertata che la mettesse e lei sospettava che la sorellina avesse dato segrete istruzioni ad Hannah. La cameriera, infatti, si era data un gran daffare, passando in rassegna tutti i suoi abiti fino a trovare la creazione che indossava quella sera: una veste che le esaltava i fianchi e il busto in seta rosa perla, con la scollatura a forma di cuore che sembrava fatta apposta per incorniciare il dannato gioiello. Le ampie gonne le frusciavano sulle gambe mentre seguiva James lungo il corridoio per poi imboccarne un altro.
Fermandosi finalmente davanti a una porta, James si pos l'indice sulle labbra, ruot la maniglia e l'apr nel massimo silenzio.
Si ritrovarono cos a contemplare lo studio di Lord Campbell. Sulla scrivania, una lampada a olio ardeva al minimo spargendo una luce fioca. Entrambi si guardarono attorno, ma non c'era nessuno.
James le fece cenno di precederlo, poi la segu e chiuse la porta.
Non fu sorpreso di vederla andare dritta verso la sedia dietro la scrivania per poi sedersi. Era una sedia girevole e un lieve cigolio gli fece capire che si era voltata per guardarlo mentre lui si muoveva verso il camino per poi mettersi a marciare avanti e indietro. Nel suo attuale stato d'animo, sedersi era fuori discussione; voleva sbraitare e imprecare, ma dietro il magma ribollente della rabbia avvertiva un'angosciante ondata d'impotenza. Che diavolo avrebbe fatto adesso?
E perch stava perdendo del tempo che non aveva per fornire spiegazioni a Henrietta Cynster? Alla sorella minore di Simon, a colei che l'aveva rovinato?
Onestamente non lo sapeva, ma nel modo in cui aveva interferito c'era qualcosa che lo pungeva sul vivo. A un livello indefinibile, vedeva in quell'indagine un'assoluta mancanza di fiducia, anzi, ancora peggio: era un atto di completa slealt. Si aspettava di meglio dalla sorella del suo migliore amico. Forse non la conosceva bene, ma senza dubbio lei sapeva che tipo fosse, cio un uomo che seguiva gli stessi principi di suo fratello. Si sentiva irritato e deluso dal fatto che si fosse comportata come se lo considerasse una sorta di avventuriero, come se pensasse che intendeva mentire a Melinda o accecarla a suon di belle parole per tacerle la propria situazione. Invece, Melinda gli aveva dato il benservito prima che lui riuscisse a trovare il momento giusto per spiegarle tutto.
Bene, eccoci qui. Henrietta punt gli occhi grigiazzurri sul suo volto. Cos' che non capisco? Che guaio avrei combinato?
James incontr il suo sguardo per un attimo e poi, sempre marciando avanti e indietro, replic: La mia prozia, come chiaramente sapete,  deceduta da meno di dodici mesi, il primo giugno dell'anno scorso, per essere precisi. Per me aveva sempre avuto un occhio di riguardo, ma purtroppo voleva assicurarsi che mi sposassi.  sempre stata una sua ossessione, tanto da spingerla a insistere in tutti i modi nell'ultimo decennio e forse pi. In ogni caso, non appena cap che stava arrivando il suo momento fece testamento e mi lasci gran parte dei suoi possedimenti: una tenuta nel Wiltshire con casa padronale e svariate fattorie, pi una grande casa di citt, tutte dotate di domestici e in ottimo stato. Mi lasci anche i fondi per mantenere tutto questo, ma solo per un anno. Dopo, per poter accedere ai fondi necessari per finanziare le case e le fattorie, oltre che per pagare il personale.... Tacque, si volt e incontr lo sguardo di Henrietta. La mia adorata prozia ha stabilito che dovevo sposarmi entro l'anno successivo alla sua morte, il che significa entro il primo giugno di quest'anno.
Henrietta sbatt gli occhi e lo studi in volto. E cosa accadrebbe se non ci riusciste?
La tenuta, le case e le fattorie resterebbero a me o, meglio, ricadrebbero sotto la mia responsabilit, ma io non avrei modo di riuscire a finanziarle di tasca mia, cio senza accedere a quei fondi. Un particolare che la mia prozia conosceva bene.
E quindi cosa accadrebbe?
Accadrebbe che dovrei licenziare i domestici e chiudere le case, tenendo magari dei custodi. Per quanto riguarda le fattorie, non ho idea di cosa riuscirei a salvare, ma comunque non un granch. Ah, se per caso pensate che potrei vendere una parte delle propriet per tenere in piedi il resto, vi assicuro che la zia ha fatto in modo che fosse impossibile.
Oh. Henrietta tacque, apparentemente impegnata a elaborare quelle notizie, poi volle sapere: Quindi, per poter continuare a offrire un lavoro ai domestici e ai mezzadri della vostra prozia dovete sposarvi entro il primo giugno?.
Lui non si scomod a rispondere, limitandosi ad annuire bruscamente.
Sempre studiandolo, Henrietta si accigli. Vi siete mosso un po' in ritardo, non pensate?
L'occhiata che lui le lanci non lasciava trasparire la bench minima pazienza. Concedendomi solo un anno per trovare una sposa adatta e condurla all'altare, mia zia non ha considerato alcuni dettagli. Anzitutto, i cambiamenti di mentalit che sono avvenuti da quando lei era giovane: ai suoi tempi vigevano i matrimoni combinati e nel ton ci si sposava per interesse. L'amore non entrava mai in gioco e quindi lei riteneva che per trovare una sposa bastasse guardarsi attorno, valutare le varie candidate e scegliere la pi accettabile. Poi, non ha pensato che mio padre e mio nonno avrebbero imposto alla famiglia un periodo di lutto n che occorressero dei mesi per stabilire come stavano le cose riguardo alla tenuta. Anche se non  lontana da Glossup Hall, e pur avendola visitata molte volte, non immaginavo che potesse finire a me e quindi non mi sono mai informato su come si manda avanti una propriet cos estesa.
Incapace di restar fermo un attimo di pi, incapace per qualche motivo di nascondere ancora la propria agitazione, James si pass una mano tra i capelli e riprese a marciare avanti e indietro.
Avete idea di quanto sia disastrosa la situazione? le chiese, agitando una mano. Ho trascorso un mese intero valutando tutte le possibili candidate e Melinda si  subito rivelata la migliore, e forse la pi disposta ad accettare un'offerta che non nascesse dall'amore. Non era innamorata di nessun altro, almeno a quanto ho potuto constatare, ha ventisei anni e dunque comincia a temere la possibilit di non trovare mai un gentiluomo adatto, ed  una signorina molto giudiziosa. Una donna che potevo immaginare al mio fianco, pronta a lavorare con me per mandare avanti la tenuta. L'ho corteggiata per pi di un mese... Si volt di scatto e intrappol lo sguardo di Henrietta. E adesso  tutto finito! Uno spreco di tempo, una speranza spazzata via senza piet. Mosse la mano avanti e indietro a mezz'aria, come se stesse cancellando una lavagna. Grazie alla vostra indagine, ho solo quattro misere settimane per trovare e corteggiare un'altra candidata, sperando di portarla in tempo al sospirato altare.
Con questo si avvicin, fermandosi davanti a lei e guardandola dall'alto della sua notevole statura.
Avete capito perch la responsabilit di questa situazione, che potrebbe incidere drammaticamente sulla vita di tante famiglie, ricade non solo su di me, ma anche su di voi?
Un brivido attravers Henrietta. Con gli occhi incatenati a quelli dell'uomo, accesi dalla collera, pregni di preoccupazione, riusc solo a dirgli: Oh.
Il controllo che James manteneva a fatica and in frantumi. Incredulo, si ritrasse e la guard. Oh?  tutto quello che avete da dire? Oh? Si volt adirato e si allontan a grandi passi, ma poi si ferm e torn indietro con rabbia ancor maggiore. No, anzi...  ancora peggio! esclam con l'aria di chi  stato colpito da una terribile rivelazione, guardandola con grandi occhi smarriti. Ho appena pensato... Tutti nel ton, sicuramente tutti coloro con una figlia in et da matrimonio, sapranno presto che su richiesta di Melinda voi avete indagato su di me, trovandomi inadeguato. Trovandomi indegno! Tuff entrambe le mani nei capelli e pass le dita fra le ciocche scure, stringendo e tirando per poi allontanarsi di nuovo. Come diavolo posso fare? Come trover la mia sposa adesso?
Un cupo silenzio fece seguito a quelle domande. James si volt e torn ad allontanarsi.
Vi aiuter io.
Quelle parole le uscirono da sole: Henrietta non le aveva elaborate in modo consapevole, non immaginava di poterle pronunciare.
Erano la risposta a ci che aveva sentito, a ci che poteva vedere. A ci che, dentro di s, sapeva.
Voltato di schiena, James si ferm. Seguirono lunghi istanti di silenzio prima che girasse lentamente la testa per poi chiederle, un po' accigliato: Che cosa avete detto?.
Henrietta si umett le labbra e ripet, pi convinta: Ho detto che vi aiuter io.
Lui si volt del tutto per affrontarla. Le rughe che gli segnavano la fronte si approfondirono. In caso non lo sappiate, siete conosciuta come la scombina-matrimoni. Voi fate di tutto per impedire le nozze che disapprovate, proprio com' accaduto tra me e Melinda.
Non  vero. Henrietta trasse un respiro profondo e ribatt: Mi limito a riferire alle giovani lady che chiedono la verit ci che scopro sui loro spasimanti. E se proprio volete saperlo, ho favorito pi unioni di quante ne abbia sconsigliate e non tutti erano matrimoni d'amore. Sostenne il suo sguardo, poi aggiunse: Non sempre le giovani debuttanti vogliono sposarsi per amore. La maggior parte delle volte s, di questi tempi, ma ci sono delle eccezioni. Esit, studiando il volto e gli occhi di Glossup; non che lasciassero trasparire molto, ma le parve di notare un barlume di speranza e questo la incoraggi al punto da aggiungere: Non sapevo della vostra situazione, ma adesso... ebbene, vorrei aiutarvi. Posso spiegarvi quali signorine corteggiare e, vedendovi insieme a me, sia loro sia le loro madri penseranno che Melinda si sia tirata indietro non per ragioni che riguardano voi, ma piuttosto per le sue aspettative, i suoi desideri e le sue convinzioni. In altre parole, perch per qualche motivo ha ritenuto che voi due non siate fatti uno per l'altro. La mia presenza metter a tacere qualunque altra speculazione, ne sono certa. Nel silenzio che segu, Henrietta inclin la testa e mantenne gli occhi su di lui, valutando la situazione. Ammetto che sar difficile trovare una sposa adatta in sole quattro settimane, ma se uniamo i nostri sforzi ci riusciremo, vedrete.
Stavolta fu lui a reclinare il capo e a guardarla, ma con occhi socchiusi e diffidenti. Davvero lo fareste?
Henrietta si raddrizz e annu convinta. S, lo far. Non per riparare a ci che ho fatto, perch un matrimonio tra voi e Melinda non poteva funzionare, ma perch adesso conosco la verit, sono consapevole di ci che rischia di accadere e non ho scordato che siete il miglior amico di Simon. Pertanto, vista la posta in gioco, aiutarvi  il minimo che possa fare.
Lui la guard come se faticasse a crederle e non sapesse bene cosa risponderle. Alla fine azzard: Quindi, la scombina-matrimoni si trasformer in una combina-matrimoni?.
Henrietta alz il mento. Non sono io a rompere una relazione, ma l'ipocrisia di certi spasimanti. In ogni caso, se riuscirete a mettere da parte quest'aspetto potremo agire insieme e dunque aumentare di molto le vostre possibilit di successo.
James torn a studiarla per un lungo istante, poi annu lentamente. Va bene. Quindi, da dove incominciamo?
Si lasciarono dandosi appuntamento a Hyde Park la mattina successiva.
Graziosamente abbigliata in un abito da passeggio di twill azzurro cielo, Henrietta aspettava poco oltre l'ingresso di Grosvenor Gate, non lontana dalla casa dei genitori in Upper Brook Street, quando vide James avanzare di buon passo lungo Park Lane per poi svoltare tra i montanti a colonnina del cancello.
Subito avvert una stretta al cuore, come se qualcuno le avesse passato una corda invisibile attorno al petto impedendole di respirare. L'effetto era troppo marcato per non accorgersene e, visto che in giro non vedeva nessun altro, sembrava chiaro che fosse lui a suscitarlo. Cosa che non aveva senso.
Certo, vestiva con la solita, impeccabile eleganza ed era pertanto l'emblema del distinto gentiluomo del ton: la raffinata giacca di Bath mostrava un taglio squisito, il panciotto a strisce blu e argento opaco costituiva un emblema dello stile non ostentato e la cravatta superbamente annodata avrebbe suscitato l'invidia di ogni scalpitante rampollo. Nonostante ci, vagamente irritata da quella reazione da acerba signorina - aveva ventinove anni, dopotutto, e dunque era un po' troppo matura per sentirsi emozionata dalla vista un uomo - prov a scacciare quelle sensazioni e, quando non ci riusc, le releg in un angolino per poi dimenticarle.
James la vide e si avvicin, con ogni passo delle sue lunghe gambe che tradiva una grazia predatrice tipicamente maschile. Quando la raggiunse, sorrise e abbass la testa in risposta all'educato cenno di saluto che lei gli rivolse. Buongiorno.
Buongiorno. Che ne direste di accomodarci su quella panca laggi? Imbrigliando decisa i propri sensi riottosi, indic con il parasole una panca libera. Siamo abbastanza lontani dai viali alla moda da assicurarci di non venire interrotti dichiar, avviandosi. Vorrei farmi un'idea del tipo di giovane che state cercando, poi potremo elaborare un piano per trovarla.
Alto, atletico e muscoloso, James si avvi accanto a lei. Concordo con la seconda parte della vostra affermazione, ma per il resto... scegliere  un lusso che non posso pi permettermi, purtroppo.
Sciocchezze! Con passo marziale e la gonna che frusciava, Henrietta raggiunse la panca e si sedette. Santo cielo, siete un Glossup! Non potete certo sposare la prima che capita.
A giudicare dall'occhiata che lui le lanci, non ne sembrava cos convinto. Sono un Glossup disperato, ricordate? replic, sedendosi a sua volta e contemplando in silenzio i prati perfettamente tagliati.
Disperato in termini di tempo, forse, ma non in termini di scelta.
Mi inchino alla vostra grande conoscenza delle mie potenzialit afferm, guardandola. Bene. Da dove incominciamo?
Henrietta tacque e ci pens su. Aveva trascorso met della notte chiedendosi perch si fosse offerta di aiutarlo, perch avesse provato un impulso cos forte di farsi avanti. Certo, si era sentita obbligata perch le difficolt che lui doveva affrontare adesso si dovevano alla sua intrusione che, seppur giustificata, aveva involontariamente creato quella situazione. Inoltre, James restava sempre il migliore amico di Simon e trarlo d'impaccio costituiva una sorta di obbligo morale. Ma, alla fin fine, il peso maggiore su quella decisione lo esercitava il semplice senso di colpa. Lo aveva mal giudicato, dentro di s, prima ancora che con l'indagine. Aveva mancato di cogliere, e dunque di attribuirgli, un qualsiasi senso dell'onore e tuttavia come membro della famiglia Cynster sapeva che l'onore era una qualit cristallina che non solo gli uomini apprezzavano. Anche le donne, se avevano un po' di buonsenso, lo ritenevano prezioso.
Ed era facile accorgersi che la spinta maggiore a cercar moglie, oltre che la fonte principale della sua disperazione, era un grande attaccamento alle famiglie il cui sostentamento era improvvisamente diventato un suo dovere. Poteva rifiutare di assumersi quel peso e tuttavia l'aveva fatto; anzi, a quanto poteva vedere, l'idea di tirarsi indietro non gli era mai neppure passata per la testa, pur rappresentando la soluzione pi semplice. Anche senza le propriet della prozia, lui godeva di un'ottima rendita, eppure aveva deciso di affrontare la sfida. Difficile mostrare pi onore di quanto ne stesse dimostrando James.
In ogni caso, anche se neppure in quel momento si sentiva certa dei motivi che l'avevano spinta ad aiutarlo, il senso di colpa pesava indubbiamente sulla scelta.
Si sistem meglio sulla panca, poi gli chiese perentoria: Ditemi, che cosa non vorreste in una sposa? O, in alternativa, quali tratti la renderebbero desiderabile?.
Sempre contemplando gli alberi e i prati verdi, James ci pens per un attimo. Niente frivole ochette, niente sempliciotte. E preferibilmente non ragazze troppo giovani. Che disponga o meno di una dote non  importante, ma come avete appena affermato deve essere di buona famiglia, meglio se dei circoli pi esclusivi del ton. Preferirei che sapesse cavalcare, ma la cosa pi importante  che abbia un carattere socievole. Tacque, poi chiese: C' altro?.
Henrietta pieg le labbra in un sorriso. Vi siete scordato di dire che deve essere passabilmente graziosa, se non una gemma che spicca tra le altre.
Ah, questo lo sapevate gi. Con le palpebre socchiuse, le lanci un'occhiata. Mi conoscete cos bene.
Lei sbuff. Conosco bene i tipi come voi, lo ammetto. Ripass mentalmente la sua risposta, poi insistette: Ci sono delle caratteristiche fisiche che preferite? Bionda piuttosto che mora, alta o bassa, questo genere di dettagli.
Capelli castano scuro, pi alta della media, languidi occhi azzurri. Una donna come voi. Tenne per s quelle parole e invece disse: A essere sinceri, sono pi interessato alla sostanza che alla forma. Al carattere pi che all'aspetto. Le lanci una nuova occhiata e aggiunse: Viste le circostanze  importante che sposi una donna dal carattere forte che accetti per quello che sono sia me sia quello che le offro, oltre a volersi dedicare con passione al compito non facile di restarmi accanto e di aiutarmi.
Henrietta si volt, studi i suoi occhi, poi inclin la testa e torn a guardare avanti. Ottimo atteggiamento e ottima risposta comment. Dopo un attimo, lasci uscire lentamente il fiato. Adesso abbiamo almeno un'idea del tipo di persona che dobbiamo cercare.
Bene. Ma come trovarla?
Avete portato gli inviti che vi chiesto ieri?
James tuff la mano in tasca ed estrasse il corposo mazzo degli inviti che aveva ricevuto.
Lei li prese, se li pos in grembo e prese a scorrerli... fermandosi subito e guardandolo accigliata. Non li avete separati.
No. Dovevo farlo?
Henrietta lo studi perplessa. S. Altrimenti come riuscite a organizzarvi? Quando lo vide sbattere gli occhi, come se non capisse bene cosa intendesse, sospir e liquid la faccenda con un cenno della mano. Non importa. Tenete. Rimise insieme il mazzo alla meglio, poi glielo rese. Divideteli in base alla data, partendo da stasera. Naturalmente considereremo solo gli eventi ai quali parteciperanno giovani lady in et da marito.
Come volete. Il che dimezz subito il corposo mazzo; mettendo da parte con riluttanza gli inviti a cena con gli amici e via dicendo, James prese laboriosamente a suddividere gli altri come lei gli aveva chiesto.
Henrietta apr la borsa, vi tuff la mano e dopo aver rovistato per un attimo estrasse un'agenda rilegata in pelle. L'apr, stir le pagine con la mano, poi se la pos in grembo.
James la guard e si accorse che vi erano segnati solo appuntamenti. L'agenda era cinque volte pi spessa della sua e ogni pagina conteneva un gran numero di note.
Intanto Henrietta attendeva, con malcelata impazienza, che lui terminasse di riordinare gli inviti. Bene disse non appena ebbe finito, cominciamo da stasera. Batt il dito su una voce nell'agenda. Siete invitato al ricevimento di Lady Marchmain?
James le mostr l'invito. Continuarono cos, marcando gli eventi delle due settimane successive che secondo lei offrivano le migliori possibilit di trovare delle candidate interessanti e ai quali lui era stato invitato. Per gli altri, Henrietta si ripromise di parlare alle relative padrone di casa.
Non vi sar un solo anfitrione che rifiuter di avervi come ospite, soprattutto se sospetter che siete in cerca di una moglie.
Ah... Un orribile pensiero gli riemp la mente. Non state pensando a una sorta di dichiarazione pubblica sul fatto che devo sposarmi urgentemente, vero?
Non in questi termini. Henrietta lo guard come per valutare quanto dirgli o il modo migliore di dargli una cattiva notizia. Ci premesso, visto che stavate gi corteggiando Melinda, ma vi siete lasciati, molti sapranno o perlomeno sospetteranno che siete attivamente alla ricerca di una sposa. Ma finch resterete con me, sotto la mia ala protettrice, per cos dire, dubito seriamente che verrete messo sotto pressione.
Meglio cos. James non sapeva se sentirsi rassicurato oppure no. Dopo un attimo, aggiunse: Ho evitato di proposito di far sapere in giro della scadenza. Immagino che se rendessi nota la mia posizione disperata, non potrei apparire in pubblico senza venire circondato da una selva di ombrellini e cuffie.
Henrietta ridacchi. Sarebbe assai probabile. Mantenere il segreto sulla scadenza  indubbiamente una buona idea. Tornando a studiare l'agenda, volt le pagine fino ad arrivare alla settimana successiva. Anche perch se io non sono riuscita a saperlo nonostante avessi scoperto tutto il resto, credo proprio che nessun altro ci riuscir. Sotto questo aspetto, direi che siete al sicuro.
James annu, poi si accorse che Henrietta non lo stava guardando. Grazie.
Lei lo studi con occhi azzurri che brillavano e un sorriso distratto sulle labbra rosa delicatamente scolpite. James sent il cuore sobbalzargli nel torace, suscitando qualcosa che si riverber lungo la spina dorsale proprio mentre si rendeva conto di quanto seriamente Henrietta intendesse quelle parole.
Le intrappol lo sguardo. Voglio dire, grazie in ogni senso. Onestamente non so cosa avrei fatto, come avrei continuato la ricerca, se non vi foste offerta di aiutarmi abbracciando la mia causa.
Il sorriso della donna si approfond e un lampo attravers quegli occhi adorabili. Ebbene,  un po' come una sfida, tra l'altro molto diversa da tutte quelle che ho affrontato finora. Chiuse l'agenda, la ripose nella borsa, poi indic il parco con un cenno. Adesso che abbiamo definito gli elementi essenziali della vostra ricerca, dobbiamo passare alla fase successiva, ovvero stilare un breve elenco.
Si alz e James fece altrettanto. Le avrebbe offerto il gomito, ma lei alz il parasole, lo scosse e poi lo apr, inclinandolo per tenere il volto in ombra. Poi lo guard e inarc un sottile sopracciglio, una sfida evidente negli occhi.
Vogliamo cominciare?
James le fece cenno di precederlo e si avvi dietro di lei, avanzando sicuro e celando con cura la trepidazione che provava mentre muovevano verso il viale principale e le carrozze ferme a lato della strada alberata, ormai gremita di giovani gentildonne dai fantasiosi abiti alla moda e di eleganti gentiluomini che passeggiavano chiacchierando nella splendida mattina.
James rallent il passo, adattandolo all'andatura di Henrietta. Anche se la parte pi sospettosa della sua mente faticava ad accettare il fatto che proprio lei, la scombina-matrimoni, intendesse davvero aiutarlo, constatare che si trovava accanto a lui e che fosse riuscita in cos poco tempo a gettare le basi della loro strategia lo riempiva d'immensa, assurda gratitudine.
In ogni caso, l'ultima cosa che si sarebbe aspettato era sognarla come aveva fatto quella notte, eppure era accaduto. Non ricordava pi l'ultima volta che aveva sognato una donna in particolare, invece di un'indistinta figura femminile, ma si trattava davvero di Henrietta: ricordava il suo volto, le sue espressioni, e ne era rimasto... non tormentato, bens affascinato. E, nel sogno, decisamente deliziato.
La cosa pi strana, per, era stata l'assoluta mancanza di situazioni piccanti, sempre presenti quando sognava una donna. Questo lo riempiva di sollievo, perch dopotutto lei restava sempre la sorella del suo migliore amico. Anche il tono, lo spirito del sogno l'avevano sorpreso, instillandogli una vaga diffidenza e una certa curiosit. Perch lui si comportava come se la venerasse, anche se forse si trattava solo della gratitudine che si manifestava in un modo del tutto insolito.
Assicurando a se stesso che era senza dubbio cos, studi la folla a cui si stavano rapidamente avvicinando. Poi abbass la testa verso di lei e mormor: Devo fare qualcosa di speciale?.
No, nulla replic Henrietta, valutandolo con un'occhiata. Lui apprezz il fatto che fosse pi alta del normale, cosa che gli permetteva di vederla facilmente in volto. Dovete solo rilassarvi e seguire la mia guida.
Quel tono lo fece sorridere. Rialz il capo e guard avanti. Agli ordini. Nella mischia a testa bassa!
Non ci volle molto per accorgersi che le presentazioni e le chiacchiere fluivano molto pi facilmente di quanto lui potesse immaginare. Henrietta era cos conosciuta da interloquire con familiarit con quasi tutte le matrone, presentandolo come un amico e introducendolo alle giovani debuttanti che le suddette matrone tenevano sempre discretamente d'occhio.
Trascorsero l'ora successiva passando di gruppo in gruppo e conversando. Poi, mentre camminavano tra due carrozze, temporaneamente soli e lontani da chiunque, Henrietta gli tir la manica; quando la guard, lei indic con un lieve cenno del capo un gruppo lontano forse una ventina di iarde. Quella signorina  Miss Carmichael. Sarebbe un'ottima candidata per voi, ma gira voce che Sir Peter Affry la stia corteggiando in un modo sempre pi convinto.  il gentiluomo accanto a lei; visto che non avete tempo da perdere, direi di non sprecarlo in una competizione dagli esiti incerti. Suppongo che avremo abbastanza candidate da valutare da poterne tralasciare una sulla quale uno spasimante perfettamente idoneo ha posato gli occhi.
Incuriosito, lui guard oltre la testa scura di Henrietta, sbirciando al di l del parasole verso il gruppo in questione. Una giovane dai boccoli biondi era ferma a lato del viale, circondata da uno stormo di gentiluomini. Accanto a lei c'era un'altra signorina, che per attirava decisamente meno l'attenzione, e sull'altro lato della bellezza bionda spiccava un gentiluomo che in quel momento osservava il viale, ma che poi si volt e le sorrise. Era un po' pi attempato della maggior parte di coloro che passeggiavano nel parco e aveva un volto che colpiva subito per i suoi tratti marcati e un poco oscuri. James torn a guardare avanti. Persino io ho sentito parlare di Affry. Un vero Whig, un liberale dalla testa ai piedi.
Proprio cos, ma dopotutto  solo un membro eletto del partito. Henrietta si accigli. Non capisco che cosa vogliano tutti quei gentiluomini da lui, ma sembra un tipo decisamente affascinante.
Ah, vi dir, il fascino non sempre si accompagna alla bellezza, o qualcosa del genere. Con un cenno, James indic il gruppo al quale si stavano avvicinando. Quindi, centurione, che cosa troveremo qui?
Soffocando una risata, Henrietta glielo spieg. Poi ripresero a passeggiare, fermandosi qua e l per porgere gli omaggi, e lei si scopr sempre pi favorevolmente impressionata dal comportamento di James. Si rendeva interessante senza alcuno sforzo e i suoi atteggiamenti erano sempre rilassati, urbani e tanto brillanti da far colpo su chiunque. Aveva commesso l'errore di ritenerlo solo un altro sofisticato e superficiale aristocratico - un'imbarazzante conseguenza delle carenti informazioni raccolte su di lui - ma nei momenti in cui restavano soli passando da un gruppo all'altro, la maschera cadeva con gran facilit. E mentre si scambiavano le loro impressioni sulle giovani che incontravano, i suoi acuti, scherzosi commenti e la sua capacit di osservazione toccarono una corda dentro di lei. Qualunque cosa dicesse, non era mai scortese n con le parole n con i loro sottintesi, e i suoi modi non si allontanavano mai da quelli che lei mentalmente attribuiva a un degno e posato gentiluomo.
Inoltre, mostrava una profondit che non immaginava potesse possedere.
Il che cominciava a turbarla, ma mai quanto la continua insistenza con cui i suoi sensi si soffermavano su qualunque cosa lui facesse, su ogni piccola conseguenza della presenza fisica di James. Poteva solo sperare che quell'effetto sparisse frequentandolo.
Se avesse anche solo sospettato che lui lo facesse di proposito, avrebbe posto fine a ogni rapporto lasciandolo da solo nella ricerca di una moglie. Ma James non faceva nulla: tutta quella sensibilit nasceva solo da lei e pur essendosi comportato alla perfezione, quella mattina, era evidente che necessitava del suo aiuto.
E dopotutto, nonostante quelle emozioni cos conturbanti, Henrietta doveva ammettere che si stava divertendo un mondo. Le piaceva la sfida di trovargli una moglie adatta e le piaceva restare in sua compagnia.
Dopo essersi fermati diverse altre volte presso i gruppi di giovani dame che passeggiavano lungo l'Avenue, puntarono verso Upper Brook Street. Erano le undici e mezza e lei aveva un invito a pranzo, mentre James doveva apparentemente vedere Simon e un loro comune amico, Charlie Hastings, da qualche parte in citt.
Non appena svoltarono in Upper Brook Street, Henrietta disse: Credo proprio che sia stato un eccellente inizio. Guard James e aggiunse: Avete conosciuto qualche signorina interessante, stamattina? Qualcuna da inserire nell'elenco?.
S, voi. Continuando a guardare avanti, James si gratt il mento chiedendosi da dove diavolo venisse quel pensiero. Dopo un attimo, rispose: Miss Chisolm sembra avere la testa sulle spalle. E Miss Digby non era poi cos lontana dalla candidata ideale.
Mmh... Non pensate che Miss Digby potrebbe rivelarsi troppo frivola? Ridacchia in continuazione, a volte.
Numi del cielo, non l'avevo notato. Cancelliamo Miss Digby. Ma cosa ne pensate di Miss Chisolm?
Henrietta annu. A prima vista, direi che va bene. Non ho mai sentito nulla su di lei che possa indicare il contrario afferm, lanciandogli un'occhiata. Quindi Miss Chisolm sar la prima a entrare nella lista?
Lui esit, poi si costrinse ad annuire. Solo lei, per il momento. Miss Chisolm era una signorina allegra e rotondetta che sembrava pi o meno inquadrare la vita nel modo giusto, almeno a quanto aveva potuto capire. Ci premesso, non era attraente neppure alla lontana quanto la donna che gli camminava accanto.
Raggiunsero la casa di Lord Arthur Cynster e con un sorriso di circostanza e un elegante inchino James si conged da Henrietta, dandole appuntamento quella sera al ricevimento di Lady Marchmain. Fermo sul marciapiede la guard entrare; quando la porta si chiuse, lui infil le mani in tasca si avvi verso Grosvenor Square.
Mentre camminava prese ad analizzare le proprie impressioni, cosa che non faceva spesso, ma in quel caso non era certo difficile intuire le cause dell'incertezza che gli formicolava sottopelle. Voleva trovare un modo per far capire a Henrietta che era lei il primo e unico nome della lista, ma si rendeva perfettamente conto di quanto dipendesse dal suo aiuto. Se si fosse offesa e avesse ritirato il proprio sostegno, lui non si sarebbe mai sposato in tempo, ne era certo. La passeggiata di quella mattina aveva dimostrato al di l di ogni dubbio che era un pesce fuor d'acqua nei complessi meccanismi della ricerca formale di una sposa; senza Henrietta sarebbe forse riuscito a conoscere un paio di candidate, mentre con lei accanto era stato presentato tante di quelle volte da perdere il conto.
Aveva solo quattro settimane per trovare moglie e chiudere cos il cerchio.
Una smorfia gli pieg le labbra. No, in questo caso devo assolutamente andare sul sicuro.
Rialz la testa, estrasse le mani dalle tasche e allung il passo. Visto che aveva trascorso quasi tutta la mattina con Henrietta accanto, forse era il caso di spiegare a Simon che cosa stava facendo con sua sorella.
Che cosa si  messa in testa? Simon Cynster guard James al di l del tavolo, poi scoppi a ridere.
Accanto a Simon, Charlie Hastings tossicchi, cercando valorosamente di soffocare una risata, ma poi not l'occhiata sofferente di James e perse la battaglia, ridendo fino a farsi venire le lacrime agli occhi.
Seduto al loro solito tavolo, discretamente sistemato in una rientranza sul retro della taverna Horse and Whip sullo Strand, James attese con ostentata pazienza che l'ilarit dei suoi amici si spegnesse. Si aspettava una reazione del genere e non poteva certo dirsi sorpreso del modo in cui era stato accolto quello sconcertante sviluppo.
Riprendendo finalmente fiato, Charlie gemette fra le risa: Oh, queste zie impossibili! Anzi, nel tuo caso, queste prozie!.
Sorridendo, Simon aggiunse: Chi poteva mai pensare che la guastatrice di matrimoni avrebbe accettato di trovar moglie a qualcuno? Il tuo potere di persuasione, amico mio,  davvero impressionante. Alz il boccale di birra per un brindisi, poi ne gust un sorso.
S, ebbene... Rigirandosi tra le mani il boccale pieno di birra schiumosa, James fece una smorfia. Immagino si possa dire che la mia situazione  cos disperata e che io sia cos inadeguato da essermi attirato la sua simpatia.
Mmh. Simon si fece pensieroso mentre valutava la cosa. Non avrei mai pensato che Henrietta potesse dimostrare simpatia per un uomo, almeno non per un gentiluomo del ton.
James era arrivato alla stessa conclusione, ma solo grazie a ci che Simon gli aveva raccontato della sorella, pi giovane di soli due anni del fratello trentunenne e tuttavia ancora nubile. Cosa che, a ben guardare, era sorprendente per una Cynster: bastava pensare che lo stesso Simon, sebbene fosse un uomo, si era sposato all'et di Henrietta.
La cameriera arriv con le portate che avevano ordinato e i tre cominciarono a pranzare. Per parecchi minuti cadde un confortevole silenzio.
Fu Charlie a romperlo, alzando gli occhi dal pasticcio di manzo per chiedere: Quindi con Melinda  tutto finito?.
James sospir. S, e senza appello. Non c' pi modo di rimediare. D'altro canto, lei cerca assolutamente un matrimonio d'amore e quindi Henrietta ha ragione a dire che non eravamo fatti uno per l'altro.
Simon annu. In tal caso, l'hai scampata bella. Mastic e deglut. Quindi, che cosa ha organizzato Henrietta per te?
Lui sospir dentro di s e glielo disse.
Altre risate accolsero la spiegazione.
James alz gli occhi al cielo e si chiese quanto avrebbero riso se avesse confessato loro i pensieri poco ortodossi che cominciava a intrattenere sulla scombina-matrimoni. Tuttavia, quando ebbero smesso di ridere, n Charlie n tantomeno Simon giudicarono assurdo il piano di Henrietta.
Simon agit la forchetta. Dopotutto, c' il fattore tempo da considerare.
Proprio cos. Charlie annu. Non puoi permetterti di tentennare e perlomeno Henrietta non prover il bruciante desiderio d'indirizzarti da una parte piuttosto che dall'altra.
Simon concord, guardando il piatto. Non avr piani segreti e intenzioni particolari.
E quello era esattamente il punto che a James sarebbe piaciuto cambiare. Mentre gli altri si dedicavano a ripulire i piatti, lui ripens a tutto ci che Simon gli aveva detto sull'attitudine di Henrietta verso i gentiluomini.
Comunque la si girasse, Henrietta non aveva certo una grande opinione degli uomini come lui, anche se a livello generale e non particolare. Purtroppo, le aveva dimostrato di essere il classico gentiluomo che affronta con freddezza l'idea del matrimonio e, nonostante si fosse offerta di aiutarlo, aveva ritenuto menzognero il suo approccio con Melinda. Anche se lui aveva delle ottime ragioni per affrontare la questione in quel modo, non tutte spiegate con chiarezza, il dado era tratto: Henrietta si era fatta un'opinione e cambiarla non si preannunciava facile. Per quanto riguardava le aspettative della donna, pur avendogli confessato di aver favorito anche dei matrimoni d'interesse restava sempre una Cynster e quindi, come tutte le giovani Cynster, si sarebbe sposata solo per amore.
I Cynster si sposavano per amore. Quella era, apparentemente, un'immutabile legge del destino alla quale nessuno di loro sfuggiva, e difatti non era mai successo. Simon, per esempio, amava con tutto se stesso colei che per anni era stata la sua nemesi nei circoli del ton, ora sua moglie Portia. Tutti si erano accorti che quei due si amavano, persino James. Solo Simon e Portia sembravano ignorarlo e c'erano voluti anni, oltre a due cadaveri e un assassino, perch aprissero finalmente gli occhi.
Simon si mosse e spost di lato il piatto. Charlie fece altrettanto e James aveva finito di mangiare gi da un po'. Senza parlare svuotarono i boccali e poi si alzarono, pagarono il pranzo al bancone, lasciarono la mancia alla sorridente cameriera e poi uscirono al sole del primo pomeriggio.
Si avviarono tranquillamente sullo Strand, tornando verso Mayfair.
Erano amici da tanto di quel tempo da non sentirsi costretti a parlare di continuo; restare in silenzio non li metteva affatto a disagio.
Procedendo accanto a Simon, James lasci vagare lo sguardo mentre soppesava dentro di s le varie opzioni. Immaginava come lo vedeva Henrietta, o almeno credeva di essersi fatto un'opinione plausibile al riguardo. Esisteva un modo per cambiare, per riscrivere le premesse del loro incontro e spingerla a vederlo sotto una luce diversa?
Una luce cos positiva da farle valutare seriamente l'offerta di diventare sua moglie.
Perlomeno Henrietta conosceva tutti i dettagli e, visto che era una Cynster, si sarebbe probabilmente dimostrata aperta e ragionevole davanti ad argomenti razionali. Restava per l'ostacolo, per nulla trascurabile, costituito dall'amore.
Lui non ne sapeva molto, soprattutto se si parlava d'innamorarsi e farsi amare. Ma visto che le orde di signorine, spesso in competizione tra di loro, incontrate quella mattina sull'Avenue non l'avevano distratto un solo istante da Henrietta, era disposto a dare all'amore almeno una possibilit.
Chi poteva dirlo? Magari gli sarebbe piaciuto.
E magari gli avrebbe dato ci che da sempre cercava, ci che pi chiedeva alla vita ma che - visto il testamento della prozia - sembrava adesso completamente fuori dalla sua portata.
Per quanto ne sapeva, poteva anche esistere una possibilit.
Se solo fosse riuscito a capire come spingerla a guardarlo - guardarlo davvero e vederlo per ci che era - e poi farla innamorare...
Ah, chi credeva d'imbrogliare? Henrietta non si sarebbe innamorata di lui, non spontaneamente, non senza che compisse un evidente sforzo per attirare il suo interesse. Ma, cos facendo, comportandosi come se la corteggiasse, avrebbe rischiato di perdere il suo appoggio e quindi gran parte delle possibilit di trovar moglie in tempo utile.
Simon gli lanci un'occhiata. Allora, come ti fa sentire tutto questo?
Tormentato ammise lui, evitando d'incontrare lo sguardo dell'amico.
Charlie gli diede una pacca sulle spalle. Non preoccuparti. Andr tutto bene, vedrai.
James se lo augurava di tutto cuore, perch, a parte il resto, aveva una sorta di piccola armata a cui garantire un futuro.

3.

Il gal di Lady Marchmain era per tradizione uno degli eventi pi importanti della Stagione. Ciononostante, non era un ballo molto frequentato dalle signorine fresche di debutto, ma piuttosto da coloro che si erano lasciati alle spalle ormai da qualche tempo la prima sfilata sulla passerella matrimoniale. Tra la marea di ospiti che si muovevano sotto i grandi candelabri di cristallo, fra le teste perfettamente acconciate delle signore con i loro splendidi abiti da sera dalle intense tonalit e gli eleganti completi scuri dei gentiluomini alla moda, si potevano notare le tinte pastello delle creazioni predilette dalle giovani lady con diverse Stagioni sulle spalle, ma ancora prive di offerte matrimoniali che incontrassero la loro approvazione.
Proprio come pensavo. Vestita in seta azzurra un po' pi scura dei suoi occhi, Henrietta indic la calca con un cenno del capo e poi si sporse verso James, in piedi accanto a lei, per farsi sentire sul vociare di centinaia di persone che parlavano tra loro. Qui troveremo certamente molte candidate interessanti.
James studi la calca in perenne movimento con aria critica. Il problema sar individuarle in questa folla borbott.
Non temete. Con occhi che brillavano, Henrietta gli sorrise, chiaramente immersa nel proprio ambiente. Non sar poi cos difficile, credetemi.
Si trovavano su un lato del grande salone e alle loro spalle si apriva una fila di portefinestre. Oltre c'era un ampio prato verde che scendeva dolcemente verso un torrente; immerso nelle ombre della sera, il parco sembrava estendersi a perdita d'occhio.
Marchmain House sorgeva appena fuori Londra, su un'ansa del Tamigi vicino a Chiswick. James era arrivato ragionevolmente presto, in modo da essere presente quando Henrietta faceva la sua entrata. Aveva pensato di vederla con la madre e la sorella, ma invece era comparsa in cima alle scale completamente sola; snella e aggraziata nell'abito di seta azzurra che richiamava la calda sfumatura dei suoi occhi, con uno scialle dai lustrini dorati posato sull'avambraccio, aveva subito attirato la sua attenzione. Impossibile non guardarla mentre salutava con affetto Lady Marchmain, una materna nobildonna dai modi raffinati e un po' svampiti della gran dama, per poi muovere verso Lord Marchmain e dargli un bacio sulla guancia prima di scendere con una risata nel salone.
Dove James l'aspettava ai piedi della scala.
Il sorriso che gli rivolse non appena pos gli occhi azzurri su di lui, insieme all'occhiata di aperta approvazione che segu, assestarono la prima scossa al suo equilibrio. Si sentiva barcollare. Come avrebbe fatto a costringere i propri sensi riottosi a concentrarsi su altre donne andava oltre la sua comprensione.
Ma... Ecco, quella  Miss Alcock. Henrietta si sporse verso di lui e indic con un lieve cenno una signorina in un abito verde mela. Deve assolutamente far parte della lista gli spieg, avviandosi e continuando a parlare, sporgendosi un po' avanti e ritraendosi, gettando nello scompiglio pi assoluto i tormentati sensi di James. Il suo profumo, una delicata fragranza di limone e rose, gli devastava la mente e gli impediva di pensare. Ah, ed ecco laggi Miss Ellingham. Speravo davvero di trovarla qui. Si volt verso di lui. Venite con me. Vi presenter e poi, a meno che il programma non preveda qualcosa di speciale, l'orchestra comincer a suonare e potrete invitarle a ballare. Non c' nulla di meglio di un valzer per valutare una giovane gentildonna e capire se  il tipo giusto per voi.
Sentendosi cupo come non mai, James annu chiedendosi per che cosa intendesse lei per valutare. Quali criteri credeva che dovesse approfondire un uomo nella sua situazione? In ogni caso, l'accompagn doverosamente tra la folla.
Dopo neppure dieci passi, ricord con forza perch faceva di tutto per scansare quegli eventi. Non era facile avanzare spostandosi di qua e di l nella calca in movimento, cercando di restare accanto a Henrietta senza prenderla a braccetto. Pi volte, quando si fermavano a salutare, quando indugiavano presso qualche gruppo per chiacchierare, dovette unire le mani dietro la schiena per resistere alla tentazione di stringerle un braccio e avvicinarla a s con gesto protettivo.
Molte giovani donne sarebbero rimaste vicine a lui, confidando nella sua prestanza per farsi condurre in quella ressa. Ma Henrietta si sentiva chiaramente a casa e avanzava imperturbata a testa alta. In quell'ambiente, non aveva bisogno di nessuna protezione. Anzi, i ruoli parevano invertiti: era lui a dover essere protetto, non lei.
Un dato di fatto che venne ribadito ancora e ancora, urtando qualcosa, un istinto, una convinzione, che James non sapeva neppure di possedere fino a quel momento.
Tuttavia, Henrietta mantenne con entusiasmo la parola e James si ritrov nel gruppo in cui la graziosa Miss Alcock chiacchierava animatamente. Quando le prime note di un violino echeggiarono nel salone, fu semplice chiedere alla brillante signorina di danzare. Con un dolce sorriso lei accett; mentre la conduceva verso il palco dell'orchestra, James si accorse dell'espressione incoraggiante con cui Henrietta seguiva la loro avanzata.
Da quel momento in poi, la serata progred con Henrietta che lo conduceva di gruppo in gruppo, presentandolo a una potenziale candidata dopo l'altra. James danz con Miss Chisolm, che aveva conosciuto quella mattina al parco, e anche con Miss Downtree e Miss Ellingham.
Quando cinse tra le braccia Miss Swinson e cominci a volteggiare, la sua capacit di conversazione si era in qualche modo esaurita. Grazie al cielo, Miss Swinson trov del tutto appropriati il sorriso deliberatamente ammaliante che le rivolse, seguito dalla garbata domanda su cosa ne pensasse della serata.
 una ressa infernale, non trovate? Oh! Gli occhi di lei si fecero pi grandi, poi si riempirono di sbarazzina ilarit. Vi prego di scusarmi. Non dovrei dire simili parole - infernale, intendo - ma, con tutti i fratelli che ho, a volte mi sfuggono.
James sorrise, sinceramente divertito. Vi prego, non censurate le vostre parole per me.
Miss Swinson lo studi, sempre con occhi che ridevano. In tal caso, ditemi: vi state divertendo? In genere, questo tipo di serate non attirano tipi come voi.
Siete molto perspicace. Devo ammettere che trovo tutta questa gente un po' sfibrante.
Anch'io, ma dopotutto si tratta di uno degli eventi pi attesi della Stagione, almeno da coloro che hanno anche altri interessi oltre al matrimonio. Eseguirono un volteggio, poi il brusio che si lev attorno a loro distrasse Miss Swinson, che lanci un'occhiata attorno a s e poi torn a guardare James. Un esempio calzante: Sir Peter Affry e l'adorabile Dulcimea Thorne non hanno resistito alla tentazione di un valzer. Si dice che lui abbia occhi solo per Cassandra Carmichael, ma Dulcimea non  una che si lascia soffiare un ammiratore senza reagire.
I giri di valzer portarono la controversa coppia all'attenzione di James. Riconobbe il gentiluomo che Henrietta gli aveva indicato quella mattina e not il modo assai indiscreto con cui Miss Thorne si stringeva a lui. Nulla che eccedesse l'etichetta del valzer e tuttavia... Miss Thorne sembra decisa a far di tutto per riguadagnare l'attenzione di Sir Peter.
Mentre eseguivano un cambio di passo, Miss Swinson allung il collo per guardare. Domani ne parleranno tutti i salotti di Londra, ne sono certa.
James fu quasi grato a Sir Peter e al suo combattuto corteggiamento della bella Miss Carmichael; con tutti gli occhi puntati sul tentativo di Miss Thorne di riguadagnare i suoi favori, nessuno sembrava incline a prestare grande attenzione alla bizzarria che lui stesso presentava: un riconosciuto predatore del ton tenuto praticamente al guinzaglio dalla scombina-matrimoni.
Henrietta seguiva tutto dalle retrovie. Pur partecipando attivamente alle conversazioni che fiorivano attorno a lei, si ritrovava purtroppo a constatare che tutti i suoi sensi restavano concentrati su James anche se ballava con altre donne. Non sapeva se essere irritata oppure no da quella strana fissazione, ma non era mai stata capace di mentire a se stessa: quando l'aveva visto ai piedi delle scale mentre scendeva... ebbene, se avesse portato con s un ventaglio, l'avrebbe usato senza ritegno.
James Glossup in abito da sera che la guardava con quegli adorabili occhi scuri, cos espressivi e irresistibili quando non venivano induriti dalla collera, era una vista in grado di farle sobbalzare il cuore. Anche in quel momento batteva a un ritmo assai ridicolo, togliendole il fiato e annebbiandole i pensieri. Ma grazie al cielo, l'uomo non poteva immaginare l'effetto che aveva su di lei. Sapeva con certezza che nulla di buono sarebbe venuto se James fosse venuto a conoscenza di un particolare cos rivelatore.
E, a dire il vero, non si sentiva affatto certa di voler conoscere a sua volta il motivo di quella strana reazione. Perch sentiva di non avere le idee molto chiare su ci che poteva comportare.
Il valzer termin. James esegu l'inchino a Miss Swinson, l'aiut ad alzarsi dalla riverenza e poi la riport al gruppo in cui Henrietta, sempre chiacchierando, li attendeva. Quando torn accanto a lei, Henrietta alz di nascosto un sopracciglio; ignorando la silente domanda, lui si limit a incontrare il suo sguardo e non rispose.
Una volta ricomposto il gruppo, su suggerimento di Henrietta salutarono e si allontanarono, addentrandosi in una calca ancor pi fitta, se mai era possibile. Ora cominci lei, guardandosi attorno con quello che stava rapidamente diventando un interesse fittizio. A chi potrei presentarvi adesso?
Si accorse dell'occhiata che James le lanci, poi lui si chin e le mormor, cos vicino da solleticarle l'orecchio con il fiato e mandarle un delizioso fremito lungo la schiena: Forse dovremmo prenderci un momento per scambiarci le nostre impressioni, prima che mi dimentichi cosa ho pensato di quale signorina.
Ah, s, naturalmente. Ottima idea. Le tremava la voce e suonava un po' affannata; si schiar la gola e tir un bel respiro. Un attimo di pausa dalle continue conversazioni  quello che ci vuole. Vedete qualche angolo dove possiamo ritirarci per parlare senza essere uditi?
Un attimo pi tardi, le dita di James le strinsero il gomito. Henrietta quasi sobbalz, stupefatta dall'istantanea reazione al suo tocco, per quanto innocente fosse. Calore e una sensazione che le tese tutti i nervi le corsero lungo il braccio per poi diffondersi in una lenta ondata dentro di lei, dissipandosi e tuttavia lasciandosi dietro una scia che la rendeva sensibile come non mai. Sentiva la forza e la solidit del corpo di James, cos vicino nella calca. Sentiva la sua mano e le sue dita sulla pelle, anche se le toccavano appena il braccio coperto dal lungo guanto.
Gli lanci un'occhiata. Si era raddrizzato e osservava il salone da sopra la marea di teste, cercando una soluzione alla richiesta che lei aveva posto. Poteva solo sperare che non si fosse accorto della sua assurda reazione: a quanto poteva dire, non era veramente sobbalzata.
Ancora una volta, si rammaric profondamente di aver rinunciato da anni a portare con s un ventaglio.
C' una rientranza laggi. Non  ampia, non  nascosta da palme o altro, ma almeno dovrebbe permetterci di uscire per un attimo da questa maledetta ressa.
Henrietta riusc a raccogliere le forze sufficienti per rispondere con passabile compostezza: Fate strada.
Naturalmente lui non obbed - non fece strada, ma la condusse con s - tuttavia sapeva come districarsi e in breve tempo si impadronirono della rientranza in fondo al salone, tirando un sospiro di sollievo. Anche se le finestre erano tutte aperte, l'aria fresca mancava lo stesso a causa della serata tiepida e del gran numero di ospiti.
Mi ero scordato di come i profumi evaporano per il caldo, amalgamandosi in un miasma. James la guard, improvvisamente serio. Non vi sentite svenire, vero?
Lei quasi si indign. Santo cielo, no!  solo un gal.
Lo vide piegare le labbra in un sorriso e cap che la stava prendendo in giro.
Ma, assai opportunamente, si limit a dirle: Sono lieto di scoprire che non siete una signorina svenevole. Miss Alcock, tuttavia, sembra proprio esserlo e dunque ritengo che vada depennata dalla lista. Le donne che svengono con troppa facilit possono rivelarsi estenuanti.
Credo proprio di s. E di Miss Chisolm cosa mi dite, adesso che avete danzato con lei?
Pu... restare sulla lista, almeno per adesso.
Cominciarono a valutare le altre signorine con cui aveva chiacchierato e danzato, ma, tranne Miss Downtree, nessun'altra aveva passato il suo attento esame. Henrietta si accigli. Speravo in un elenco un po' pi cospicuo, vista questa ressa, ma almeno abbiamo due candidate di un certo spessore.
Gi.
Henrietta gli lanci una dura occhiata. James studiava la folla e non pareva granch preoccupato per quella che, secondo lei, restava una lista troppo esigua. Si chiese cosa lo distraesse: sicuramente, pensava ad altro.
Come se le avesse letto nella mente, James mormor: Sapete, vista la mia nota riluttanza a partecipare a simili eventi e l'inedita familiarit che esiste tra di noi, sono sorpreso che la nostra presenza non abbia destato maggior curiosit.
Ah... ebbene, probabilmente si deve al fatto che mi sono premurata di piantare i semi giusti sia al pranzo che ai tre t pomeridiani a cui ho partecipato.
Lui la guard incredulo. Tre t?
Henrietta fece spallucce. S. Volevo informare pi gente possibile.
Su cosa?
Sul fatto che ho deciso di aiutarvi a dare un'occhiata in giro, visto che di questi tempi vostra madre viene raramente in citt e non partecipa alla Stagione. Considerando che l'altro punto di riferimento su cui potete contare  l'anziana Lady Osbaldestone... se sbaglio, correggetemi pure. Tacque per un attimo, lo studi aggrottando un sopracciglio e, quando lui annu, seppure perplesso, aggiunse: Ebbene, considerando tutto questo, non  stato difficile far credere che dopo la brusca ritirata di Melinda vi siete rivolto a me, alla sorella di Simon che conosce bene tante graziose signorine del ton, per dei preziosi consigli. Sappiate per che sono stata attenta a dipingere la vostra ricerca di un'altra candidata come puramente casuale: il genere di cose in cui si lancia un gentiluomo a una certa et e cos via.
Quindi non avete parlato della scadenza a fine mese?
Lei scosse la testa con decisione. No. Avete ragione a dire che non  il caso di far trapelare questa notizia. Se le candidate e le madri che cercano un marito degno delle loro figlie pensano che non nutriate altro che un vago interesse per il matrimonio, non vi stringeranno d'assedio nel timore che possiate cambiare idea e fuggire in campagna alzando terrorizzato le mani al cielo.
Credo di cominciare a capire. Saranno felicissime di fare sfilare le figlie davanti a me al parco e a tutti gli eventi a cui partecipo, ma non vedranno alcun motivo di forzare i loro tesori ad attirare la mia attenzione perch ne faccia un sol boccone portandole all'altare.
Esattamente. Henrietta tacque, poi aggiunse: A dire il vero, il fatto che siate un riconosciuto predatore vi torna utile. Tante madri si stanno rivelando restie a presentarvi le loro adorabili, innocenti debuttanti.
James rise. Non poteva farne a meno. Che modo elegante di rimettermi al mio posto e assicurarsi che resti docile e mansueto.
Non parlerei di mansueto, ma pi di un lupo che  costretto a travestirsi da agnellino.
Prima che lui potesse replicare a tanta impertinenza, le note di un valzer riempirono il salone... e le parole divennero inutili, perch il miglior modo di rispondere era sfoderare gli artigli almeno un poco. Si volt verso Henrietta, esegu l'inchino e tese la mano. Credo proprio che questo valzer sia per noi.
Come? chiese lei, colta completamente di sorpresa. No. Sarebbe... Tir il fiato, poi disse: Dovreste danzarlo con una delle candidate, o magari con qualche altra signorina che potrebbe finire sulla lista.
James la vide guardarsi attorno, scandagliare la folla quasi con disperazione. Henrietta,  solo un valzer. E io sono stufo di dover conversare in modo appropriato mentre valuto segretamente le mie compagne. Aiutatemi a uscire dalla mia miseria e a ballare un valzer giusto per il gusto di farlo. Si premur di far suonare quelle ultime parole come una supplica, una nuova richiesta di aiuto - tutta una commedia, naturalmente. In realt l'idea di quel valzer, di danzarlo con lei, gli girava in testa fin da quando l'aveva vista scendere la scala dell'ingresso.
Si era promesso almeno un ballo come ricompensa per averla seguita docile e fedele come un cagnolino. Aveva fatto tutto ci che gli chiedeva e adesso toccava a lei giocare secondo le sue regole.
Henrietta lo guard incerta, ma poi la ritrosia cadde. Oh, va bene. Si mise lo scialle, poi tese una mano e pos le dita nel suo palmo.
James strinse quella mano snella e prov un moto di autentico trionfo. Purtroppo, restava ancora una piccola vittoria, giusto un valzer e nulla pi.
Tenendo alta la mano di lei, la condusse verso l'orchestra, poi si volt e la cinse tra le braccia, trascinandola subito nel vorticoso piacere della danza. Le cattur lo sguardo, incatenando quelle deliziose pozze azzurre, poi pieg le labbra in un sorriso incoraggiante che trad vero apprezzamento. Senti la tensione che irrigid un poco la sua snella figura, ma decise di lasciar parlare la dolce armonia della musica e la trascin con s.
Un tempo era maestro nell'arte di volteggiare in un salone, nell'usare il valzer per i propri scopi... ma, quella sera, scopr che le parti si erano invertite e che era il valzer a usare lui. Ne avvertiva chiaramente l'effetto e lo stesso valeva per lei. Non ricordava di essersi mai sentito cos immerso nel momento, cos rapito dal ballo da eseguire i movimenti senza sforzo: i cambi di passo, i rapidi volteggi, il puro vigore che fluiva quando aveva lei, Henrietta, fra le braccia.
Non gli era mai successo fino a quel momento. Nessun valzer l'aveva mai davvero coinvolto. Ma, stavolta, i suoi sensi sembravano andare in una direzione soltanto, incatenati con tanta intensit a Henrietta da non risparmiare nulla di lui, n coscienza n personalit. Il mondo si dissolse lasciando solo loro due a volteggiare nel salone e James si sent perduto, intrappolato negli occhi di Henrietta.
Era prigioniero, irretito dalla naturalezza con cui lei lo seguiva, leggera sulle gambe, subito reattiva a ogni sottile cambiamento. Mai si sarebbe aspettato che fosse... cos perfetta in ogni cosa.
Henrietta e il valzer gli toglievano il fiato.
Aveva chiesto una distrazione dalle altre giovani dame, un premio per l'impegno e la solerzia dimostrati in quelle ore, e lei aveva accettato donandogli proprio ci che desiderava; completamente concentrato su Henrietta, sul ballo, sul frizzante piacere di tenerla tra le braccia, chiuse la mente al resto del mondo e si lasci rapire dalle note.
Henrietta non riusciva a respirare, ma non sembrava poi cos importante. Si sentiva leggera come una piuma, le pareva di fluttuare mentre volteggiava insieme a lui in quel modo delizioso, condotta con abilit dalle sue braccia, travolta dalla sua forza, cullata e protetta e guidata con vigore - e tuttavia libera come mai si era sentita in vita sua. Era come se i suoi sensi si fossero ampliati, liberandosi dalle pastoie e andando oltre gli angusti limiti imposti dalla realt.
Il valzer apriva gli occhi su parecchie cose. Lei l'aveva danzato innumerevoli volte con innumerevoli gentiluomini, ma mai nessuno deteneva la chiave che apriva quel nuovo, magnifico, incantevole mondo. Le sensazioni suscitate dalla mano di James che le stringeva fermamente le dita e di quella posata sulla schiena, che la sorreggeva con grande correttezza scaldandole al contempo la pelle attraverso gli strati di seta sottile, si accendevano come vampate ripercuotendosi dentro di lei, e tuttavia erano solo piccole onde in uno sconfinato oceano. La coscia dura e muscolosa che sfiorava la sua mentre si producevano in uno stretto volteggio, la pura potenza dei loro movimenti sulla pista la deliziavano in modi che non aveva mai provato.
Si sentiva davvero incantata. Quello era un valzer di un altro livello, con sensazioni del tutto diverse.
Una parte della sua mente razionale voleva studiare e catalogare ogni aspetto, ma gli occhi di lui la incatenavano e l'espressivit, la profondit d'animo che riluceva in quelle iridi castano scuro la tentavano e l'allettavano, invitandola ad abbandonare ogni aggancio con la realt e a lasciarsi andare, permettendo ai suoi sensi di gioire. Permettendo che il ballo e il suo cavaliere la spazzassero via.
Trascinandola in un divertimento senza freni.
Quando la musica cess e dovettero fermarsi dopo un ultimo volteggio, quando, senza fiato, lei dovette uscire dal suo abbraccio ed eseguire la riverenza, tutto ci che prov fu disappunto per la fine di quel momento magico.
Per dover tornare al mondo vero, con le sue pressanti richieste.
Grazie. Avrebbe potuto danzare con lui per un'altra ora almeno; il sorriso che gli rivolse trad vero, onesto apprezzamento.  stato davvero un piacere.
James la guardava come se la vedesse con occhi diversi, ma inclin la testa e sorrise in risposta. Anche per me. Si guard attorno, studiando le coppie che li circondavano. Forse potremmo camminare assieme per un po', senza alcuno scopo in particolare.
Henrietta era pi che disposta ad accantonare la ricerca di altre candidate, almeno per adesso. Come volete.
James le offr il braccio e, dopo un attimo di esitazione, lei accett di posare la mano sulla manica della sua giacca. Dopotutto, era sopravvissuta a quel valzer meraviglioso. E se le dita cominciavano a formicolarle per il contatto con i duri muscoli sotto la stoffa e i sensi ancora scossi facevano le fusa per le sensazioni generate dalla sua vicinanza, resa inevitabile dalla calca che li circondava, avrebbe trovato il modo di adattarsi.
Si aggirarono per il salone con calma, unendosi a questo e quel gruppo, fermandosi a parlare con i conoscenti a volte di Henrietta, altre di James, spesso di entrambi. Non erano pi giovanissimi e a livello sociale si muovevano negli stessi circoli.
Henrietta si rilass e riusc a godersi quelle chiacchierate, catturata e coinvolta, con i sensi e la mente pi acuti e stimolati in un modo del tutto inatteso mentre scherzava con James, apparendo persino civettuola a volte, quando si scambiavano punti di vista e ironici commenti e la sua attenzione andava esclusivamente a lui. Pass quasi mezz'ora prima che il calore emesso dalla collana, e soprattutto dal pendente in quarzo rosa che oscillava sopra il petto, divenne cos intenso da sentirlo, ricordandole che l'aveva indossata anche quella sera.
Dio mio! Guard James, che grazie al cielo parlava con George Ferguson e non sembrava essersi accorto del suo improvviso stupore. Ma gi mentre distoglieva lo sguardo e ricomponeva in fretta la propria maschera sorridente, la mente annaspava, inciampando sempre sulle stesse domande. Non poteva trattarsi di quello che pensava, vero?
Numi del cielo, era mai possibile?
La collana stava davvero funzionando?
Non sapeva se sentirsi spaventata o euforica, ma quando torn a guardare James... fu come se la proverbiale benda le fosse caduta dagli occhi, permettendole di vederlo sotto una luce completamente diversa e da una prospettiva del tutto nuova.
Il cambiamento era tale da disorientarla.
Ma prima che potesse fare altro che elaborare le ovvie domande - che fare adesso? Dar retta a quelle nuove percezioni e agire di conseguenza?, E in tal caso, come? - uno stentoreo richiamo echeggi nel salone. Gentili ospiti, un attimo di attenzione per favore!
Il costante vociare si spense d'incanto. Tutti si voltarono verso la fonte del richiamo, il maggiordomo di Lady Marchmain, rigidamente in piedi in cima alle scale che conducevano nel salone.
Accanto al maggiordomo, la padrona di casa sorrideva radiosa. Alz le mani per attirare gli sguardi su di s. Cari amici,  giunta l'ora del grande evento della serata: i fuochi d'artificio! Se volete spostarvi sul prato... come sempre, la vista migliore sar dal ponte sul torrente. Vogliamo andare? Con un ampio gesto, la nobildonna indirizz gli ospiti verso le portefinestre aperte sulla terrazza e sul parco che circondava la villa.
Come un sol uomo, la folla si volt e si mosse obbediente verso l'esterno.
Con James, George e gli altri del loro gruppo, Henrietta fece altrettanto. Non erano lontani dalle grandi finestre e furono tra i primi a uscire in terrazza. Scesero rapidamente la scala e si diressero al torrente che scorreva dalla parte opposta del prato, puntando verso il ponte di pietra che lo attraversava.
Stringendo il braccio di James, grata per il suo sostegno in mezzo a tutta quella gente, si sporse verso di lui. Superiamo l'arcata e fermiamoci sul lato sinistro del ponte. I fuochi verranno accesi da quella parte, nei giardini un po' pi a valle sul torrente.
Ottima idea afferm George, che procedeva accanto a James sul lato opposto.
Il loro gruppo, pi prestante e giovane di altri, allung il passo e riusc a guadagnare un'ottima posizione, ben oltre la sommit dell'arcata e presso l'argine sinistro del torrente. Seppur antico, il ponte era abbastanza largo da consentire il passaggio dei carri e quindi poteva accogliere una notevole folla. Tuttavia, visto il gran numero d'invitati, lo spazio si esaur in pochi istanti; mentre gli ultimi, desiderosi di godersi lo spettacolo dal miglior punto di osservazione, provavano a salire, la calca prese a muoversi e a ondeggiare ed Henrietta, James e gli altri dovettero disporsi in un'unica fila lungo il parapetto di pietra.
Mentre il ponte era sufficientemente solido, i parapetti arrivavano forse alle ginocchia di Henrietta, che si mosse per guadagnare un maggior equilibrio. Accanto a lei, con il braccio premuto contro la sua spalla, James la guard, studiando la loro posizione con aria protettiva dopo che la pressione della folla l'aveva costretto ad affiancarla.
Sentendosi sicura, lei gli rivolse un sorriso tranquillizzante. I loro occhi si incontrarono e anche James sorrise, poi tornarono entrambi a guardare le acque turbolente del torrente e la parte del parco pi a valle.
Come se gli ospiti avessero percepito un segno impercettibile, la ressa si plac.
Una breve fiammata si accese nell'oscurit, poi il primo razzo sal sibilando verso il cielo, disegnando lingue di fuoco mentre si inoltrava nella vellutata oscurit. Quindi esplose in una corona di luci dorate e diede vita a una cascata di scintille rosse e oro, che ricaddero lentamente spegnendosi man mano che raggiungevano il suolo.
Un Oh! di collettivo apprezzamento si lev dalla folla in trepidante attesa.
Tutti rivolgevano lo sguardo verso il cielo, osservando i fuochi che accendevano la notte in rapida successione. Uno di essi, particolarmente luminoso, era appena esploso quando qualcuno alle spalle di Henrietta scivol e barcoll, costringendo altri a spostarsi mentre una dama gridava sorpresa.
Henrietta si guard attorno, poi fece per voltarsi...
Un improvviso ondeggiamento mand contro di lei il gentiluomo e la donna alle sue spalle.
L'urto fu violento e inaspettato. Henrietta barcoll, lott per mantenere l'equilibrio...
E perse.
Con un grido si accorse di cadere. Tese disperatamente la mano, cercando un appiglio. Cercando James.
Vide la sorpresa che gli riemp il volto. Vide la mano che subito scatt per afferrarla, ma era troppo tardi.
Cadde di schiena nel torrente, sprofondando nelle acque fredde e spumeggianti.
Un attimo prima di affondare del tutto, riusc a riempirsi i polmoni d'aria. Trattenne il fiato e lott per rimettersi in piedi e riguadagnare la sponda.
Ma il torrente era in piena, perch la settimana prima aveva piovuto in abbondanza. Inoltre, la foce era vicina e tutti i rivoli tendevano a unirsi per gettarsi nel Tamigi. Rapide grandi e piccole la scossero come un fuscello, tirandola sotto. La gonna le intrappolava le gambe e lo scialle le si era avvolto attorno alle braccia.
Devo nuotare!
Grid quelle parole a se stessa, lottando disperatamente per tenere a bada il panico.
Ma... Signore Iddio, la corrente era cos forte e lei sentiva il freddo penetrarle nelle ossa, togliendole calore ed energia.
E, tuttavia, continu a lottare.
Sul ponte, spaventato oltre ogni dire, James perse giusto il tempo necessario a togliersi le scarpe e sfilarsi la giacca prima di tuffarsi a capofitto nelle acque ribollenti. Henrietta era gi scomparsa, inghiottita dall'oscurit e dalle rapide che si susseguivano senza sosta. Il torrente era largo solo dieci iarde, ma cos vicino al fiume era profondo.
Riemerse con un colpo di reni e prese a nuotare, seguendo la corrente pi rapidamente che poteva. Confidava nel fatto che lei non si sarebbe arresa, agitando le braccia quanto bastava per vederla al buio.
Non si concesse il lusso di pensare. Non poteva permettere alla miriade di pensieri che si sovrapponevano nella sua mente di distrarlo. Solo una cosa contava adesso: trovare e salvare Henrietta.
Non lott contro la corrente, ma cerc di sfruttarla a proprio vantaggio, lasciandosi trasportare mentre nuotava. Il panico stava tornando ad assalirlo quando sent qualcosa muoversi nelle acque davanti a lui: con un ultimo, poderoso sforzo riusc a raggiungerla.
Tese un braccio e glielo pass attorno alla vita, la strinse forte e poi riemerse, riportandola a galla e trascinandola con s verso la sponda.
Il volto di Henrietta spunt dall'acqua e quando la sent annaspare e tirare un respiro disperato, un sollievo senza eguali si impadron di lui.
Non vi agitate! Doveva urlare per farsi sentire sul fragore del torrente e la cacofonia di urla che venivano dagli ospiti terrorizzati, molti dei quali correvano adesso lungo le sponde.
Henrietta tir un nuovo respiro e poi cerc di calmarsi, tenendo a freno il panico e la tremenda agitazione.
Cos va bene disse lui incoraggiante, avvicinandola ancora di pi. Rilassatevi, non muovetevi e lasciate che vi riporti a riva.
Finalmente sent sotto i piedi terreno solido, ma gli argini erano troppo ripidi e quindi non erano ancora fuori dai guai. In ginocchio nelle acque basse, la tenne stretta a s cercando di trasmetterle quel calore corporeo che stava abbandonando anche lui, riparandola al contempo dagli spruzzi. Quando Lady Marchmain arriv con i domestici, ordinando imperiosamente al crocchio di curiosi di allontanarsi, sorse per un nuovo problema: alla luce delle torce, indispensabili per risalire in sicurezza, James si accorse che l'acqua aveva reso trasparente la gonna di Henrietta. Viste le chiacchiere che sarebbero girate, non c'era alcun bisogno di aggiungere dettagli scabrosi a una storia gi clamorosa di per s.
Lady Marchmain, per, dimostr subito che la sua fama di perfetta ospite era pi che meritata anche per le piccole emergenze che seguivano una tragedia evitata per un pelo. In tono tassativo, ordin agli ospiti di rientrare e attese con le mani ai fianchi che tutti si avviassero. Poi un ansante Lord Marchmain fece la sua comparsa con le coperte che milady doveva avergli chiesto di prendere. Serve altro, mia cara? chiese, porgendole alla moglie.
S replic la nobildonna, indicando imperiosamente la villa. Fai rientrare subito quella massa di finti claudicanti e poi mandali a casa.  stato un incidente, ma grazie a James Henrietta  salva e adesso mi occuper io di loro. Per cui non c' pi nulla da vedere e tutti possono tornare in citt con la mia benedizione.
Alla debole luce gettata dalle torce, James non seppe dire se Lord Marchmain sorrise, ma suon parecchio divertito quando rispose: Ma certo, mia cara. Provvedo subito. E con questo gir sui tacchi e si allontan nella notte, puntando dritto verso la villa.
Lady Marchmain, invece, prese a scendere lungo la sponda fino a quando fu possibile. Poi pos le coperte, ne scosse una e l'apr. Ecco, mia cara Henrietta, potete uscire. Vi porteremo dentro e farete subito un bel bagno bollente.
James guard la donna provata e gocciolante che continuava a stringere rassicurante fra le braccia. Incontr il suo sguardo, vide le sue labbra piegarsi in un pallido sorriso, poi lei annu e insieme risalirono la sponda.
Il resto and come Lady Marchmain aveva decretato. Quando, avvolti nelle coperte ma tremanti da capo a piedi, rientrarono insieme in casa da una porta secondaria indicata loro da Sua Signoria, le carrozze degli ospiti stavano partendo, puntando in un'ordinata fila verso i cancelli del parco per poi prendere la strada per Londra.
Non so come potr mai giustificarmi con Louise se vi ammalate dichiar Lady Marchmain, conducendoli attraverso la biblioteca, poi in un corridoio e quindi su per una scala secondaria, per nulla preoccupata dal costante gocciolare che si lasciavano dietro.
James cingeva ancora Henrietta con un braccio e lei avanzava appoggiandosi al suo corpo muscoloso. Temeva di non aver riguadagnato le forze sufficienti per restare in piedi da sola n tantomeno per camminare o, ancora peggio, per salire una rampa di scale.
Non ce l'avrebbe mai fatta se non fosse stato per James. Rabbrivid pensando a quanto vere fossero quelle parole. Con un po' di fortuna, forse sarebbe riuscita a tornare a riva da sola... ma la sorte non sembrava certo dalla sua in quell'occasione.
Giunti al primo piano, Lady Marchmain la condusse in una camera da letto illuminata a giorno e con una vasca da bagno gi colma di acqua calda. Ecco, mia cara, appoggiatevi a me. Passandole un braccio attorno al busto, tolse Henrietta dalla stretta di James. Voi, invece, troverete un bagno caldo e un cambio di vestiti nella stanza accanto. Sono di mio figlio, che ha la stessa vostra taglia.
James annu.
Henrietta incontr il suo sguardo. Ancora non trovava le forze per ringraziarlo, ma lasci che gli occhi parlassero per lei.
Lui sorrise e indic la vasca con un cenno del capo.
Quindi si volt e lasci che Lady Marchmain la conducesse all'interno della stanza, dove due cameriere l'attendevano per aiutarla a sfilarsi l'abito da sera rovinato. Quando fece per entrare nella vasca, Henrietta ricord e si port allarmata la mano alla gola, ma la collana c'era ancora. Con un sospiro di sollievo, si immerse nell'acqua calda.
Gemendo di piacere per le volute di vapore profumato, si mise comoda e lasci che il calore le ridesse forza.
Lady Marchmain, ormai completamente immersa nel ruolo di madre premurosa, fece l'impossibile perch si sentisse a suo agio.
Pass pi di un'ora prima che Henrietta, abbigliata con un caldo abito da giorno e avvolta in un mantello foderato di pelliccia, con una sciarpa attorno al collo e un panno sui capelli ancora umidi, scendesse con degli stivaletti ai piedi la scala che conduceva all'atrio, dove James e Lord Marchmain l'aspettavano.
Subito not che, nonostante la loro eleganza, gli abiti che lui indossava erano ben lungi dall'eguagliare i suoi livelli di eccellenza sartoriale. Una pecca di cui James non sembrava preoccuparsi affatto.
La sua attenzione andava solo a lei e il suo sguardo le scivol addosso come per accertarsi che stesse davvero bene, studiando il modo in cui si muoveva, assicurandosi che non fosse ferita.
Accanto a James, Lord Marchmain sorrideva incoraggiante.
Lo sguardo di James torn a posarsi sul suo volto, le cattur lo sguardo, poi lui si produsse in un inchino. La vostra carrozza vi aspetta, Miss Cynster.
Era chiaramente un tentativo di tornare alla normalit; lei reag con un lieve sorriso e inclin la testa. Grazie. La sua voce suonava un po' troppo bassa, vagamente rauca. Si volt verso Lady Marchmain e si conged, assicurandole per la centesima volta che si sentiva bene e che sarebbe bastata una notte di sonno per ridarle la consueta, robusta vitalit.
Dopo altre rassicurazioni fornite da lei e James, venne loro concesso di salire nella carrozza dei genitori di Henrietta. Lo sportello si chiuse, il cocchiere schiocc la frusta e finalmente, finalmente, partirono per tornare a casa.
Henrietta croll con un sospiro contro il sedile imbottito. Questa s che  stata un'avventura!
Seduto accanto a lei, James comment: Un'avventura della quale, per una volta, avrei volentieri fatto a meno. Dopo un attimo aggiunse: Com' andata esattamente?.
Le aveva preso la mano per aiutarla a salire in carrozza, poi era salito subito dopo; non l'aveva ancora lasciata e le sue dita forti la stringevano un poco, calde e gentili.
Rassicuranti. A molteplici livelli.
Senza neppure accennare a ritirare la mano, lei ripens a quei concitati momenti sul ponte. Analizz pi volte la scena, poi scosse la testa. Qualunque cosa abbia causato quel subbuglio,  accaduta a qualche distanza da me. Credo che qualcuno sia scivolato o sia inciampato e poi caduto. Ci pens sopra ancora qualche istante, poi disse:  stato un incidente, imprevedibile e dunque inevitabile.
Mmh. In ogni caso, ho sentito Lord Marchmain chiedere al suo segretario di chiamare un fabbro domani stesso per dotare il ponte di ringhiere, quindi dubito che un simile incidente si ripeter.
Lei lasci che un sorriso le piegasse le labbra nella confortevole oscurit. Grazie. Io... non sono affatto certa che sarei riuscita a uscire da sola da quel torrente. E il Tamigi era solo a un centinaio di iarde di distanza.
Lui la guard nella penombra. Con il pollice le carezz il dorso della mano, gentilmente, quasi senza pensarci. Non dovete ringraziarmi. Voi mi state aiutando e quindi  naturale che anch'io vi aiuti quando posso.  a questo che servono gli amici.
Amici? Questo erano? Lui non aveva ancora lasciato andare la sua mano, not.
Un amico l'avrebbe trattenuta cos a lungo? L'avrebbe stretta a s con tutta la disperazione che lui aveva mostrato nel torrente?
Sarebbe stato spaventato quanto lei al pensiero che potesse annegare tra le rapide?
Si sentiva troppo esausta per cercare delle risposte, per non parlare di capire quali risposte preferisse. Di conseguenza rest tranquilla nella penombra, con la mano dell'uomo che continuava a stringere la sua, confortata dalla rassicurante presenza di James mentre guardava fuori dal finestrino e vedeva il verde della campagna lasciare gradualmente posto alle strade e alle case della capitale.
Fino a quando si fermarono davanti alla casa dei suoi genitori.
Con riluttanza, James la lasci, apr lo sportello e smont, per poi offrirle nuovamente la mano per aiutarla a scendere sul selciato. Quindi l'accompagn su per le scale, sfruttando quel momento per darle una nuova, attenta occhiata alla luce dei lampioni. Era ancora un po' troppo pallida per i suoi gusti, ma per il resto sembrava essersi rimessa bene da quella terribile avventura.
Solo esternamente, per. Dentro di s tremava ancora, ne era certo.
Quando arrivarono sotto il portico, Henrietta si volt. Ritir la mano che James continuava a stringere e incontr i suoi occhi. Grazie ancora.
Lui inclin la testa, incapace per una volta di trovare una risposta abbastanza arguta. Sono felice di essermi trovato al posto giusto. E ancora pi felice di avervi tirata fuori in tempo.
Un lieve sorriso le illumin il volto, poi lei indic la carrozza. Vi prego, usatela per tornare a casa.
James corrug la fronte e sorrise a sua volta. Vivo in George Street.  vicino e fare quattro passi mi schiarir le idee.
Lei esit, ma poi annu. Come volete. Cosa ci aspetta domani? Ah, ora ricordo: il picnic di Lady Jersey. Se partiamo da Londra alle undici, dovremmo arrivare in tempo.
Lo vide accigliarsi. Siete sicura di sentirvi abbastanza in forze?
Certo gli rispose lei, suonando vagamente offesa. Cadere nel torrente  stato terribile, ma non mi sono fatta nulla e domattina sar in forma come sempre.
James si incup di nuovo per un istante, ma poi capitol. Se ne siete cos convinta...
Ne sono certa, cos come sono certa che non abbiamo tempo da perdere per mettere insieme il vostro elenco. Dobbiamo selezionare le migliori candidate per la fine di questa settimana e poi passare oltre. Inclin la testa in un cenno di saluto, poi concluse: Buonanotte. E.... Catturandogli lo sguardo, tacque e aggiunse a bassa voce: Grazie ancora.
James la guard entrare, alz la mano per salutarla quando lei si volt e poi la porta si chiuse. Allorch sent lo scatto del chiavistello, scese la scala e spieg al cocchiere che aveva deciso di tornare a piedi. Quindi si avvi, muovendo le spalle per aggiustare meglio la giacca un po' troppo stretta e imboccando di buon passo la strada che l'avrebbe riportato a George Street.
Non aveva freddo e tuttavia sentiva una morsa di puro gelo stringergli il cuore. Il terrificante pensiero di essere andato vicino, giusto un passo, dal perdere Henrietta, l'avrebbe tormentato a lungo. Tuttavia era riuscito a trovarla, l'aveva salvata ed entrambi ne erano usciti senza un graffio. Non esistevano parole per esprimere la sua gratitudine alla buona sorte che aveva sorriso loro all'ultimo minuto.
E questo lo portava inevitabilmente a porsi la domanda alla quale doveva pur rispondere prima o poi: per quanto ancora sarebbe riuscito a fingere, con Henrietta, con se stesso, con chiunque, che non stava cedendo a... ebbene, a qualunque incantesimo riuscisse a gettare su di lui la scombina-matrimoni?
La testa china, gli occhi fissi sul selciato senza per vederlo, acceler il passo puntando verso casa.

4.

Il giorno dopo raggiunsero Osterley Park, nei dintorni della capitale, poco prima di mezzogiorno.
Lady Jersey li salut a braccia aperte. Miei cari! L'eroe e l'eroina del momento... Dovete dirmi tutto di quella terribile disgrazia!
Henrietta scambi una cinica occhiata con James; nessuno dei due parve sorpreso dalla richiesta di Sua Signoria. Soprannominata ironicamente Silenzio, Lady Jersey era una chiacchierona inveterata e, visto che non era presente al gal della sera prima, dovendo supervisionare un ballo da Almack's, scalpitava per sentire l'intera storia dalla miglior fonte possibile.
Si  trattato solo di uno sfortunato incidente la inform Henrietta. Eravamo in troppi sul ponte, quello sul torrente da cui si gode la miglior vista dei fuochi d'artificio, e quando la folla ha ondeggiato sono stata accidentalmente spinta in acqua.
E James si  tuffato e vi ha salvata. Lady Jersey lo guard con divertita malizia, poi torn a studiare Henrietta. Grazie al cielo non vi siete fatta nulla, ed  questo ci che conta. Gli occhi vagamente sporgenti della gentildonna tornarono a posarsi su di lui e un sorriso le pieg le labbra. Avete colto l'occasione di dimostrarvi un vero cavaliere, traendo d'impaccio la dolce damigella afferm con il sorriso che si approfond non appena torn a guardare Henrietta. Splendido! Adesso venite, raggiungiamo gli altri. Siamo radunati nella serra e, non appena arriveranno tutti, partiremo per la nostra piccola escursione.
Seguirono la padrona di casa fino alla serra, poi Lady Jersey torn indietro per accogliere altri ospiti, lasciandoli alla merc di quelli gi riuniti.
Subito vennero assediati, non solo dalle matrone pronte a sobbalzare per l'orrore di una morte evitata per miracolo, ma anche dalle molte signorine che partecipavano al picnic, tutte ansiose di conoscere ogni dettaglio di un vero salvataggio all'ultimo minuto.
James si rammaric di non potere scomparire. Sarebbe fuggito se solo fosse stato possibile: tutto pur di non ritrovarsi ad affrontare gli occhi accesi delle giovani che accoglievano con Ooh e Aah di meraviglia il resoconto della sua impresa. Ma anche se Henrietta reggeva bene il loro assalto, non voleva, non poteva lasciarla sola. E quando lei gli lanci un'occhiata di sbieco per poi prodursi in una descrizione ancor pi colorita degli eventi a beneficio di Miss Chisolm, Miss Griffith e Miss Sweeney, sopport stoicamente e le rest accanto con un sorriso di circostanza sulle labbra.
Dopo aver udito il racconto ancora e ancora, il crocchio cominci a disperdersi lasciandoli liberi di passeggiare per un po'. Lui prese la mano di Henrietta, se la pos sull'avambraccio e quindi si avvi lungo uno dei tanti corridoi che si addentravano tra le palme e le altre piante ornamentali che crescevano rigogliose nella serra ben tenuta. La guard in volto e volle sapere: Va tutto bene?. Rivivere quei momenti e raccontarli pi volte non era certo piacevole.
Lei, per, annu. S gli assicur, voltandosi e incontrando il suo sguardo. Mi aspettavo tutto questo interesse e, con un po' di fortuna, il peggio dovrebbe essere passato.
Mmh. James studi i suoi occhi, poi torn a guardare avanti. La prossima volta che stiamo per affrontare l'Inquisizione siete pregata di avvisarmi.
Henrietta ridacchi.
Inoltre riprese lui, non sono certo di gradire l'idea di venir considerato una sorta di Sir Galahad. Anche perch non so se Sir Galahad sapeva nuotare.
 il principio che conta. Henrietta esit, poi lo guard. Nella vostra situazione non  certo un male passare per un prode cavaliere, ve lo assicuro.
Lo immagino. Purtroppo, per, non riusciva a immaginare un modo per farle capire che non era affatto ansioso d'impressionare nessuno, neppure la rotondetta Miss Chisolm. Solo che non sono poi cos...
Henrietta gli pizzic il braccio, poi rivolse un amabile sorriso a Mrs. Julian e a sua nipote, Miss Chester, che passarono davanti a loro uscendo da un corridoio laterale. Non appena furono abbastanza lontane, gli mormor: Siamo nella tana del lupo, non scordatelo. A proposito, cosa ne pensate di Miss Chester?.
James lanci un'occhiata alla signorina in questione. Troppo magra.
Magra? Henrietta sbatt gli occhi. Non la definirei cos, ma snella e slanciata come impone la moda.
 magra e basta insistette James; quando lei fece per ribattere, si volt e guard dritto davanti a s con espressione decisa. Inoltre  troppo giovane. Miss Chester resta fuori dall'elenco.
Lei aggrott le sopracciglia e guard avanti a sua volta. Come volete. In effetti  piuttosto giovane.
Mentre passeggiavano con calma nella grande serra, Henrietta constat che quando pensava a lui, non era pi certa di cosa volesse. Anzi no, di una cosa era certa: voleva sapere perch la sera prima le aveva tenuto la mano per tutta la strada verso casa. Come giudicare quel gesto? James non ne aveva fatto menzione durante il viaggio fino a Osterley Park n accennato a qualsiasi... vicinanza tra di loro. Nella carrozza aveva parlato quasi sempre lei, valutando con allegria le possibilit di acquisire nuovi nomi per l'elenco; lui aveva annuito quasi sbuffando per poi lasciarla chiacchierare.
Insomma, che cosa doveva pensare?
Che significato attribuire a ci che stava accadendo, alla collana, al modo in cui James si comportava?
Dopo diversi minuti di silenzio, Henrietta tir il fiato. Finora abbiamo solo Miss Chisolm e Miss Downtree sulla lista, quindi dobbiamo ampliare i nostri orizzonti. Una lista con soli due nomi rischia di non portare a nulla. Si era offerta di aiutarlo a trovare moglie e intendeva tenere fede alla parola data.
Mi chiedo invece se limitare l'elenco il pi possibile non sia una strategia vincente. In questo modo, non dovr tenere in mente le qualit di troppe candidate. Casomai non lo sappiate, il cervello maschile non  efficiente come quello femminile nel ricordare i dettagli.
Henrietta l'avrebbe deriso, ma Lady Jersey fece la sua comparsa e batt le mani.
Venite, per favore.  giunto il momento di avviarsi. Oggi ci recheremo nella valletta delle campanule. So che molti di voi la conoscono gi, per cui... Sua Signoria tese le braccia verso le porte sul lato opposto della serra. Fate strada agli altri, vi prego.
Gli ospiti si riunirono in gruppi e chiacchierando si avviarono verso l'uscita.
Suppongo che anche voi sappiate dove si trova questa valle disse James a Henrietta mentre si accodavano alla lenta processione.
S.  una scelta assai frequente per i picnic di Lady Jersey. Henrietta guard davanti a s. Non che vi sia il rischio che qualcuno si perda. Baster seguire il sentiero e, quando vedremo i cestini da picnic con le stuoie e i valletti, saremo arrivati.
James tossicchi e rise.
Ma presto perse ogni inclinazione all'umorismo: una certa Miss Quilley e la madre, dopo averlo notato con Henrietta in fondo alla processione, rallentarono il passo fino ad affiancarli con il chiaro intento di mettere in mostra le qualit della signorina. Qualit assai carenti, comprese subito James.
Poco incline ai convenevoli, e ancor meno alle insulsaggini, mostr subito una vaga irritazione, ma l'occhiata ammonitrice di Henrietta lo convinse a nascondere il disappunto dietro il garbato fascino che riusciva sempre a mostrare senza sforzo.
Questo, per, sort solo l'effetto di irritarlo ancor di pi. E il sottile logorio causato dall'obbligo di frenare i propri impulsi per rapportarsi con gli altri ospiti in modo socialmente accettabile non fece altro che peggiorare.
Raggiunsero la valletta delle campanule di Lady Jersey, punteggiata in effetti di campanule anche se gi sfiorite. Stuoie e coperte da picnic erano stese sotto i grandi alberi e i cestini, opportunamente aperti, mostravano il loro appetitoso contenuto per invitare gli ospiti a prendere e condividere. Ma l'ambiente rustico tanto di moda in quegli anni finiva l; i sentieri che raggiungevano e partivano dalla valletta si inoltravano in giardini assai formali e ambienti creati ad arte da esperti giardinieri. L'illusione di trovarsi in campagna era sottile come una cialda, e questo senza contare i valletti in livrea subito pronti a stappare una bottiglia di vino e distribuire bicchieri, cos come a fornire qualunque assistenza fosse richiesta dagli ospiti di Sua Signoria.
James si ritrov su una stuoia accanto a Henrietta, soffrendo per la compagnia di una certa Mrs. Curtis con la figlia e la nipote mentre mangiava anatra e pollo e sorseggiava uno champagne piuttosto annacquato. Ma mantenne la sua aria d'interessante gentiluomo, sorridendo e chiacchierando con la solita facilit anche se la sua mente, del tutto estraniata dalla conversazione, indugiava su pensieri molto pi importanti.
Non che desiderasse davvero soffermarsi su ci che provava per Henrietta: come tanti predatori del suo stampo, sentiva che pensarci troppo serviva solo a conferire pi forza all'argomento. Ma visto che non era in grado di evitarlo, come scampare almeno all'obbligo di blandire in modo convincente qualche altra giovane lady per capire se poteva finire sulla lista delle possibili consorti... cosa sulla quale lei continuava a insistere?
Perch Henrietta non faceva altro che parlargli di quella maledetta lista?
Possibile che si fosse accorta delle sue attenzioni, magari nei drammatici momenti vissuti la sera prima, e avesse deciso che incoraggiarlo a guardare altrove rappresentava il modo pi sensibile di prevenire situazioni imbarazzanti?
Sent lo sguardo di lei, si volt e la vide studiarlo con insistenza, giusto un passo dal disappunto.
Mrs. Curtis, Miss Curtis e Miss Mayfair ci stanno lasciando lo inform, interpretando correttamente il suo smarrimento.
Grazie al cielo! Oh? Chiedo venia. Mi ero perso nei miei pensieri. Si alz, imbast il suo solito sorriso casuale e si dedic ad aiutare le tre dame ad alzarsi dalla stuoia.  stato delizioso chiacchierare con voi.
Tutte sorrisero e salutarono, ma l'occhiata che gli lanci Mrs. Curtis gli disse che non si era fatta abbindolare.
Henrietta apr la bocca, senza dubbio per rimproverarlo, ma poi la chiuse e sorrise a Miss Cadogan e alla zia, Lady Fisher, che si affrettarono a prendere il posto delle Curtis dall'altra parte della grande stuoia.
E continu cos, con gli ospiti che si aggiravano in piccoli gruppi chiacchierando e commentando le varie novit mentre valutavano - proprio come lui avrebbe dovuto fare - le qualit delle debuttanti e dei gentiluomini in et da matrimonio. Per fortuna James non era l'unico ad attirare l'attenzione e questo lo faceva sentire meno esposto.
Ormai, una cosa stava diventando chiara come il sole: grazie alle rivelazioni della sera prima, nutriva un interesse sempre pi scarso verso l'impresa in cui si era lanciato. Per contro, coglieva ogni opportunit per cercare di vedere oltre i sorrisi di Henrietta, per scoprire qualunque indizio su cosa pensasse davvero studiando i suoi splendidi occhi. Purtroppo senza esito; la maschera che lei ostentava verso gli altri era troppo salda. Anni di esperienza le avevano insegnato come tenerla fermamente al proprio posto.
Cominciava a pensare che qualunque rivelazione di qualsiasi sorta ottenuta la sera prima riguardasse solo lui quando Mrs. Julian, naturalmente accompagnata dalla nipote - la troppo snella e troppo giovane Miss Chester - prese a chiacchierare con Henrietta, coinvolgendo Mrs. Entwhistle che stava passando. Le tre gentildonne si immersero presto in una discussione riguardante la recente serie di matrimoni politici e le implicazioni delle cattive condizioni di salute di Re Guglielmo.
Inizialmente, James e Miss Chester finsero di seguire, ma poi la signorina pos su di lui i suoi occhi chiari e si avvicin un poco. La politica non  un argomento che mi interessi molto. E a voi?
Lui non vide alcun motivo di mentire. Neppure a me, soprattutto adesso.
Forse riprese Miss Chester, guardandosi attorno nella valletta, potremmo fare una passeggiata. Solo noi due, visto che non siamo interessati all'argomento.
L'avido sguardo che gli lanci fece suonare un campanello d'allarme nella testa di James. Qualcuno si era allontanato dalla valletta, vero, ma si trattava di dame pi adulte ed esperte come Henrietta, non di signorine fresche di debutto come Miss Chester.
Inoltre, probabilmente era antiquato da parte sua pensarla cos, ma solo un motivo poteva spingere una debuttante a farsi avanti con un gentiluomo. Soprattutto un gentiluomo come lui.
E, tuttavia, come rifiutare senza sembrare sgarbato?
Si guard attorno in cerca di una via di scampo, ma non ne trov. Forse tra un po', se anche gli altri vorranno fare una passeggiata.
Miss Chester mise il broncio. Letteralmente. James sospettava che pensasse di rendersi interessante, ma su di lui sort solo l'effetto di mettergli una gran voglia di fuggire. Non era l per tenere a bada una giovane bellezza piena di capricci e fin troppo intraprendente.
Oh, no, perch aspettare? Miss Chester si avvicin ancora e pos una piccola mano sulla sua manica. Sono certa che non sia necessario miagol. Troveremo senz'altro qualcosa d'interessante per passare il tempo lontani da tutte queste chiacchiere. Gli cattur lo sguardo, rigidamente neutro, e arriv a sbattere le lunghe ciglia. Ho sentito dire che i giardini sono splendidi e molto estesi. Senza dubbio troveremo un sentiero tranquillo su cui avventurarci...
James non ricordava di aver mai subito un tentativo di seduzione tanto spudorato in vita sua. Signorina esord. Quand'era troppo, era troppo. Sappiate che... Si morse la lingua, perch ci che stava per dirle era decisamente impietoso anche per tanta sfacciataggine, e lanci un'istintiva, implorante occhiata a Henrietta, chiedendo aiuto.
Lei si volt e si incup. Poi lo sguardo le cadde sulla mano di Miss Chester, che stringeva leggermente la manica di James.
Henrietta si accorse, con quella parte di lei sempre pi ossessionata da James e dalle sue reazioni, di quanto si fosse irrigidito, opponendo un silente rifiuto alla lusinga di Miss Chester. Ma non fu soltanto l'impulso di proteggerlo, subito presente, che la spinse a voltarsi verso Mrs. Julian e Mrs. Entwhistle per dire: Bene,  stata una conversazione molto interessante, ma adesso io e Mr. Glossup dobbiamo andare. Quindi, con le labbra piegate in un perfetto sorriso di circostanza, incontr gli occhi di Mrs. Julian, not il lampo d'irritazione che li attravers e aggiunse tranquillamente: Abbiamo diversi impegni in citt ed  tempo di rientrare. Se volete scusarci....
James si alz subito in piedi, le porse la mano per aiutarla e insieme si congedarono. Non appena lei diede le spalle alle tre gentildonne, lasciandone almeno due a digrignare metaforicamente i denti, le offr il gomito.
Henrietta lo prese a braccetto. Mentre si allontanavano dal trio, lui le chiese sussurrando: Stiamo davvero andando via?.
La speranza che gli riempiva la voce era inconfondibile. Ma certo gli rispose Henrietta, soffocando una risata e muovendo con calma verso la padrona di casa.
Lady Jersey non parve affatto sorpresa di apprendere dei loro impegni. Non preoccupatevi, miei cari, vi capisco benissimo. Dovete essere cos richiesti!
Dopo aver doverosamente salutato, Henrietta indic a James uno stretto sentiero. Non appena lui la condusse fuori dalla valletta, gli lanci un'occhiata. Avreste preferito non venire, dico bene?
Una smorfia gli pieg le labbra. Vedete, il guaio di noi predatori del ton  che da giovani rifuggiamo questo genere di eventi e quindi adesso... ebbene, mi definirei sostanzialmente inadeguato a parteciparvi con successo. Non riesco a trattenermi dal pensare tutto il tempo che preferirei trovarmi altrove.
Henrietta sbuff. Conoscendo Simon, non stento a crederlo.
Abbass lo sguardo e si chiese se non avesse centrato il punto cruciale del loro rapporto: dopotutto, lei era la sorella di Simon. Per questo James si era dimostrato cos protettivo a Marchmain House? Per questo le aveva tenuto la mano per tutta la strada di casa, solo per confortarla? Un gesto davvero apprezzabile, tuttavia... per un attimo le aveva dato l'impressione che potesse significare qualcosa di pi, ma forse si trattava solo di un'ardente speranza indotta dalla collana.
Il gioiello in questione le avvolgeva il collo, permettendole di sentire il calore emanato dalle sfere di ametista e dal pendente. Stranamente, accadeva solo quando lui si trovava nei paraggi.
Tuttavia, era lei a indossare la collana, non James; non esisteva alcun motivo di pensare che ne venisse minimamente influenzato. N ragione di credere che la vedesse in modo diverso dalla sorella di Simon. L'intrusa che gli aveva mandato a monte il matrimonio e che poi, una volta apprese le sue nobili motivazioni per sposarsi, si era offerta di aiutarlo a cercare una sposa adatta.
Ah... voi sapete da che parte andare, vero? James si guard attorno, perch il sentiero confluiva in una strada di campagna che sembrava proseguire senza fine. Due folte siepi d'alloro pi alte di lui la fiancheggiavano da entrambi i lati; tranne lo sterrato e il punto da cui erano arrivati, non vedevano nient'altro in nessuna direzione.
Henrietta si guard attorno come se si fosse resa conto solo allora di dove si trovavano.  una strada secondaria per tornare a casa. Se continuiamo a camminare in quella direzione, la raggiungeremo presto.
Lui le chiese: Secondaria... quindi, gli altri non ci seguiranno?.
Probabilmente no. Le madri e le matrone prenderanno la via pi corta, portando con loro la maggior parte delle giovani debuttanti e dunque la maggior parte dei gentiluomini.
Pertanto, al momento erano pi o meno soli. Lontani da sguardi indiscreti. James tir un profondo respiro. Henrietta?
S?
James si ferm e, quando lei fece altrettanto, ritirando la mano dall'incavo del gomito per poi voltarsi e guardarlo, lui... sapeva cosa dirle, ma il coraggio gli manc all'improvviso. Da tutto il giorno cercava qualche segno che gli permettesse di capire come lo vedeva Henrietta; la prontezza con cui era accorsa in suo aiuto davanti all'offensiva di Miss Chester gli aveva fatto pensare... sperare che forse...
Sempre guardandola, si umett le labbra e sent se stesso affermare: Stavo pensando... ai baci.
Lei sgran gli occhi. Baci?
S le rispose, indicandosi. Predatore del ton, ricordate? Non immaginava che il suo passato potesse tornargli cos utile.
Henrietta si accigli. Non capisco.
Ebbene, dovete sapere che ci sono baci... Abbass la voce e aggiunse: E baci. Mi chiedevo che cosa fosse accettabile con le giovani dame. Fino a che punto spingersi, per cos dire.
Il modo in cui Henrietta lo guard gli fece capire pi chiaramente di mille parole che non aveva idea di cosa rispondergli.
Proprio come sperava. Forse riprese, augurandosi che lei gli desse corda, potrei mostrarvi cosa intendo. Cos vedreste la differenza tra quello che io ritengo un bacio da signorina e un bacio teso a sedurre una donna pi esperta.
Naturalmente lei lo guard con sospetto, ma c'era da aspettarselo. Un sospiro gli sfugg.
Certo, so di chiedervi molto. Forse un po' troppo, ma vi siete offerta di aiutarmi e come altro potrei fare per scoprirlo? Se mi produco nel bacio sbagliato, rischio di fare svenire qualche debuttante: non si sa mai, con questi bustini cos stretti.
Henrietta sbuff. La maggior parte delle debuttanti non porta il bustino, come certamente sapete bene.
Lui sbarr gli occhi e riusc a mantenere un'espressione seria. A dire il vero, mi giunge nuova. Sono un predatore del ton, non dimenticatelo. Le prede naturali per i gentiluomini come me sono le signore gi esperte, come potete immaginare, e vi assicuro che in genere indossano il bustino. Sempre catturandole lo sguardo, aggiunse placidamente: Ma suppongo che non sia il caso di parlare di bustini.
Socchiudendo gli occhi giusto un poco, Henrietta lo studi. Ma poi... S! Annu seccamente e disse: Va bene. Ma solo un bacio. Un bacio da signorina. Quanto basta per permettermi di capire se vi spingete troppo oltre.
La bocca di lui si pieg in un sorriso molto pi trionfante di quanto fosse lecito, ma non diede a Henrietta la possibilit di notarlo. Cingendola con un braccio attorno alla vita, l'avvicin a s stando per attento a non esagerare: vicina quanto, secondo il suo giudizio, gli veniva consentito. Con l'altra mano le alz il mento e, prima che lei riuscisse a prendere abbastanza fiato da reagire anche solo con un gridolino, chin la testa e le copr le labbra.
Gentilmente.
Tenne a freno l'istinto quasi travolgente di assaggiarla con ardore, spingendola a schiudere le labbra per poi reclamare la sua bocca, passando cos il segno. Si sforz di mantenere leggero il bacio e vi riusc, disperatamente consapevole di quanto fosse importante trasformarlo in una fantasia composta dalle pi delicate e squisite sensazioni. Sapeva bene cosa stava facendo e a cosa mirava: una seduzione completamente diversa dalle altre... almeno per un predatore come lui.
Mai aveva provato a tentare una donna con un assalto cos leggero, giusto un lieve sfiorarsi delle labbra, un contatto tanto evanescente da torturarlo con la sua fragilit quasi cristallina.
Le lanci un'occhiata da sotto le ciglia; lei aveva gli occhi chiusi e sembrava completamente catturata, prigioniera delle sensazioni recate dal bacio. Esattamente quello a cui mirava.
Henrietta non riusciva a respirare. Non riusciva neppure a pensare, in effetti, e per una volta non le importava nulla. Pensare non era importante; sentire e crogiolarsi nella delizia che lui riusciva a suscitare contavano molto di pi. Era gi stata baciata in passato, e anche parecchie volte, tuttavia quelle esperienze impallidivano al confronto. Nessuno l'aveva mai allettata tanto.
Quel bacio, la versione bacio da signorina di James, era etereo come una fiaba. Recava soprattutto una promessa, una speranza e l'idea di come potesse diventare.
A ogni lieve affondo... sentiva le labbra formicolare. Sentiva i nervi sfrigolare dolcemente, come le bollicine in un bicchiere del miglior champagne, per un'anticipazione che non riusciva a definire. Era intensamente consapevole di lui, del suo corpo e della sua forza che l'avvolgevano, cos vicino anche se non la toccava davvero... tranne che con la bocca. Quella bocca maliziosa, accomodante, tentatrice.
Con un unico, lento movimento, James rialz la testa.
Respirando appena, le labbra socchiuse, Henrietta lo guard.
Gli occhi dell'uomo, due pozze di cioccolato fuso, apparivano del tutto innocenti. Le scivolarono con calma sul volto, soffermandosi per un istante sulle labbra che continuavano a formicolare, poi risalirono e incontrarono il suo sguardo. Un sopracciglio si alz, dubbioso. Ebbene? Passerei l'esame, oppure...
Henrietta tir un gran respiro e poi arretr di un passo, uscendo dal suo abbraccio. Cerc, lambiccandosi il cervello, una risposta adatta, ma tutto ci che riusc a produrre fu un brusco cenno di assenso seguito da un: S, lo passereste, pronunciato senza fiato. Dopodich si volt e si avvi lungo la strada, lieta di constatare che le gambe la reggevano. Non riusciva a pensare al bacio, a chiedersi adesso se James parlava sul serio oppure se aveva usato come scusa la loro ricerca di una giovane lady da impalmare. Quando lo sent avviarsi dietro di lei, allung il passo dicendo: Sbrighiamoci. Dobbiamo arrivare a casa prima degli altri.
Naturalmente. Non vogliamo certo che qualcuno, per non parlare di Lady Jersey, cominci a chiedersi che cosa possa averci trattenuti.
No, non vogliamo. Rendendosi tardivamente conto della tacita risata che gli riempiva la voce, gli lanci un'occhiata e lo vide passeggiare del tutto rilassato accanto a lei. Sarebbe una situazione davvero terribile.
James ridacchi. Lo so ammise, guardando avanti e sorridendo.
Henrietta sedeva davanti alla toeletta, quella sera, guardando allo specchio Hannah che le arricciava i capelli fissandoli poi con le forcine, quando sent un battito alla porta. Si volt e vide Mary aprire; sua sorella entr e la raggiunse, fermandosi accanto a lei.
Mary la studi da capo a piedi, poi il suo sguardo si sofferm sulla collana che lei portava ancora al collo e i suoi occhi si riempirono di soddisfazione. Ottimo. Vedo che continui a metterla.
Proprio cos.
A quella risposta criptica, lo sguardo di Mary sal fino a fermarsi sul volto di Henrietta. Lei evit con cura d'incontrare i suoi occhi, che subito la studiarono socchiusi.
Sta funzionando? le chiese.
Henrietta fu tentata di mentire, ma aveva davanti Mary, che non solo era la sorella con il carattere pi forte, ma anche la pi acuta. Nascondere la verit non funzionava mai con lei; meglio optare per la prudenza. Forse.
S! Splendido! Agitando le mani chiuse a pugno, Mary saltell per la gioia, poi reclin la testa all'indietro e guard il soffitto. Oh, Signora, ti ringrazio!
Henrietta sbuff.
Cosa che richiam immediatamente l'attenzione della sorella su di lei. Allora, chi ?
Non ho alcuna intenzione di parlarne.
Mary si raddrizz. Incroci le braccia, studi l'immagine riflessa di Henrietta, poi ci pens con occhi socchiusi battendosi un dito sulle labbra... e infine rise. James.  lui, l'eroe che ti ha salvata! Non  forse vero?
Incontrando finalmente lo sguardo di Mary, Henrietta not la sua espressione trionfante e socchiuse a sua volta gli occhi con aria minacciosa. Che non ti sfugga mai mezza parola, in nessuna circostanza e per nessun motivo. Sono stata chiara?
Mary reag con un radioso sorriso.
Henrietta tir un respiro tormentato, poi ricord di possedere proprio quello che serviva per costringere la sorella al silenzio. Se vuoi mettere le mani sulla collana nel modo giusto, e forse accadr prima di quanto immagini, terrai per te le tue supposizioni e tutto ci che ne consegue.
Il sorriso di Mary si approfond, ma la giovane alz una mano ed enunci prontamente: Lo prometto. Parola di Cynster.
Umpf! Henrietta avrebbe voluto voltarsi per studiare Mary in volto, ma Hannah stava ancora arricciandole i capelli.
Sua sorella, intanto, stava letteralmente danzando dalla gioia. Esegu una giravolta, poi punt verso la porta. Non hai idea di quanto mi rendi felice, mia cara Henrietta. Puoi dormire tra due guanciali: non solo non mi sfuggir una singola parola, ma cercher in tutti i modi di non esserti d'ostacolo. Anzi,  l'ultima cosa che mi passa per la testa, visto che voglio avere quella collana nel modo giusto il prima possibile. Si ferm con la mano sulla maniglia, torn a guardare la sorella e poi, con occhi che brillavano di gioia, aggiunse: Non vedo l'ora!.
Ignorando le proteste di Hannah, Henrietta si volt di scatto, ma Mary era gi uscita in corridoio. Non appena vide chiudersi la porta, le sfugg un sospiro. Hai idea cominci, rivolgendosi alla cameriera, di cosa o, meglio, di chi l'abbia colpita tanto? Su chi ha messo gli occhi per dimostrarsi cos ansiosa di avere la collana?
Non lo so, Miss Henrietta. Non ne ha mai parlato. Hannah tacque, poi sussurr: Ma  vero?  Mr. Glossup il vostro campione?.
Henrietta torn a guardare avanti e vide allo specchio i grandi occhi con cui la guardava la cameriera. Pu darsi, ma anche tu non devi dire una parola.
Neppure mezza, signorina, promesso. Con il volto che mostrava la stessa eccitazione di Mary, Hannah agit l'arricciacapelli. E adesso restate ferma e finiremo in un baleno.
Parlare con Mary fece capire a Henrietta che anche lei, in effetti, cominciava a credere. A sperare.
E la speranza, come si ritrovava a constatare, era un sentimento molto inopportuno.
Mentre scendeva gli scalini del salone di Lady Hollingworth, vide James avvicinarsi rapidamente nella folla per accoglierla ai piedi della scala... e ordin al proprio cuore ribelle di comportarsi a dovere. Certo, lui appariva affabile ed elegante come sempre, un predatore del ton da capo a piedi come affermava di essere, ma anche se poteva davvero sembrarlo, quel pomeriggio... ebbene, si era presentato sotto una luce diversa.
Come un gentiluomo che l'aveva baciata con tanta delicatezza, con una tale venerazione, da farle girare la testa ogniqualvolta ripensava a quei momenti.
Durante il viaggio di ritorno da Osterley Park non avevano fatto altro che parlare dei vari ospiti conosciuti al picnic, ma si trattava solo di una comoda cortina di fumo, uno schermo prontamente innalzato da entrambi per evitare qualunque commento su ci che quel bacio cos meravigliosamente semplice aveva rivelato.
O, meglio, significato.
A dire il vero, lei non era ancora cos certa di cosa potesse mai significare, ma solo del fatto che significasse qualcosa. E che quel momento avesse portato a una svolta, a qualcosa di nuovo nella loro relazione.
Ma, di nuovo, non era sicura di cosa fosse. Tuttavia, osservando il volto di James, rendendosi conto del modo in cui la guardava mentre scendeva gli ultimi scalini, si sentiva fin troppo certa di cosa sperasse il proprio cuore.
Buonasera. Con accettabile compostezza, tese la mano verso di lui.
James la strinse e si inchin, poi si raddrizz e con ostentata sicurezza se la port alle labbra, incontrando i suoi occhi prima di sfiorarle le nocche in un perfetto baciamano.
Anche se indossava i guanti, Henrietta fatic a reprimere un fremito. La pressione di quelle labbra sulle nocche evocava cos da vicino la sensazione di quelle medesime labbra premute sulle proprie...
Lui non aveva smesso un solo istante di guardarla negli occhi, ma adesso sorrise e la tir vicino a s. Si sistem la mano di lei nell'incavo del gomito, poi si addentr con calma tra gli invitati. Non c' la ressa di ieri sera, grazie al cielo.
No replic Henrietta, guardandosi attorno.
Incerta su quale piega avrebbe preso la serata, si chiese se doveva presentarlo ad altre giovani dame che forse gli avrebbe fatto piacere conoscere e considerare - sempre ammesso che stesse considerando altre candidate - quando lui disse: Credo che l'orchestra stia per iniziare un valzer. Ah, s, non mi sbagliavo. Torn a stringerle la mano, l'alz dal suo avambraccio, poi le rivolse quel sorriso radioso e genuino che, a quanto pareva, riservava solo a lei. Venite, mia cara scombina-matrimoni. Vorrei danzare questo valzer con voi.
Rendendosi conto di sorridergli come una sciocca, Henrietta apr la bocca per una piccata protesta.
Lui per se ne accorse e la blocc con un volteggio che la fece finire dritta fra le sue braccia. Oh, no, non cominciate. Stasera non ho alcuna intenzione di perdere tempo danzando con altre donne. Le incaten lo sguardo, poi a bassa voce aggiunse: Per cui, tanto vale che risparmiate il fiato. E con una prima, eccellente serie di passi, la trascin nel ballo.
James si dedic con tutto se stesso al compito di mantenerla confusa e senza fiato, ottenendo due conferme: la prima era che, se si impegnava davvero, poteva riuscirci senza fatica; la seconda che adorava farlo. Vedere Henrietta Cynster guardarlo smarrita ansimando piano gli scaldava il cuore. Letteralmente.
Il che, a quanto poteva supporre, la diceva lunga sul rapporto che si stava instaurando tra di loro.
Ma non si sentiva ancora pronto a pensarci davvero, a soffermarsi su ci che provava per lei. A indagare fino in fondo sulle sensazioni suscitate da quel bacio a Osterley Park.
In un certo senso, stava ancora cercando di accettarlo.
Tuttavia, Henrietta sembrava felice quanto lui di prendere quella serata per ci che era. Gli ospiti assiepati nel salone di Sua Signoria erano abbastanza da permettere loro di restare un po' discosti senza che nessuno lo notasse. Le malelingue e le gran dame tendevano a rivolgere la loro attenzione alle debuttanti o a coloro che, per un motivo o per l'altro, si ritrovavano in quel momento alla ribalta. A ventinove anni, Henrietta aveva superato da tempo l'et in cui le matrone studiavano con occhio attento chiunque le parlasse e, per quanto riguardava lui, il suo nome non era mai spiccato fra le pedine dei loro schemi matrimoniali e non.
Pertanto avevano tutta la sera per divertirsi, parlarsi e guardarsi negli occhi. Ore da trascorrere scoprendo questo e quello, i dettagli del carattere che li rendevano ci che erano, i risvolti della personalit che li completavano e attiravano l'attenzione dell'altro.
Spingendoli a concentrarsi solo su loro due, escludendo tutto il resto.
Danzarono anche il valzer successivo e il legame ancora incerto che esisteva tra loro fior e divenne pi forte.
Restava uguale a prima, ma solo fino a un certo punto.
Familiare, eppure ignoto. Conosciuto, ma con lati tutti da esplorare. Prevedibile, e tuttavia capace di sorprenderlo: ecco come poteva riassumersi tutto ci che Henrietta riusciva a suscitare in lui.
Danzarono il terzo valzer, ma anche questo non bast. James vide negli occhi di Henrietta lo stesso calcolo che lui stava facendo.
La vide guardarsi attorno, poi incontrare il suo sguardo. L'aria comincia a farsi terribilmente viziata. Che ne dite di una passeggiata in terrazza?
Dov'era molto pi tranquillo e avevano un'ottima possibilit di ritrovarsi soli.
James scrut nel salone e vide la porta della terrazza spalancata. Ottima idea. Le offr il gomito. Vogliamo andare?
La condusse attraverso i gruppi d'invitati intenti a chiacchierare. Raggiunsero la fine del salone e stavano giusto per uscire quando una giovane in un abito da sera color cremisi li raggiunse con una certa fretta.
Miss Cynster? La fanciulla incontr gli occhi di Henrietta, poi inclin la testa verso James e torn a parlare a lei. Sono Miss Fotherby. Ci siamo conosciute al ricevimento di Lady Hamilton qualche settimana fa.
Ah, ma certo, ora lo ricordo. Henrietta strinse leggermente la mano che la giovane le porse. Present James, poi aggiunse: Miss Fotherby  la nipote di Lady Martin.
James si inchin e Miss Fotherby esegu la riverenza. Quando si rialz, comunic a entrambi: Mi chiedevo se posso parlarvi in privato. Indic la terrazza e aggiunse: Forse  meglio uscire.
James incontr gli occhi di Henrietta e li vide allargarsi un poco.
Miss Fotherby torn a osservare la folla, poi guard Henrietta e quindi lui. Venite disse, varcando la porta.
Stupefatto, James fece cenno a Henrietta di precederlo e quindi usc.
Trovarono Miss Fotherby ad aspettarli a una certa distanza dalla porta, le mani nervosamente unite davanti a s. Quando si avvicinarono, si volt e prese a camminare. Dato che era la pi bassa, Henrietta l'affianc da un lato, James dall'altro e in silenzio si avviarono verso la parte pi in ombra della terrazza.
Spero che comprenderete le mie ragioni per avvicinarvi in questo modo... Miss Fotherby si interruppe e tir un teso respiro. Devo sposarmi. Vivo con mia madre e il mio patrigno, ma per varie ragioni voglio lasciare quella casa. Mia zia si sta dimostrando gentile e comprensiva oltre ogni dire e, come probabilmente sapete, mi sta introducendo nel ton. Purtroppo ho gi venticinque anni e quindi trovare marito non  pi cos semplice. Dispongo di una buona dote... Tacque per tirare di nuovo il fiato e poi, torcendosi le mani, aggiunse: Un gentiluomo ha chiesto la mia mano, ma anche se tutti sembrano entusiasti dell'idea e tanti mi hanno consigliato di accettare, non riesco a fidarmi di lui.
Avevano raggiunto la fine della terrazza. Posando una mano sulla balaustra, Miss Fotherby si volt verso di loro.
No, Miss Cynster, non ho intenzione di chiedervi di indagare sul mio spasimante. Ho abbastanza esperienza da sapere che non  il caso di fidarsi di un uomo come lui. E dunque... Guard James e disse semplicemente: Mr. Glossup, per vie traverse ho appreso del vostro bisogno di sposarvi. Mi sembra chiaro che state segretamente valutando le potenziali candidate e vorrei far parte dell'elenco. Il suo sguardo si trasfer a Henrietta e un lieve sorriso le pieg le labbra. Miss Cynster, ne sono certa, sapr come scoprire tutto ci che desiderate sapere su di me afferm, alzando un po' la testa e incatenandole lo sguardo. Ho sentito dire che tutti i Cynster si sposano per amore, ma nel mio caso... ebbene, sono certa che sar felice anche con un matrimonio d'interesse. Con questo, si volt verso James. Diffido dei gentiluomini subito pronti a dichiarare il loro amore, Mr. Glossup, e preferisco di gran lunga il modo onesto di affrontare la questione che voi avete dimostrato. Pertanto, vi chiedo di valutare anche me come candidata. Lasci correre lo sguardo sulla terrazza, esit, poi chiar: Se fosse possibile, apprezzerei molto sapere qualcosa delle vostre intenzioni entro qualche giorno.
Senza aggiungere altro, salut Henrietta, lanci un'ultima occhiata a James e si avvi in silenzio verso la porta, seguita dai loro sguardi increduli.
I Cynster si sposano per amore.
Diffido dei gentiluomini subito pronti a dichiarare il loro amore.
A James sembrava di esser stato colpito ai fianchi, anzi, alla testa, e non da uno, ma da due pugni che non aveva neppure visto partire. Non aveva mai pensato che si potesse arrivare a tanto. Guard Henrietta, immersa nella penombra. Non riusciva a capire che espressione avesse n a leggerle gli occhi. Ah... Il modo pi vile di risolvere il suo problema era a portata di mano. Cosa ne pensate?
Lei non profer parola per parecchi, lunghi istanti; poi, con un tono che suon subito strano per la vaga tensione che lo riempiva, rispose: A quanto ne so, sarebbe un'ottima candidata. Tacque, poi disse: Devo controllare, naturalmente, ma fra tutte le signorine che vi ho presentato finora, lei sarebbe senz'altro in cima alla lista anche senza il bisogno d'informarmi.
Quindi pensava ancora che stesse cercando moglie in quel modo? James si sentiva girare la testa mentre rivedeva affannosamente tutto ci che lui ed Henrietta si erano detti quella sera, tutto ci che avevano fatto e le relative implicazioni. Oppure se l'era immaginato? Possibile che avesse dato corpo a un sogno?
Onestamente, non lo sapeva pi.
Se le avesse detto cosa sperava, ci a cui puntava con tutto se stesso, Henrietta avrebbe riso per poi andarsene?
Forse... potreste fare qualche indagine. Almeno cos l'avrebbe vista di nuovo, e presto, per giunta. E magari nel frattempo sarebbe riuscito a capire che cosa stava succedendo. Che cosa stava davvero accadendo tra di loro.
Henrietta si costrinse ad annuire, grata oltremisura della penombra che le nascondeva il volto. Sopprimendo senza piet la pena - e ci che le diceva il suo stupido, stupido cuore - fece del suo meglio per suonare calma quando disse: Capisco bene il bisogno di Miss Fotherby di sapere entro qualche giorno cosa ne pensate. Credo che far una chiacchierata con le gran dame stasera stessa, visto che diverse sono presenti. Fece per andare, ma si ferm abbastanza a lungo da aggiungere: Forse possiamo vederci domani al parco. Arriver in carrozza con mia madre e mia sorella Mary alle undici in punto. Mi troverete sull'Avenue e potr riferirvi ci che ho appreso. Al parco, tra la folla che sempre lo riempiva.
Niente pi passeggiate da sola con lui. Nessun'altra possibilit di un nuovo bacio che le causasse altri mal di testa.
Attese a malapena di vederlo annuire prima di voltarsi e allontanarsi lungo la terrazza.
James si costrinse a restare dov'era e a guardarla mentre se ne andava. E ad assimilare i segni rivelatori: l'angolo assai alto in cui teneva il mento, la tensione in ogni passo, la rigida linea della schiena.
Aveva sbagliato tutto, vero?
Quando Henrietta varc la porta e senza neppure voltarsi spar nel salone, lui si gir, lasci correre lo sguardo nella notte e imprec dentro di s.

5.

La mattina dopo, James si present al parco alle undici come richiesto, vedendo la carrozza aperta di Lady Louise Cynster tra la fila di eleganti veicoli fermi a lato del viale. Henrietta sedeva con la sorella minore, Mary, sul sedile posteriore, i parasoli aperti per difendersi dal tiepido sole e lo sguardo oziosamente puntato sui prati e sui distinti aristocratici intenti a passeggiare. Impettita sul sedile opposto, la madre chiacchierava senza sosta con l'anziana Lady Cowper.
Prima di avvicinarsi a Henrietta, voltata di spalle e lontana ancora una dozzina di iarde, si ferm sotto un olmo per riordinare le idee. Doveva recuperare terreno e per questo si trovava l, ma il modo giusto per conquistarla restava nebuloso. Continuava a cercare la moglie di cui aveva un disperato bisogno, per non poteva pi seguire il piano originale. Lui l'aveva capito, ma come comunicarlo a lei - a una Cynster che si sarebbe sposata solo per amore - costituiva un problema di cui non riusciva a venire a capo. Aveva trascorso buona parte della notte lambiccandosi il cervello per trovare una risposta, ma in quella faccenda cos importante l'immaginazione e l'inventiva della canaglia sembravano mancare, come peraltro l'infallibile istinto del predatore di cui era sempre andato fiero. Forse si doveva al fatto che quando entrava in ballo lei, i suoi istinti suggerivano un approccio completamente diverso dal solito.
Era quello il nocciolo del problema. Volente o nolente, non poteva evitare di vederla in un modo del tutto nuovo rispetto a qualsiasi altra donna su cui avesse posato gli occhi. Qualcosa insisteva a dirgli che Henrietta era sua e che, a prescindere da ci che andava fatto per renderla tale, doveva stringere i denti e insistere. Assicurarsi che fosse lei la donna con cui avrebbe condiviso il resto della vita era, per la sua parte pi recondita e istintiva, cos importante da valere qualunque sacrificio.
Tuttavia, c'erano alcuni sacrifici che un uomo saggio non faceva a testa china, non affrontava alla cieca. Soprattutto davanti a una dama del calibro di Henrietta, una donna dalla volont di ferro, intelligente e perspicace.
La sera prima, a parte irrompere in quella che fino alla sua comparsa sembrava una serata molto promettente, Miss Fotherby gli aveva ricordato due verit immutabili.
I Cynster si sposavano per amore.
E i gentiluomini che dichiaravano troppo frettolosamente il loro amore di rado ispiravano fiducia.
Doveva trovare il modo di tracciare una rotta fra quei due capisaldi e convincere Henrietta ad accettare con il sorriso sulle labbra il suo corteggiamento.
Con quell'obiettivo in mente, si mosse e riprese ad avvicinarsi alla carrozza dei Cynster.
Henrietta seppe che James stava arrivando qualche istante prima di vederlo comparire accanto allo sportello. Sentiva sulla schiena il suo sguardo e solo con uno sforzo evit di guardarsi attorno speranzosa.
Dopo la delusione della sera prima o, meglio, l'annientamento delle sue vane speranze, era decisa a non permettere ad alcun segno di nervosismo di oltrepassare la coscienziosa, stabile facciata con cui si presentava al mondo. Il loro rapporto si basava su un comune obiettivo - trovargli moglie - e lei intendeva far di tutto perch restasse cos.
Di conseguenza, incontr i suoi occhi con aria affabile e inclin educatamente la testa. Mr. Glossup.
I loro sguardi si incontrarono; per un istante lui esit, poi annu in risposta e, piegando le labbra in un fugace sorriso, mormor un saluto prima di porgere i dovuti omaggi a sua madre e a Lady Cowper.
Stringendo il parasole, lei si sedette con la schiena rigidamente eretta e osserv con aria critica James sfoderare il suo solito fascino, deliziando le due gentildonne e sviando abilmente il discorso dall'incidente occorso a Marchmain House. Ma alla fine, Lady Louise sollev proprio quel punto, ringraziandolo sentitamente per il coraggio che aveva dimostrato tuffandosi nelle acque gelide per soccorrere la figlia. Lui accett i ringraziamenti di buon grado, ma poi cambi argomento, cosa per cui Henrietta gli fu grata: non era stato facile rassicurare tutti e convincere la famiglia che l'incidente non l'aveva scossa a tal punto da marchiarla per il resto della vita.
Una volta placate le anziane gentildonne, James si volt verso di lei e inarc un sopracciglio. Che ne dite di una passeggiata, Miss Cynster?
Che sar un piacere gli rispose lei, muovendo verso lo sportello.
Mentre James tendeva la mano per aprirlo, Sir Edward Compton, che evidentemente si aggirava presso la carrozza aspettando solo il momento buono, si avvicin e dopo un garbato inchino a Lady Louise e a Lady Cowper, chiese a Mary se avrebbe gradito una passeggiata a sua volta.
Il fatto che restassero con lei e James era implicito, visto che se a Henrietta era concesso di passeggiare da sola con un gentiluomo, sua sorella veniva considerata ancora troppo giovane per simili libert, soprattutto al parco e sotto gli sguardi censori delle matrone del ton.
Lei non si aspettava che Mary accettasse; non era tipa da perdere tempo con gentiluomini verso cui non nutriva un vero interesse e il blando e posato Sir Edward rientrava senz'altro in quella categoria. Invece, sua sorella sorrise e inclin la testa. Siete molto gentile, signore. Sar deliziata di passeggiare con voi.
James apr lo sportello e aiut Henrietta a scendere, poi Sir Edward si avvicin e fece lo stesso con Mary.
La quale lo ringrazi con un amabile sorriso, pos la mano sul suo avambraccio e prontamente lo condusse verso il prato.
Perplessa, la mano posata sulla manica di James, Henrietta si addentr sul tappeto erboso perfettamente tagliato e senza perdere d'occhio la sorella mormor: Mi chiedo che intenzioni abbia.
Lui le lanci un'occhiata. Perch mai dovrebbe avere qualcosa in mente?
Perch altrimenti Mary non avrebbe interferito in alcun modo in quei momenti tra lei e James. La indic con un cenno del capo. Aspettate e vedrete.
Difatti, non si erano allontanati molto quando Mary punt la mano davanti a s, parl al suo accompagnatore e poi si volt per dire da sopra la spalla a Henrietta e James: Sir Edward e io ci fermeremo presso quel gruppo. Ci sono anche Miss Faversham e Miss Hawkins e restiamo visibili da nostra madre e dalle carrozze.
Il sottinteso cos non dovrai sorvegliarmi non poteva essere pi chiaro.
Henrietta studi comunque da lontano il gruppo in questione. Oltre alle due signorine, ne facevano parte diversi giovani gentiluomini assai ambiti, tra cui l'Onorevole Julius Gatling e Mr. Randolph Cavanaugh, secondogenito del defunto Marchese di Raventhorne. Tuttavia, la compagnia era affidabile e innocua a sufficienza; annu e disse: Molto bene. Sono certa che Sir Edward si dimostrer tanto gentiluomo da riaccompagnarti alla carrozza a tempo debito.
Mary rivolse un angelico sorriso al lusingato Sir Edward. Ma certo. Non  forse vero, signore?
Henrietta sbuff dentro di s e non si disturb ad ascoltare la balbettante risposta del paonazzo gentiluomo. Aveva cose ben pi urgenti a cui pensare; incontr lo sguardo di James e aggrott un sopracciglio. Vogliamo continuare verso un luogo pi tranquillo, in modo che possa raccontarvi ci che ho appreso su Miss Fotherby?
Con una certa sorpresa lo vide stringere le labbra, ma poi James annu e cambiarono tranquillamente direzione.
Una volta oltrepassati i gruppi di giovani signorine e gentiluomini che punteggiavano i prati adiacenti alle carrozze, il parco diventava meno affollato, rendendo cos possibile chiacchierare liberamente senza il timore di venire sentiti. Svoltando nel viale parallelo all'Avenue, adesso piuttosto lontano, James le chiese: Ebbene, cosa avete scoperto?.
Che la sua condizione  esattamente quella che ci ha raccontato. Sembra che sua madre soffra del timore infondato e irragionevole di venir trascurata dal secondo marito, che sarebbe affascinato dalla figlia e pronto a riversare le attenzioni su di lei. Nessuno tra coloro che frequentano la famiglia crede sia possibile, ma come potete immaginare si tratta di una situazione molto difficile per la povera Miss Fotherby. Pertanto, sta cercando un marito che le permetta di lasciare la casa del patrigno, approfittando anche del fatto che la madre ha insistito per restare in campagna con il consorte mandandola da sola a Londra sotto l'ala protettrice della zia.
Lanci un'occhiata a James e lo vide piegare le labbra in un sorriso. Poi, guardando avanti mentre passeggiavano, lui mormor: Dunque, in un certo senso Miss Fotherby sarebbe una damigella in difficolt che ha bisogno di aiuto.
Henrietta inclin la testa. Be', se volete metterla cos...
E, mettendola cos, era fin troppo facile pensare che James avrebbe considerato estremamente ragionevole un matrimonio destinato a salvare Miss Fotherby dalle irrazionali paure della madre e se stesso dai vincoli testamentari della caparbia, irragionevole prozia.
Nonostante quello, lei doveva mostrarsi imparziale e questo significava parlare a favore di Miss Fotherby. Da ci che aveva appreso durante la rapida indagine condotta la sera prima, la signorina godeva di una reputazione adamantina e non aveva alcuna colpa per le difficolt in cui si ritrovava. Neppure dalle malelingue pi incallite aveva sentito un commento negativo e questo metteva lei in una condizione assai poco invidiabile, poich l'onore e il senso del dovere le imponevano di aiutare entrambi riferendo la pura verit e, di conseguenza, promuovendo il matrimonio tra di loro, se James avesse davvero deciso di sposarla.
Sia lui sia Miss Fotherby ne avevano un disperato bisogno.
E lei si ritrovava a suggerire un matrimonio che mai avrebbe voluto caldeggiare.
Continuarono a passeggiare in silenzio per un po', poi James chiese: Avete appreso qualcos'altro?.
Mentre Henrietta spiegava, in termini accuratamente neutrali, che cos'altro avesse appreso sulla reputazione, il carattere e la personalit di Miss Fotherby, James si ritrovava a mordersi la lingua sempre pi.
Perch avrebbe voluto chiederle di punto in bianco se voleva davvero vederlo sposare quella signorina.
E poi fremeva per sapere dalla donna sconcertante che gli camminava accanto con tanta sicurezza che cosa pensava del bacio al picnic di Lady Jersey. Se le aveva fatto provare qualcosa - magari qualcosa di simile al poderoso, inarrestabile terremoto emotivo che aveva causato in lui - e se, anche solo alla lontana, poteva considerare l'idea di diventare la sua sposa.
Voleva chiederle tutto questo, catturare quei dolci occhi azzurri e pronunciare quelle parole chiaramente e senza equivoci, eppure non ci riusciva.
Non mentre lei gli camminava accanto decantando le virt di Miss Fotherby e incoraggiandolo senza peli sulla lingua a tenerla in seria considerazione come sua consorte.
Confusione era un termine troppo limitato per descrivere ci che provava. Pura frustrazione gli ribolliva dentro, mista a una paura che sfiorava il panico e che gli risultava del tutto sconosciuta. Paura di perderla se fosse restato inerte, che per si infrangeva sull'ostacolo rappresentato dal peso che gli gravava sulle spalle e dalla terribile prospettiva sollevata dall'inevitabile domanda: Che cosa faccio se lei rifiuta?
Se si fosse fatto avanti ed Henrietta avesse rifiutato...
Continuer l'indagine durante i t di questo pomeriggio, ma credo proprio che Miss Fotherby si riveler la candidata ideale.
L'irritazione esplose, una frustata che colp una ferita aperta. Incapace di trattenersi, lui disse con voce aspra: Va bene, basta con Miss Fotherby. La guard e chiese: Chi altri potrei considerare?.
Me. Ti prego, rispondi me!
Lei teneva gli occhi bassi mentre parlava, ma adesso la vide tirare un bel respiro come per farsi forza... e il cuore gli balz in gola per la speranza.
E... ebbene, abbiamo ancora Miss Chisolm e Miss Downtree, quindi cercher d'informarmi anche su di loro.
La speranza croll e si infranse sullo scoglio della futilit. E tanto catastrofico fu lo schianto da farlo sentire vuoto internamente.
Ma se fossi in voi, guarderei oltre. Stasera c' il gal di Lady Hamilton e senza dubbio sar un successo, quindi  probabile che troveremo altre candidate da aggiungere alla lista. Rialzando la testa, Henrietta fece per studiare James - non osava guardarlo mentre parlava di Miss Fotherby per il timore di tradirsi - quando vide proprio la signorina in questione in compagnia di un gentiluomo decisamente noto: Rafe Cunningham, canaglia assurta agli onori della cronaca, giocatore incallito e impenitente edonista.
I due, per, non sembravano immersi in un'amichevole conversazione: erano l'uno di fronte all'altro a diversi passi di distanza e Rafe sembrava adirato. Molto adirato. Miss Fotherby dava la schiena a Henrietta e James, ma a giudicare dalla postura eretta e dai gesti delle mani, era furiosa a sua volta.
Una rapida occhiata a James conferm che anche lui li aveva visti.
Dopo un attimo, Rafe allarg le braccia, le mani aperte come se stesse rivolgendo un drammatico appello alla sua interlocutrice.
Ma Miss Fotherby alz le braccia al cielo, si volt bruscamente e si avvi a grandi passi verso l'Avenue facendo agitare la gonna per la rabbia, con il volto pallido su cui spiccava il rossore della collera e le labbra strette in una linea. Guardava avanti e marciava verso le carrozze dove, senza dubbio, l'aspettava sua zia. Non si guard attorno neppure una volta e quindi non not James ed Henrietta, fermi a poca distanza e intenti a seguire le scena.
Ah. Henrietta guard Rafe, poi la figura gi lontana di Miss Fotherby. Suppongo che adesso sia chiaro quale gentiluomo le abbia fatto un'offerta di cui lei non si fida. Rafe Cunningham era ricco e di ottimo lignaggio, le due caratteristiche che rendevano chiunque un ottimo partito a prescindere dal carattere.
Chiedendosi come avrebbe influenzato la sua opinione su Miss Fotherby l'improvvisa scoperta di una frequentazione cos controversa, Henrietta torn a guardare James... e subito not la tensione che irrigidiva il suo fisico atletico. Pos gli occhi sul suo volto e si accorse che studiava Rafe.
Si sentiva gi cos possessivo riguardo a quella donna?
Con gran disappunto di Henrietta, l'infido cuore le sprofond sotto la suola delle scarpe, dimostrando cos che non aveva ancora ripreso a ragionare quando entrava in ballo James. Sospirando dentro di s, volse lo sguardo verso le carrozze.
James guardava Rafe Cunningham fermo in piedi in mezzo al prato, visibilmente esasperato mentre osservava con aperta frustrazione una Miss Fotherby sempre pi distante. Il volto dai tratti scuri tradiva un'assoluta perplessit e questo suscit in lui un innegabile, irrefrenabile moto di solidariet maschile.
Strinse i denti e si allontan con Henrietta, portandola via da Rafe e dall'aria rivelatrice che segnava il volto di un altro predatore come lui. Venite. Meglio tornare indietro prima che vostra madre cominci a diventare impaziente.
La riport alla carrozza, l'aiut a salire e poi la salut.
Il congedo fu assai brusco; lanciando un'ultima occhiata a Henrietta, si costrinse a voltarsi e poi ad allontanarsi a grandi passi.
Aveva sperato di riguadagnare almeno un po' del terreno perduto la sera prima, ma invece... per quanto poteva vedere, non era mai stato cos lontano dal convincere Henrietta a considerarlo un potenziale marito. Lei sembrava essersi fissata su Miss Fotherby, considerando la sua improvvisa entrata in scena come la soluzione a ogni problema... o, magari, al problema in cui si era cacciata promettendo di aiutarlo a trovare moglie. Peccato solo che lui non volesse quella signorina, anzi, augurava a Rafe tutta la fortuna del mondo.
Lui voleva Henrietta.
Mentre attraversava il prato cerc di rifletterci con chiarezza, ma il risultato non cambiava. E non aveva alcuna intenzione di rinunciare, di tirarsi indietro e lasciare perdere. Non adesso che l'aveva trovata. Non adesso che aveva deciso di doverla assolutamente fare sua.
Pertanto, doveva trovare un modo pi deciso di spingerla a guardarlo con occhi diversi.
Qualcosa di cos efficace da cambiare persino l'opinione di una Cynster.
Seduta in carrozza, Henrietta guard James allontanarsi rapidamente nel prato senza voltarsi neppure una volta. Quando il veicolo si mosse, evit con cura lo sguardo interrogativo di Mary e continu a osservare i prati, desiderando con tutto il suo cuore traditore che Miss Millicent Fotherby non avesse mai attraversato la loro strada.
Il fato, decise Henrietta, sorrideva a Miss Fotherby e alla proposta da lei avanzata per diventare la moglie di James. Come per ricordarglielo, quel pomeriggio si rec con sua madre e Mary a un t a casa di Lady Osbaldestone, cio in un salotto frequentato da tutte le grandi dame in grado di fornirle preziose informazioni.
Ricordando a se stessa di aver fatto una promessa e quindi di essere vincolata dall'onore, cominci doverosamente la sua indagine su Millicent Fotherby e sulla reputazione di cui godeva.
Naturalmente, come si usava tra le lady del ton, ottenere delle informazioni significava doverne fornire altre in cambio. In quella distinta, augusta compagnia, la richiesta di notizie su Miss Fotherby venne accolta con l'invito a spiegare come mai si fosse lanciata in un'impresa piuttosto insolita per lei, visto che come scombina-matrimoni le sue indagini avevano sempre riguardato la buonafede dei gentiluomini, non delle giovani gentildonne. Henrietta restando sul vago, spieg mentre passava di gruppo in gruppo che la sua richiesta nasceva dal semplice desiderio di aiutare James, un amico di Simon, a trovare la moglie adatta a lui; quando si rendeva necessario, sviava l'attenzione chiedendo di Rafe Cunningham, che com'era lecito aspettarsi non godeva certo di una buona fama. La maggior parte delle dame credette senza discutere alle sue mezze verit e fu felice di svelarle ci che sapeva sulla spavalda signorina, sulla sua famiglia, i suoi trascorsi, le sue aspettative e la sua attuale situazione.
Malauguratamente, ci che apprese fu troppo poco, e comunque non cos definitivo da considerare assolto il compito che si era prefissa: consigliare a James di chiedere la mano della donna senza ulteriori indugi. Ancora peggio, venne pi volte invitata a rivolgersi per i necessari chiarimenti proprio alle due matrone che sperava di scansare.
Ma non c'era modo di evitarlo; se voleva essere sicura che Miss Fotherby fosse idonea a diventare la moglie di James doveva parlare a Lady Osbaldestone, la quale, oltre a essere una lontana cugina del Visconte Netherfield, cio il nonno di James, era imparentata anche con i Fotherby.
Non che questo la sorprendesse pi di tanto, visto che, a quanto pareva, Lady Osbaldestone era imparentata con mezzo ton e forse pi.
Dover chiedere a Sua Signoria era gi difficile di per s; purtroppo, accanto a lei sedeva Helena, la zia di Henrietta, e questo significava che nella parte del salotto in cui le due gran dame stavano tenendo banco si aggiravano troppe matrone dagli occhi acuti e dalla lingua tagliente per farla sentire davvero a suo agio.
Sua zia Helena, Duchessa Madre di St. Ives, aveva due adorabili occhi verde chiaro... e uno sguardo capace di tagliare come burro qualunque facciata assumesse un povero interlocutore. Tutti le attribuivano una perspicacia che sfiorava la leggenda. Suo figlio Devil, Duca di St. Ives e capofamiglia dei Cynster, aveva i suoi stessi occhi, ma grazie al cielo non la stessa perspicacia, con gran sollievo del resto della famiglia.
Facendosi coraggio, Henrietta si present alla padrona di casa e alla zia. Entrambe le rivolsero un sorriso deliziato e le chiesero con grande gentilezza di accomodarsi e spiegare loro ci che voleva sapere.
Lei obbed e, nonostante la trepidazione, sent di avere svolto abbastanza bene il compito di spiegare la situazione senza dire troppo e formulare le domande in modo che le due matrone le dicessero ci che voleva sapere senza stuzzicare la loro curiosit.
L'aiut anche il fatto che, essendo imparentata con i Glossup, Lady Osbaldestone conosceva gi i motivi che costringevano James a sposarsi con urgenza. Il che significava che li conosceva anche sua zia, visto che le due matrone si nascondevano di rado dei segreti. Di conseguenza, una volta sentiti da Henrietta i veri motivi del suo coinvolgimento, entrambe concordarono sul fatto che Melinda Wentworth non fosse la sposa ideale per lui, per poi confermarle che Millicent Fotherby era invece una candidata eccellente da considerare. Ma... e a quel punto, Henrietta sent che la conversazione stava per prendere una piega diversa, inoltrandosi in un'arena che non sapeva bene come inquadrare.
Naturalmente seguit Lady Osbaldestone, bisogna per prestare la dovuta considerazione al motivo che ha spinto James a cercare moglie in questo modo.
Proprio cos. Helena annu saggiamente, con lo sguardo che si fece lontano.  stato quando... oh, peste, come si chiamava? Sua cognata, quella che  stata uccisa...
Katherine... o, meglio, Kitty. Cos si faceva chiamare suppl Lady Osbaldestone, catturando lo sguardo di Henrietta e aggiungendo con il tono di chi impartisce una preziosa lezione:  lei il motivo per cui James - come posso descriverlo? - si  ritirato dalla vita sociale. Lei lo ha spinto a rinunciare a cercare moglie e persino a frequentare delle gentildonne del suo livello con le quali poteva nascere una relazione. Vedete, ragazza mia, Kitty era una bellezza molto egoista e molto ammirata. Spos il fratello maggiore di James, Henry, per il patrimonio e la posizione, ma una volta infilata la fede al dito cominci a posare gli occhi su altri gentiluomini e, alla fine, le sue mire caddero proprio su James.
Il povero ragazzo la ignor, naturalmente. I Glossup sono leali fino al midollo. Purtroppo Kitty non sapeva neppure che cosa fosse il ritegno e cos prov a sedurre James in ogni modo concepibile... fino a quando uno dei suoi amanti non la uccise. Io mi trovavo proprio a Glossup Hall in quel periodo e vi assicuro che fu davvero angosciante. Non sapremo mai se Kitty voleva James per potergli attribuire la paternit del figlio che portava in grembo, concepito probabilmente con l'uomo che l'ha uccisa, ma io sospetto che quando questa squallida storia emerse per intero, James l'abbia sospettato. Sarebbe stata una situazione orribile, destinata senza dubbio a lacerare la famiglia, ma Kitty era fatta cos. Dedita solo a se stessa e incapace di qualunque piet.
 stato allora che Portia e Simon si sono fidanzati intervenne Helena. Quindi, tutto questo  avvenuto due anni fa, poco prima che si sposassero, e da allora James si  estraniato dalla vita sociale limitandosi, almeno per quanto riguarda le giovani debuttanti e il matrimonio, a mostrare un blando interesse.
Per questo Emily, la prozia di James, ha cambiato il testamento aggiungendovi quella clausola spieg Lady Osbaldestone. Era davvero delusa per non aver potuto assistere al matrimonio del suo nipote prediletto e cos ha fatto l'unica cosa che poteva per assicurarsi che James si sposasse comunque.
La scomparsa di Emily  stata davvero una grande perdita. Helena pieg lievemente le labbra, ma poi il suo sguardo si pos su Henrietta, immobile sulla poltrona, e il suo adorabile sorriso assunse una sfumatura diversa. E cos sei venuta qui con il preciso intento di aiutare James a trovare la sua sposa. Personalmente, lo trovo davvero ammirevole.
Lo sguardo di entrambe le matrone si pos sulla collana. Henrietta si aspett un commento, che per non arriv; invece, le due nobildonne si scambiarono un'occhiata e poi si appoggiarono allo schienale e la studiarono.
Mi  appena venuto in mente afferm Lady Osbaldestone, che nel vostro sforzo per aiutare James, e in effetti anche Millicent, fareste bene a considerare una verit ineluttabile: di questi tempi, nei nostri circoli, le giovani lady devono avere ben chiaro in mente ci che davvero vogliono.
Proprio cos. Helena annu gravemente. Purtroppo, capita spesso che voi giovani manchiate d'interrogarvi su ci che desiderate, soprattutto per quanto riguarda le questioni di cuore, e, che cos facendo, non vi rendiate conto di quando il fato decide d'intervenire offrendovi la possibilit di avere ci che pi desiderate dalla vita.
Lady Osbaldestone sbuff. Uno sbaglio assai comune non fermarsi neppure un attimo a pensare, in modo da essere certi di cosa si desidera davvero. Come pu aspettarsi una signorina di realizzare i propri sogni se non sa neppure cosa vuole?
Oh, ma anche gli uomini commettono lo stesso errore. Helena agit la mano in un gesto noncurante. Nel loro caso per si tratta spesso di sprezzante cecit, cosa molto rara nelle giovani gentildonne. No, il loro problema  in genere la scarsa previdenza... anzi, la mancata consapevolezza che  necessario pensare prima di agire, unita alla certezza che in qualche modo la vita prender come per miracolo la piega che desiderano. Peccato solo che non abbiano idea di quale sia questa piega ed  per questo che a un certo punto cominciano a forzare le cose, spingendo e tirando per realizzare delle aspirazioni di cui non sono affatto certe.
Ben detto! Lady Osbaldestone batt sul pavimento il bastone da passeggio e cattur lo sguardo di Henrietta. E se davvero volete rendervi utile, cercate d'instillare questi concetti a vostra sorella Mary. Si nasconde laggi con le sue coetanee, convinta che nessuno si sia accorto di cosa abbia in mente. E questo indica che ha un gran bisogno di pensare un po' pi a fondo a ci che davvero vuole, prima che si metta a spingere e tirare.
Essendo Mary, come tutti sappiamo, molto abile nel forzare le situazioni aggiunse Helena.
Henrietta si ritrov a sorridere e a promettere di riferire il messaggio a Mary, che fin dal loro arrivo si era ritirata in un angolo per chiacchierare con altre giovani debuttanti, poi accett felicemente di venir congedata e fugg dalle due dame pi esperte e ascoltate dell'intero salotto.
Solo dopo, mentre puntava verso la porta d'ingresso al seguito della madre, ripensando a ci che aveva scoperto constat di non avere capito fino in fondo chi fosse l'oggetto del monito lanciato da zia Helena e Lady Osbaldestone: Millicent Fotherby, Mary... oppure lei stessa?
Quel pensiero la turb, ma quando salirono in carrozza per recarsi all'appuntamento successivo, si diede mentalmente una scossa e si concentr sui fatti innegabili.
Nonostante Rafe Cunningham, Miss Fotherby sembrava proprio essere la risposta alle preghiere di James.
Ma, ugualmente innegabile, era la voglia che lei provava sempre pi di spingerla a ritirarsi e prendere il suo posto.
Spingere e tirare.
Sbuffando dentro di s, accanton la questione e si limit a guardare fuori dal finestrino nelle vie affollate di Londra.
Il ricevimento di quella sera a casa di Lady Hamilton era un ballo in maschera. Consapevole di quel dettaglio e conscio che poteva diventare una manna dal cielo, James arriv ad Hamilton House all'ora giusta per aggirarsi tranquillamente nel salone, del tutto anonimo tra le decine di altri gentiluomini in domino e maschera e pronto a balzare all'attacco non appena fosse arrivata Henrietta.
Quando lei entr, avvolta in una mantellina con cappuccio e con una mascherina azzurra sul viso, la riconobbe subito e si affrett a raggiungerla, vedendola salutare i padroni di casa e poi voltarsi per osservare il salone gi ricolmo di cappucci, maschere e mantelli neri.
Aveva sempre considerato noiosi i balli in maschera e riteneva scoraggiante il loro attuale ritorno sulla scena, ma quella sera... quella sera, sperava ardentemente di trovare la salvezza proprio grazie al provvidenziale ballo organizzato dagli Hamilton.
Si ferm accanto a Henrietta, le strinse il gomito da sopra la mantellina e chin la testa per mormorarle: Ben arrivata.
Lei studi il suo volto mascherato, lo guard negli occhi e poi sorrise; un vago sollievo le riemp il volto, con il sorriso che parve quasi distratto. Mi ero scordata che si trattava di un ballo in maschera fino a quando non  arrivato il momento di vestirsi. Mi stavo giusto chiedendo come avrei fatto a trovarvi afferm, indicando la folla con un gesto della mano.
Lo immagino. E, a proposito del ballo, temo proprio di avere avuto una rivelazione. La tir da parte, via dalla ressa creata dagli ospiti in arrivo, e mentre la conduceva nel salone le spieg: Un ballo in maschera non serve a nulla se si tratta di valutare delle candidate, visto che, anche se troviamo delle interlocutrici interessanti, non sapremo mai chi sono prima di toglierci le maschere a mezzanotte. Pertanto, invece di perdere tempo inutilmente, propongo di mettere da parte ogni tentativo di ampliare i miei orizzonti: niente nuovi nomi sulla lista, niente notizie su Miss Fotherby, ma solo noi due che ci godiamo la serata e il piacere della reciproca compagnia. Fermandosi presso la parete, dove la calca era meno intensa, la guard con un blando sorriso e aggrott un sopracciglio sopra la maschera che gli copriva soltanto il naso e gli occhi. Che cosa ne pensate?
Lei reclin la testa per guardarlo, sbatt lentamente le ciglia, poi il suo sguardo si fece intenso e si sofferm su di lui. Esit, lanci un'occhiata alla folla osservando le anonime figure in continuo movimento, quindi torn a guardarlo. Penso che sia... un'ottima idea.
Henrietta si chiese che cosa l'avesse davvero spinta a rispondere cos: il desiderio di passare la serata insieme a lui oppure l'eco delle voci di sua zia e di Lady Osbaldestone che ancora le ronzavano in testa? In ogni caso, non appena ebbe pronunciato quelle parole sent crescere la fiducia in se stessa e la certezza in quello che faceva. Entrambe le erano mancate in quei giorni e cos diede loro il benvenuto, le abbracci e sorrise a James. Va bene. Quindi stasera sar tutto divertimento e solo per noi due. Da dove si comincia?
La risposta fu una lunga esplorazione delle sale di Sua Signoria, con tutti gli intrattenimenti che offrivano. Nessuno dei due si sent attirato dai tavoli da gioco sistemati in una sala secondaria, ma non esitarono a riempire i bicchieri a una fontana traboccante di champagne e ad assaggiare le fragole che i valletti portavano tra gli ospiti su grandi vassoi d'argento. L'area riservata alle danze, che occupava una buona met del salone principale proprio sotto la pedana dell'orchestra, li cattur subito dopo, trattenendoli senza appello.
Mi ero dimenticata che a un ballo in maschera  possibile ballare tutti i valzer che si vuole con la stessa persona. Henrietta rise quando James rispose con un rapido volteggio che li port in tre passi a bordo pista.
Non solo replic lui, incatenandole lo sguardo mentre riprendevano a volteggiare con pi tranquillit, tenendo il ritmo delle altre coppie. A un ballo in maschera  possibile ridere ed esprimere senza alcun timore tutta la gioia che si prova. Continu a guardarla ancora qualche istante, poi le mormor: Adoro sentirvi ridere.
E con questo diede il via a un'altra serie di volteggi. Henrietta gli fu grata per quella momentanea distrazione, perch aveva improvvisamente perso il fiato, la voce e ogni contatto con la razionalit. Adorava sentirla ridere. Cosa intendeva con quell'affermazione?
Torn a concentrarsi su di lui e si ritrov a sprofondare nei suoi occhi. Solo allora si accorse che l'attenzione che si rivolgevano l'un l'altro si era molto approfondita, creando un legame dotato del potere di tenerli incatenati, di attirarli e incuriosirli, rendendoli ancor pi consapevoli della loro vicinanza, immergendoli senza appello in quei magnifici momenti di gioia condivisa.
Tessendo con nastri di delizia una rete che li stava intrappolando.
Danzarono fino a quando le gambe li sostennero e poi ripresero ad aggirarsi, stavolta nella grande serra in cui innumerevoli coppie passeggiavano al chiaro di luna che filtrava dai pannelli di vetro. Qui si conversava a bassa voce, discreti scambi di battute che nessun altro doveva ascoltare. Dalle finestre aperte entrava l'aria fresca della notte, recando con s i mille profumi del parco che si mischiavano alle esotiche fragranze dei fiori tropicali che crescevano intorno a loro.
A Henrietta sembrava sempre pi che in quella sera vi fosse qualcosa di magico. Aveva perso il senso del tempo; da quando aveva accettato la proposta di James di dedicare quel ballo a loro due, non pensava a nulla se non al momento successivo, alla nuova esperienza che li attendeva, al prossimo aspetto che avrebbe preso il loro reciproco divertimento. Si era concessa il lusso di venire travolta, una cosa che non ricordava di avere mai fatto. Non era da lei, sempre cos concreta, accettare l'idea del lasciar fare al destino e abbandonare volentieri l'approccio razionale. Quella sera non c'era nulla di programmato. Non aveva obiettivi n scopi particolari in mente. Non spingeva, non tirava, non forzava proprio nulla... e, tuttavia, si accorse che stava imparando.
Imparava ci che poteva desiderare in un'arena che, fino a poco tempo prima, non si era mai concessa il lusso di esplorare.
Sentiva il peso e il calore della collana che le avvolgeva il collo, il contatto con il pendente di quarzo sopra il petto. Passeggiando accanto a James alla luce argentea della luna con le dita posate sul suo avambraccio e la mano di lui che le stringeva, pens a quello che stava accadendo e a quanto ancora doveva imparare.
James si ferm. Lei lo guard in volto. Aveva inclinato la testa e osservava un filare di palme. Poi si raddrizz e le sorrise, mostrando i denti candidi. Me n'ero scordato, sapete?
Di cosa?
Lui si guard attorno; Henrietta fece altrettanto, ma vicino a loro non c'erano altre coppie. Poi James abbass il braccio, la prese per mano e la trascin dietro le palme... e attraverso la porta nascosta delle grandi foglie verdi.
Si ritrovarono nell'aranciera degli Hamilton. Lunga e stretta, dalle pareti in nuda pietra, correva lungo un lato della terrazza a cui si accedeva da una serie di porte a vetri che quella sera erano chiuse. Due file di aranci sistemati in grandi vasi si estendevano ordinatamente lungo la parete, riempiendo l'aria d'intensi aromi. La sola fonte di luce era la luna, il cui chiarore filtrava dai vetri riflettendosi sulle pietre bianco grigiastro e conferendo all'ambiente un'illuminazione morbida e diffusa. Bastava per vedere, ma non per essere visti dalle coppie che uscivano all'esterno dal salone.
James la lasci e poi chiuse la porta.
Henrietta si addentr nell'aranciera, percorrendo il corridoio tra le file di alberi che sembravano scolpiti nella penombra della notte. Guard in fondo, verso la parete opposta alla serra e alla porta da cui erano entrati, e vide un piccolo sof sistemato contro il muro, appena sotto una finestra rettangolare. Abbandon il corridoio e lo raggiunse; incuriosita, guard all'esterno e le sfugg un sospiro. Oh, ma  bellissimo.
La finestra si affacciava su un laghetto ornamentale. Sprofond nel sof e volt la testa, rendendosi conto di poter ammirare l'intera terrazza, poi guard James che si avvicinava con agili passi per raggiungerla. Questo sof  sistemato alla perfezione. Indic la finestra, poi aggiunse: La vista  semplicemente magnifica.
James la guard e poi sorrise.  vero convenne, e dopo un lungo istante in cui parve deliziato dal volto che lo guardava da sotto in su, seppure mascherato, si sedette accanto a lei.
Henrietta torn a guardare la terrazza e sospir.  stata una serata inaspettatamente deliziosa. Vi ringrazio.
Per me  stato un grande piacere intrattenervi, quindi sono io che devo ringraziare voi.
Lei pieg le labbra in un sorriso, poi mormor: Purtroppo,  quasi finita.
Era vero, pens James, il che significava che il tempo a sua disposizione si stava assottigliando. La serata era andata perfettamente fino a quel punto, ma non poteva rischiare di lasciarsi sfuggire l'opportunit che Lady Hamilton e il fato avevano apparentemente cospirato per offrirgli. Se non avesse accettato il rischio, se avesse rifiutato la sfida e non avesse compiuto un passo decisivo, quella sera e tutto il terreno che sentiva di aver riguadagnato non sarebbero serviti a nulla.
Doveva battere il ferro finch era caldo o la nuova luce sotto cui era riuscito a mostrarsi, insieme al vantaggio che ne era conseguito, si sarebbe dispersa come nebbia al sole del mattino. Quello, si disse, era il momento della verit con Henrietta. Compiere il passo successivo poteva portarlo alla rovina, ma non farlo significava una condanna ancor peggiore.
E, tuttavia, se lo avesse fatto non vi sarebbe stato pi ritorno, almeno non per lui. E, se Henrietta lo avesse accettato, non vi sarebbe stato pi ritorno neppure per lei, anche se forse non ci avrebbe pensato subito. Comunque fosse, non poteva rimuginarci troppo a lungo.
Adesso o mai pi.
Si rilass contro lo schienale e la guard in volto. C' ancora una cosa da fare, un'esperienza in pi da apprezzare insieme.
Davvero? Lei si mosse per guardarlo, allargando gli occhi. E quale?
Questa. James alz una mano e le cinse la nuca, chiudendo le dita sulla delicata curva del collo, poi si avvicin lentamente a lei. Entrambi indossavano ancora le maschere, che per coprivano solo la parte alta del viso. Non c'era bisogno di toglierle e comunque intendeva concederle tutto il tempo di ritrarsi senza ricorrere a scuse.
Henrietta, per, non si ritrasse. E lui la sent tirare bruscamente il fiato, la vide posare gli occhi sulle sue labbra.
Abbass lo sguardo sulla sua bocca, poi l'avvicin ancora un poco e copr quelle labbra morbide con le proprie.
E la baci.
Un bacio vero, stavolta, e tuttavia senza perdere il controllo. Si dedic a blandirla, a tentarla, a stuzzicarla e poi aspett... fino a quando non sent la sua incerta risposta, non sent il desiderio crescere, rafforzarsi, fiorire.
Fino a quando non furono le labbra di lei a invitarlo e a incitarlo.
Solo allora comp il passo successivo, il primo, esitante passo oltre l'innocenza. Si guard bene dallo spaventarla mostrandole con troppo ardore il desiderio che lei riusciva a suscitare e tuttavia stavolta aveva qualcosa da chiarire, una richiesta da avanzare, e non intendeva smettere prima di esserci riuscito. Raddrizzandosi piano, le pos il pollice sotto il mento, le alz la testa, poi si inclin un poco e pass la lingua sul labbro inferiore, deliziosamente pieno, tracciandone il contorno... ed Henrietta schiuse la bocca, aprendosi a lui, invitandolo a entrare.
Avrebbe voluto invaderla, prendersi tutta l'ottenebrante delizia che lei gli stava offrendo, ma strinse le redini dell'autocontrollo, fece appello alla sua esperienza e dolcemente, senza fretta, si dedic a sedurla carezzandole la lingua e quindi ritraendosi, attirandola per carezzarla nuovamente e poi affondando per tentarla.
Con tenacia, passo dopo passo, la prepar alla danza introducendola alla sottile delizia del duello tra le lingue, all'evocativo piacere che le dava reclamando la sua bocca, sorpreso e lusingato dalla sua incuriosita accettazione.
C'era gioia reciproca nell'assaggiare e venir assaggiati, una gioia che si premur di farle conoscere appieno.
Ogni timore che a Henrietta non piacesse, che non si sentisse coinvolta dal bacio quanto lui, evapor davanti a quella prima, dolcissima reazione. Poi la sent muoversi e un attimo pi tardi avvert sulla guancia la gentile carezza di quelle piccole dita. Fu allora che la sua coscienza and in frantumi.
Henrietta lo sent; non ne sapeva abbastanza da dare un nome a ci che percepiva - un'improvvisa frattura nel controllo di James, nell'attenzione con cui la guidava - ma qualcosa dentro di lei sobbalz con una felicit mai provata prima, riempiendola di uno strano senso di vittoria, di trionfo tipicamente femminile.
S, cos doveva andare.
Baciarlo e farsi baciare da lui sembrava giusto in un modo indefinibile, tanto giusto da entrarle nelle ossa. Voleva affrettare i tempi, saperne di pi - molto di pi, tutto ci che James poteva insegnarle - ma al contempo voleva soffermarsi, assaporare, crogiolarsi in quel bacio ed estrarne ogni frazione di semplice piacere, imparando intanto come fare.
E James glielo mostr. Neppure lui affrett i tempi, ma rest con lei ad assaporare quel momento.
Anche questo condividevano e nel modo pi aperto e completo.
Non c'era spazio per il ragionamento, neppure una scintilla di lucidit che le permettesse di formare dei pensieri razionali n tantomeno di esplorare e catalogare quello che provava. Seguiva la guida di James e, quando lo sent fermarsi, certa ormai di aver assimilato tutto ci che poteva imparare fino a quel punto, prese le redini del gioco e lo incit a continuare.
Erano talmente immersi nel bacio da non sentire neppure il primo, illuminante, fortissimo sibilo.
Ma l'esplosione che segu era impossibile da ignorare. Strappati da quel magico momento, riportati alla realt - all'aranciera, al sof - si guardarono attorno sbattendo gli occhi nel buio e al di l delle porte a vetri videro la folla che riempiva la terrazza.
Ah. Con l'aiuto di James, Henrietta torn a sedersi. Era sprofondata contro il suo corpo caldo e muscoloso; le sue labbra apparivano pi morbide e arrossate, i suoi capelli scompigliati: era stata lei a fargli questo?
James guard gli ospiti radunati all'esterno, poi fece una smorfia e si volt verso Henrietta.
Mi sono appena ricordato che le Loro Signorie hanno pensato di ravvivare con i fuochi d'artificio il conto alla rovescia verso il momento in cui bisogner togliersi le maschere. Il dodicesimo fuoco verr sparato a mezzanotte in punto.
Lei sospir, ma non per il disappunto; anzi, fu un sospiro pregno di soddisfazione e di piacere. Meglio uscire, allora.
Purtroppo s. James si riaggiust la maschera, poi si alz e le porse la mano.
Anche Henrietta si riaggiust la maschera, quindi pos le dita nel suo palmo e si riport in piedi.
Guardandola negli occhi, lui si port la sua mano alle labbra, le depose un bacio gentile sulle nocche e mormor: Parleremo domattina. Ci vediamo al parco alle undici?.
No, prima. Vado a cavallo due volte la settimana e domani avevo in programma una galoppata alle otto.
Il sorriso di James si approfond. In tal caso, ci vediamo alle otto a Rotten Row.
Lei annu, poi guard avanti e lo affianc mentre muovevano verso le porte a vetri. James ne apr una e con discrezione si inoltrarono nella folla che riempiva la terrazza. Henrietta sentiva di dover pensare bene a ci che era successo, al suo significato, a ci che aveva appreso e soprattutto a quello che entrambi sembravano volere. Poi dovevano parlarne, certo, ma visto che ancora non riusciva a schiarirsi le idee, era decisamente meglio rinviare la questione all'indomani.
Dato che tutti puntavano gli occhi sullo spettacolo pirotecnico, nessuno si accorse del loro arrivo. Ancora sorridendo con incosciente delizia, lei si ferm di fianco all'assembramento e, con James accanto, alz lo sguardo per godersi i fuochi.
Il secondo razzo sal nel firmamento ed esplose in una cascata di scintille rosse e oro.
Una selva di altri fuochi, pi piccoli, riempiva gli intervalli fra un razzo e il successivo; il conto alla rovescia progrediva senza sosta, con gli ospiti che contavano i razzi a uno a uno in una sorta di cantilena collettiva.
Poi, finalmente, in un'esplosione di applausi e risate, il dodicesimo razzo venne sparato pi in alto degli altri ed esplose, facendo piovere oro e argento sul grande parco.
Ridendo e gridando, tutti gettarono indietro i cappucci e si slacciarono le maschere. Poi, voltandosi allegramente e salutandosi, gli ospiti presero ad aggirarsi per cercare amici e conoscenti nella ressa.
Noi non abbiamo bisogno di cercare nessuno. James sorrise quando Henrietta si volt verso di lui, tornando a svelargli i delicati tratti del suo volto.
Anche lei sorrise, ma poi sospir. Tra poco devo andare. I miei genitori si aspettano che torni presto a casa.
In tal caso, penso proprio che andr anch'io. Spostando il mantello, James le offr il braccio con ostentata, divertita galanteria. Potremmo rintracciare Lady Hamilton e congedarci insieme.
Henrietta sorrise, pos la mano sul suo avambraccio e insieme si voltarono...
La giovane accanto a Henrietta mosse un passo indietro e la urt.
Oh! Perdonatemi! esclam, voltandosi. Era Cassandra Carmichael in tutta la sua adorabile bellezza. Mi spiace davvero. Vi ho fatto male?
Sorridendo, Henrietta scosse la testa. No, non preoccupatevi.
Miss Carmichael si present ed Henrietta fece altrettanto, poi present James e lei sorrise con sincera delizia; non era difficile capire perch venisse considerata una delle signorine pi ambite della Stagione.
Permettetemi di presentarvi... Miss Carmichael indic qualcuno alle sue spalle, ma poi si volt e un sospiro le sfugg. Oh, no.
Il gentiluomo che le stava accanto si era voltato e distava gi diversi passi, facendosi strada nella folla.
Lei sorrise con indulgenza. Qualcuno deve averlo chiamato afferm, stringendosi nelle spalle e scuotendo la testa con una risata. Succede spesso ultimamente:  cos richiesto! Vi prego di scusarlo.
Si salutarono con una stretta di mano e subito dopo Miss Carmichael si inoltr nella calca alla ricerca del suo amico errante. James sbuff divertito mentre conduceva Henrietta nel salone. Quella signorina ha davvero i numeri per diventare la splendida moglie di un politico.
Henrietta rise. Speriamo solo che Sir Peter sappia apprezzarla.
Era lui?
Immagino di s. Ma non lo conosco cos bene, devo ammetterlo. Ah, ecco Lady Hamilton.
Insieme la raggiunsero, si misero in coda per congedarsi e poi James aiut Henrietta a salire sulla carrozza dei suoi genitori. La salut, le rivolse un ultimo sorriso, poi chiuse lo sportello.
Quando la carrozza part, Henrietta sprofond con un sospiro contro lo schienale.
Non riusciva a smettere di sorridere, e si trattava di un sorriso fin troppo rivelatore. E poi non riusciva a pensare... ma di questo, sinceramente, non le importava proprio nulla.

6.

Nonostante i buoni propositi e tutte le sue cogitazioni, quando raggiunse Rotten Row la mattina dopo Henrietta non era giunta a nessuna conclusione su ci che era successo tra lei e James al gal di Lady Hamilton.
Sapeva solo che quando si trattava di loro due, c'era qualcosa dentro di lei che assumeva il controllo e la spingeva a prendere delle decisioni basate solo sui sentimenti e, con suo grande stupore, quelle decisioni si erano dimostrate fino a quel momento sempre corrette. Inoltre portavano dei frutti, perch lui era l ad attenderla all'inizio della pista da galoppo, splendido in una giacca da equitazione dal taglio sopraffino e in sella a un poderoso cavallo grigio. La luce che gli riemp gli occhi quando la vide, il sorriso che gli pieg le labbra mentre lei si avvicinava al trotto le scaldarono il cuore.
Quel cuore che sembrava comportarsi in un modo cos strano da quando l'aveva conosciuto!
Buongiorno lo salut, tirando le redini della giumenta che danzava e sbuffava per l'impazienza mentre affiancava il cavallo grigio. Il tempo  perfetto per una galoppata.
James annu, le labbra che si piegarono in segno di apprezzamento. Il sole  davvero tiepido, ma non  l'unica cosa che mi scalda dentro stamattina.
Sentendosi arrossire, Henrietta rise e prov un moto di esuberante felicit.
Lasciando lo stalliere ad attenderla a lato della pista, si misero in coda e quando arriv il loro turno si lanciarono a briglia sciolta sul tracciato, con la veloce giumenta nera che teneva egregiamente il passo con il forte ma pesante castrone di lui. Dopo tre giri, spezzettati purtroppo dall'obbligo di aspettare che altri cavalieri meno abili sgomberassero il tracciato, si diressero verso i cancelli, lasciando trottare i cavalli mentre puntavano verso Upper Brook Street.
Per un po', Henrietta pens solo a rallentare il respiro affannoso, a stabilizzare il battito del cuore e a riprendere lucidit dopo lo sforzo. James sembr felice di fare altrettanto. I cavalli procedevano al passo e il cancello di Grosvenor Gate comparve alla vista. Lo superarono e sempre al passo attraversarono Park Lane, puntando verso nord.
Si erano incontrati per parlare, ma in tutta onest lei non sapeva cosa dirgli. Le sembrava prematuro saltar fuori con dichiarazioni impegnative e il momento era perfetto cos. Inoltre, non aveva alcuna voglia di affrontare la spinosa questione legata all'obbligo di riferirgli cosa aveva scoperto sull'irreprensibile Miss Fotherby. Alla luce di quanto era accaduto la sera prima, doveva sollevare l'argomento? Non farlo sarebbe stato ingiusto.
Sia verso Miss Fotherby sia verso James.
Svoltarono in Upper Brook Street, con il battito degli zoccoli che echeggiava tra le case affacciate sulla via. Tirando un corroborante respiro, Henrietta decise di non poter tacere. Se James non era pi interessato a Miss Fotherby o alle altre signorine finite sulla lista perch aveva posato gli occhi su di lei, allora doveva dirlo apertamente. Non potevano ignorare l'argomento ancora a lungo.
All'improvviso pens che lei non era la sola ad aver evitato l'argomento di Miss Fotherby.
Sbatt gli occhi, poi lanci un'occhiata James che cavalcava tranquillamente accanto a lei.
Sembrava studiare la giumenta.  un cavallo della scuderia di vostro cugino Demon, dico bene?
S. Henrietta tacque e poi, pi che disposta a venir distratta, aggiunse: Demon fornisce cavalli a tutta la famiglia. Credo che si offenderebbe se li acquistassimo da altri allevatori.
Lui ridacchi. Da come lo conosco, temo proprio di s. I cavalli sono sempre stati la sua gioia.
Henrietta lo studi, ma tutto ci che riusc a vedere fu la stessa felicit che lei provava in quel momento.
Improvvisamente la giumenta nitr, poi si impenn.
D'istinto, lei strinse con l'incavo del ginocchio il pomolo della sella. Dato che si trattava di una sella laterale e lei era un'ottima cavallerizza, evit facilmente di cadere.
Ma, invece di calmarsi, la giumenta part al galoppo in una corsa sfrenata e incontrollabile lungo le strade cittadine.
Annaspando, Henrietta si tenne il meglio possibile nonostante venisse sballottata come un fuscello, cercando di riprendere il controllo del cavallo imbizzarrito. Tir le redini ancora e ancora ma la giumenta, sempre docile, sembrava impazzita. E vista la sua stazza e la sua forza, non era semplice fermarla.
Upper Brook Street era in Mayfair. Tutte le strade erano pavimentate, alcune con ciottoli, altre con pav o lastre di granito. Se Henrietta fosse caduta di sella, avrebbe rischiato di rompersi l'osso del collo.
Quello fu l'unico, terribile pensiero che riemp la mente di James mentre guardava sgomento la giumenta serpeggiare tra i carri e i carretti che la mattina rifornivano le sontuose ville del quartiere. Affond i talloni nei fianchi del cavallo senza pensarci, senza aver formulato a livello razionale l'intenzione di lanciarsi all'inseguimento, e in pochi istanti galoppava dietro di lei, colmando lentamente la distanza che lo separava dal cavallo nero.
E da Henrietta.
Lei si teneva stretta, lottando per la vita, pallida in volto e disperata quando finalmente riusc ad affiancarla.
Pronto a tutto, prov a stringere la giumenta contro un muro laterale, in modo da fermarla gradualmente sfruttando la grande mole del proprio cavallo. Ma l'animale era tanto spaventato da non rallentare neppure e Grosvenor Square, con i grandi e trafficati viali cittadini, si avvicinava sempre pi.
Fidatevi di me! esclam lui, lasciando le redini e tendendo le braccia verso Henrietta. Liberate il piede dalla staffa, togliete il ginocchio dal pomolo e lasciate andare le redini... Adesso!
Lei non esit; se l'avesse fatto, James avrebbe perso il momento buono per afferrarla, alzarla e trascinarla contro di s, al sicuro tra le sue braccia, stretta contro di lui mentre cominciava a fermare il cavallo con le ginocchia.
Senza pi nessuno che la montasse, con le redini che svolazzavano, la giumenta si lanci come una furia attraverso l'incrocio e nella piazza, percorrendo al galoppo tutta la parte nord di Grosvenor Square.
Tardivamente, lo stalliere di Henrietta li raggiunse; per non essere indiscreto, li seguiva da lontano. Prendo io la giumenta! grid, spronando il proprio cavallo.
James lo sent attraverso il ronzio che gli riempiva le orecchie. Non riusciva ad aprire le braccia, anzi, doveva sforzarsi per non stringere ancora di pi. Gli mancava il fiato e il cuore sembrava impazzito. Il terrore gli echeggiava in mente come un ruggito basso e prolungato, anche se il calore del corpo snello che cingeva forte a s, tenendolo fermo contro il proprio torace, gli diceva che lei era sana e salva. Che era ancora sua.
Respirando affannata, Henrietta si aggrappava a quel pilastro di forza e agilit maschile che era James. Ma, non appena il cavallo si ferm, non pot evitare di voltarsi e guardare lungo la piazza dov'erano spariti la sua giumenta e lo stalliere.
Senza pensarci, aveva appoggiato la mano aperta sul torace di lui. Sotto il palmo sentiva il cuore battere forte, preda di un terrore pari al suo.
Poi, si rese conto che la strada era piena di gente, mercanti e garzoni spaventati e allibiti per il dramma a cui avevano assistito. Sentiva le loro grida, ma come se venissero da lontano. I suoi sensi sembravano bloccati e la mente rifiutava di obbedirle.
Alz lo sguardo proprio mentre James chinava la testa per guardarla.
Per un attimo si studiarono in silenzio, cercando disperatamente l'uno gli occhi dell'altro come per accertarsi che fosse finita, che Henrietta si trovasse davvero al sicuro tra le braccia di James.
Poi lui imprec a bassa voce, abbass la testa e la baci.
Disperato. Vorace.
Dimentica Miss Fotherby.
Henrietta gli strinse la nuca, lo tir a s e rispose al bacio con tutto l'ardore che provava.
E, tuttavia, tremava come una foglia quando James la riport a casa.
Il maggiordomo, che aveva aperto la porta, li guard sorpreso. La giumenta di Miss Cynster si  imbizzarrita e solo per miracolo non l'ha sbalzata di sella. Mentre Hudson si affrettava a chiudere, James torn a studiare Henrietta in volto. Il suo stalliere sta cercando di prenderla. Per favore, chiamate subito Lady Louise e la cameriera personale della signorina.
Hudson trasal. Subito, milor... ehm, signor...
Henrietta si sforz di riprendere il controllo, conscia che cedere all'isteria avrebbe soltanto peggiorato le cose. Tir un corroborante respiro e cerc di costringere la mente annebbiata a cooperare. Lui  Mr. Glossup, Hudson.  un amico di Simon e forse  per questo che vi sembra familiare.
Ah, s. Il maggiordomo annu e salut James con un regale inchino.
Mamma sar di sopra. Vi prego di riferirle che c' stato un incidente e che mi trover nel salottino. Non c' alcun bisogno di chiamare anche Hannah: sto bene e non mi sento svenire. Henrietta pronunci quelle parole con ferma convinzione, e tuttavia un attimo pi tardi sent un'ondata di tremenda debolezza attraversarla da capo a piedi.
James, che le stringeva il gomito, la stava guardando in volto. Borbott qualcosa, poi si chin e la prese tra le braccia, sollevandola.
Stringendogli istintivamente il bavero, lei sbatt sorpresa gli occhi, ma si sentiva troppo debole per protestare. A giudicare dall'espressione spaventata di Hudson, doveva essere ridotta male.
Dov' il salottino? chiese James.
Lei indic faticosamente un corridoio. Da quella parte.
James si avvi a grandi passi, tenendola alta per evitare che la lunga gonna da cavallerizza strisciasse sul pavimento, cosa che lei trov davvero notevole. Hudson li seguiva tutto agitato; apr la porta e la tenne aperta mentre lui si poneva di traverso per passare con Henrietta, per poi raggiungere il divano vicino alla finestra e appoggiarla delicatamente sui morbidi cuscini.
T ordin lei, una richiesta che racchiudeva tutto il contributo che poteva dare alla situazione. Ma un buon t era sempre un toccasana, tanto che costituiva il classico rimedio per i nervi scossi... e solo Dio sapeva quanto scossi fossero i suoi nervi, constat, molto pi di quando era caduta nel torrente.
Stavolta la morte, orribile e violenta, era stata davvero vicina.
Subito, signorina. Hudson guard James, inginocchiato davanti al divano. Confusamente, Henrietta si accorse che le stava massaggiando i polsi. E avvertir anche Sua Signoria.
Senza voltarsi, senza distogliere per un solo istante lo sguardo dal volto di Henrietta, James annu.
Hudson se ne and.
Henrietta abbozz un sorriso, ma persino lei si accorse di quanto fosse pallido. Ritir una mano dalle dita di James e se la port ai capelli, cercando di rimettere in ordine le ciocche scompigliate. Grazie. Incontr i suoi occhi e aggiunse: Questo...  stato terribile.
Passi frettolosi echeggiarono in corridoio.
Lasciando cadere la mano, Henrietta guard la porta.
James si alz, le strinse brevemente le dita, poi le lasci e con riluttanza mosse a lato del divano.
La porta si apr con forza e Mary entr di corsa, seguita da una cameriera che presumibilmente era Hannah.
I grandi occhi blu fiordaliso di Mary assimilarono la scena in una singola, lunga occhiata, poi si posarono sul volto di Henrietta. Come ti senti? Stai bene?
Il sorriso che lei rivolse alla sorella vacill gi mentre diceva: S,  stato solo.... Alz debolmente la mano in un gesto di diniego, poi aggiunse: Un po' angosciante.
A giudicare dall'espressione di Mary e Hannah, si sarebbe detto che quelle parole pronunciate da Henrietta equivalessero ad ammettere che aveva visto la morte in faccia. Entrambe raggiunsero il divano, avvolgendola in tutta la loro effusiva, se non soffocante, preoccupazione femminile. Poi Mary le strinse una mano e, rincuorandola con piccoli colpetti, cominci a farle domande. Hannah invece scosse uno scialle e glielo pos sulle gambe; quando arriv il t, Mary prese subito a versarlo senza neppure fermarsi a riprendere fiato.
In piedi accanto al divano, James rispose alle domande di Mary, sollevando Henrietta almeno da quel compito. Guard le due donne agitarsi, ascolt il coro di esclamazioni e vide Henrietta rilassarsi un poco.
Poi la porta si apr e Lady Louise entr. Dopo aver dato una rapida occhiata alla figlia per accertarsi che stesse bene, il suo sguardo si pos su James. Lui inclin la testa e la nobildonna gli sorrise.
Mr. Glossup, a quanto mi  stato riferito dobbiamo ringraziarvi nuovamente per avere salvato Henrietta. Con espressione che si tinse di una vaga, affettuosa ironia, aggiunse: Si direbbe che stia diventando un'abitudine per voi.
James si volt e incontr lo sguardo di Henrietta. Sono felice di essermi trovato abbastanza vicino da poterla aiutare. Una gelida morsa gli strinse il cuore quando cap che, ancora una volta, si trovava nel posto giusto solo per pura fortuna.
Quindi, ditemi: com' potuto accadere? Lady Louise si sedette, indic a James la poltrona di fronte, accett una tazza di t da Mary e quindi guard Henrietta. Non hai mai perso il controllo del tuo cavallo.
Lei si accigli. Non so cosa sia successo. Marie si  impennata all'improvviso... ma non ho visto o sentito nulla che potesse spaventarla. I suoi occhi si posarono su James. E voi?
Lui scosse la testa. No, nulla. E il mio cavallo non si  agitato affatto.
Henrietta annu. E, tuttavia, Marie ha nitrito come se soffrisse, poi si  imbizzarrita e si  messa a galoppare all'impazzata. Pos la tazza sul piattino e represse chiaramente un brivido. In campagna sarebbe stato terribile comunque, ma in qualche modo l'avrei fermata. Ma sulle strade di citt...
James guard la sua tazza di t e si disse che non era il caso di far sapere a tutti quanto vicina fosse stata la tragedia. Con i carri e i carretti che riempivano le strade, i garzoni che scaricavano le merci... se una carrozza fosse arrivata dalla parte opposta, l'impatto sarebbe stato inevitabile.
Alz la tazza, bevve un sorso e lanci a Henrietta una nuova occhiata, felice di vederla sdraiata sul divano, felice che fosse sana e salva anche se molto scossa.
Piano piano stava riprendendo colore e il suo sguardo si faceva attento mentre ascoltava la madre e la sorella parlare delle sue condizioni.
Lui si un alla discussione quando il discorso pass al tempo necessario per recuperare le forze, un argomento che Henrietta chiaramente non gradiva. Ma Lady Louise stabil perentoria che per quella mattina la figlia doveva riposare. Pienamente concorde, James si sent tranquillizzato ancor di pi. Potendo, l'avrebbe avvolta nella proverbiale bambagia per poi portarla via e nasconderla, tenendola fuori dalla portata di chiunque fino a quando non avesse placato la protettiva agitazione che gli formicolava sottopelle, rendendolo ansioso e preoccupato. Ma, a quanto pareva, ci avrebbero pensato Miss Mary e Lady Louise al posto suo.
Hannah, che si aggirava nella stanza, sugger un bagno caldo, visto che Henrietta non sarebbe pi uscita quella mattina. Lei approv e James tir un nuovo sospiro di sollievo: a quanto pareva, prendeva seriamente il bisogno di riposare e di recuperare le forze.
E dopo il bagno cominceremo a preparare i bagagli per la festa degli Ellsmere disse Henrietta mentre la cameriera si muoveva verso la porta.
S, signorina. Hannah esegu la riverenza e apr. Mander un valletto a prendere il vostro baule e la cappelliera nel ripostiglio.
James guard allibito la porta che si chiudeva, poi si volt, dapprima verso Mary e Lady Louise che continuavano a sorseggiare imperturbate il loro t, poi verso Henrietta. Non ditemi che intendete partire comunque per Ellsmere Grange?
Allargando gli occhi, Henrietta lo guard. S, certo gli rispose, vagamente sorpresa. Perch non dovrei?
Forse perch avete appena visto la morte in faccia? James dovette mordersi la lingua per non ricordarglielo; le incaten lo sguardo e disse invece: Viste le circostanze, ritengo che sarebbe meglio per voi riposare qualche giorno, in modo da riprendervi pienamente.
Henrietta storse le labbra esasperata, come se si aspettasse di meglio da lui. Non mi sono fatta nulla. Oggi pomeriggio mi sar ripresa alla perfezione e non c' alcun bisogno di partire troppo presto. Ellsmere Grange  solo in Essex, dopotutto.
S, ma... James si accigli. Qualche giorno prima avevano deciso di recarsi a Ellsmere Grange per infoltire il suo elenco di potenziali candidate prima di passare alla fase successiva. Ma adesso che quell'obiettivo non esisteva pi, sembrava scontato che quel breve periodo lontano dal trambusto del ton sarebbe servito per approfondire ci che stava fiorendo tra di loro. Tuttavia, l'apprensione per le condizioni di Henrietta tacitava qualunque considerazione sull'urgenza di trovar moglie, per quanto pressante fosse. Pos la tazza e torn a incontrare gli occhi di lei. Per me, non c' alcun bisogno di partire. E qualche giorno di riposo vi ridoner l'energia necessaria per partecipare con successo agli eventi successivi.
L'espressione di Henrietta si fece caparbia. L'energia mi sta gi tornando, come potete vedere. Certo,  stato un terribile incidente, ma per fortuna senza gravi conseguenze. Mi dimostrerei debole e patetica se permettessi allo spavento di bloccarmi in casa per pi di qualche ora. Inoltre... concluse, lanciando un'occhiata alla madre, Lady Ellsmere ci sta aspettando.  troppo tardi per mandare le nostre scuse e rinunciare.
James guard Lady Louise, aspettandosi - o almeno augurandosi - un fermo supporto.
Sia la nobildonna sia Mary avevano continuato a sorseggiare tranquillamente il loro t, seguendo in silenzio la discussione tra lui ed Henrietta. D'un tratto, Lady Louise pos la tazza sul piattino e afferm: Concordo con Henrietta. Incontr lo sguardo di James e i suoi occhi si riempirono della gentilezza e della comprensione che ne facevano una dama di gran classe. Sarei davvero sorpresa se una delle mie figlie necessitasse di giorni e giorni per riprendersi da un incidente come questo. Ed Henrietta ha ragione a dire che  troppo tardi per rinunciare, anche perch non ha nulla che possa giustificare una simile decisione, neppure un livido. Quindi, una rinuncia all'ultimo minuto potrebbe offendere gli Ellsmere e dato che sono certa che neppure voi volete una cosa del genere, almeno lei dovr partecipare come annunciato. Nonostante il tono gentile, puro acciaio riempiva quelle parole. Lady Louise sostenne per un attimo lo sguardo di James, poi corrug la fronte. Pertanto, visto che lei parteciper, posso dormire tranquilla sapendo che voi l'accompagnerete?
James non si volt, ma sentiva su di s tutto il peso dello sguardo di Henrietta. Tuttavia continu a guardare gli occhi azzurri di Lady Louise, cos simili a quelli della figlia, poi strinse le labbra e capitol. S, milady, naturalmente. Solo allora guard Henrietta, venendo ringraziato con un bel sorriso. Bah, almeno l'aveva resa felice.
E, apparentemente, la sua capitolazione aveva reso felice anche Mary. Il sorriso che gli rivolse era abbagliante.
Sentendosi insicuro e assai frustrato, decise che una ritirata strategica fosse la cosa pi saggia in quel momento. Si alz, si inchin educatamente a Lady Louise, poi guard Henrietta. Dopo quel bacio nella pubblica via, gli sarebbe piaciuto parlare in privato con lei - giusto una parola, una carezza, magari un altro bacio - ma al contempo non voleva rischiare di agitarla ancora. Chin la testa e disse: Ci vediamo a Ellsmere Grange nel pomeriggio.
Lei tese la mano, il volto all'ins, l'espressione rilassata e piena di gratitudine. Ottimo. E grazie di nuovo. Non oso pensare a cosa poteva succedere se stamattina non mi aveste raggiunta al tracciato.
Neppure lui osava, ma, per quanto ci provasse, quel pensiero era impresso nella sua mente. In ogni caso le prese la mano, esegu un perfetto inchino e poi la lasci, salut Mary e usc dal salottino.
Henrietta lo guard allontanarsi. Sapeva bene di non doversi sentire cos eccitata per ci che era accaduto subito dopo un incidente che poteva ucciderla, ma ci che era emerso dalla reazione di James - quel bacio cos ardente a cui si erano abbandonati in mezzo alla strada, che grazie a Dio non era stato visto da nessuno di socialmente rilevante - valeva pi di mille parole. In quel momento, ci che stava nascendo tra di loro era esploso come una vampata, cos sentito, cos vero, da sfuggire a ogni controllo. Saperlo, averne preso coscienza, valeva quasi il terribile spavento che si era presa.
Dopotutto, ne era uscita senza un graffio.
Torn a guardare la madre, che la studiava perplessa, e le sorrise rassicurante. Sto bene, credetemi.
Le labbra di Lady Louise si piegarono con quella profonda comprensione che solo una madre possedeva. Si direbbe di s. Ma adesso sali ed entra nella vasca, poi faresti bene a riposare. Io e Mary usciremo a pranzo, ma torneremo a casa nel primo pomeriggio.
Una volta uscito dal salottino, James si ferm nell'atrio e cerc Hudson, il maggiordomo. Sapete se lo stalliere  riuscito a prendere la giumenta di Miss Cynster?
S, signore. Gibbs l'ha raggiunta dalla parte opposta di Grosvenor Square grazie ad alcune carrozze che si sono messe di traverso per bloccarla.
Quindi adesso  nelle scuderie?
S, signore.
Potreste indicarmi dove si trovano?
Il maggiordomo lo condusse sul retro della casa, dove si estendeva un ampio maneggio. James vide le scuderie e quando le raggiunse trov il capo stalliere, un uomo anziano ed esperto, che conduceva al passo la giumenta sulle pietre del selciato. Il cavallo appariva di nuovo placido e lo stalliere studiava attentamente le zampe, cercando di capire se avesse riportato traumi o fratture.
Con le mani infilate in tasca, James si ferm dietro di lui. Buongiorno. Hudson mi ha detto dove trovarvi. Cavalcavo con Miss Cynster stamattina. Sono un amico di Simon.
Ah, s. Lo stalliere si volt. Voi siete il gentiluomo che ha salvato la nostra Henrietta afferm, annuendo con rispetto. Avete la gratitudine dell'intera servit, signore. Miss Henrietta  un'ottima cavallerizza, ma da quanto ci ha spiegato Gibbs, non sarebbe mai riuscita a controllare questo povero cavallo.
 vero. Miss Cynster per mi ha spiegato che la giumenta viene dalle scuderie di suo cugino Demon, e devo ammettere che questo m'incuriosisce ancor di pi afferm, indicando il cavallo con un cenno. Non ha dato alcun segno di nervosismo per tutta la galoppata ma poi, mentre tornavamo a casa, si  imbizzarrita all'improvviso. E dato che non posso credere che un allevatore come Demon possa mai dare alla cugina un cavallo dal carattere bizzoso, non riesco a spiegarmi cosa possa essere successo per spaventarla in quel modo.
Il volto dello stalliere si scur. Avete ragione a sospettare qualcosa, signore, e vi dir che dopo averle dato una buona occhiata, non mi sorprende che Marie si sia imbizzarrita cos. Muovendo verso il posteriore del cavallo, l'uomo alz un lembo della coperta gettata sul dorso. Guardate cosa le ha fatto qualche bastardo.
James studi il punto indicato dallo stalliere e vide una piccola ferita ancora sanguinante. Gli fu necessario giusto un attimo per capire cosa significasse. Un dardo?
Lo stalliere annu cupo sotto il suo sguardo incredulo. S. Non pu trattarsi d'altro. Qualche stupido in vena di scherzi pesanti, immagino. Tirare un dardo e ridere con gli amici mentre il cavallo sbalza di sella la bella signorina. Una sorta di ringhio gli sfugg. Se io o i miei stallieri gli mettiamo le mani addosso, non rider pi per un bel pezzo.
No davvero. Ma, prima, ci avrebbe pensato lui a dargli una lezione. Soffocando la violenta rabbia che all'improvviso l'aveva assalito, James annu allo stalliere. Grazie per avermelo mostrato. Immaginavo che dovesse trattarsi di qualcosa del genere.
Si salutarono con una calorosa stretta di mano, poi James si avvi.
Mentre tornava indietro, storse le labbra chiedendosi... ma, in effetti, non c'era motivo di supporre che quel dardo fosse stato tirato proprio alla giumenta di Henrietta e non, come affermava lo stalliere, al primo cavallo che passava montato da un'elegante signorina.

7.

James part da Londra nel primo pomeriggio sul suo calesse e in breve tempo raggiunse Ellsmere Grange. Dopo un caloroso saluto a Lord e Lady Ellsmere, buoni amici dei suoi genitori, gli venne mostrata la sua stanza, poi scese in salotto per unirsi agli altri ospiti.
Miss Violet Ellsmere, la figlia dei padroni di casa, si era recentemente fidanzata con il Visconte Channing. James lo conosceva da anni e approfitt dell'occasione per punzecchiarlo un po' sulla libert che presto avrebbe perduto. Il visconte, per, pur stando allo scherzo, non perse mai l'espressione soddisfatta del gatto ben pasciuto.
Questo rese James ancora pi inquieto, spingendolo a tenere costantemente d'occhio il cortile della villa mentre si aggirava tra gli ospiti.
Finalmente, una carrozza nera imbocc lo sterrato che conduceva alla grande dimora patrizia, ed era la carrozza giusta, condotta dal cocchiere dei Cynster che lui riconobbe subito. Quando il veicolo si ferm sulla ghiaia del cortile, stava gi scendendo dalla veranda e faceva cenno ai valletti di spostarsi mentre raggiungeva lo sportello.
L'apr ed Henrietta lo guard sbattendo gli occhi, poi sorrise. Un sorriso sincero, radioso, felice; non sembrava soffrire in alcun modo degli effetti della terribile avventura di quella mattina.
Gli porse la mano e lasci che lui l'aiutasse a scendere. Grazie. Quando James le offr il braccio, lo prese con una risata. Non ditemi che intendete monopolizzarmi!
James rise a sua volta. Certo. Perch credete che sia venuto fin qui?
La calda risata di Henrietta lo spinse a sorridere ancor di pi mentre l'accompagnava in casa.
Segu il consueto giro di saluti, poi Violet condusse Henrietta di sopra per mostrarle la sua camera. Presto per tornarono in salotto, sedendosi con James e Channing.
Per un po' i quattro restarono in disparte a chiacchierare, mentre il resto della compagnia andava e veniva attorno a loro. Poi fu servito il t del pomeriggio, con i pasticcini che vennero consumati fino all'ultima, saporita briciola, e l'intera compagnia prese a scambiarsi commenti sulle ultime vicende che avevano animato il ton.
Gli ospiti continuavano ad arrivare; quando suon il gong che annunciava l'ora di cambiarsi per la cena, James ne aveva contati almeno venti, pi i padroni di casa, la figlia e Channing. Tutti coloro che si trovavano in salotto si alzarono e in piccoli gruppi si diressero verso le scale.
James accompagn Henrietta e scopr che le avevano assegnato una camera nel corridoio a sinistra delle scale, la terza porta sulla destra. Dopo averla salutata sulla soglia, torn indietro di buon passo puntando verso la propria camera, che si trovava quasi alla fine dell'ala opposta.
Mentre si lavava e si cambiava, pens a come sfruttare la serata e concluse che la cosa migliore fosse improvvisare. Infatti, se da un lato voleva farsi avanti e assicurarsi che Henrietta accettasse di sposarlo - un impulso che si era fatto ancora pi forte dopo l'incidente di quella mattina - dall'altro provava il basilare desiderio di darle tutto ci che una giovane signora come lei poteva desiderare, tra cui un vero e proprio corteggiamento.
Abbiamo due giorni pieni borbott tra s, alzando il mento per annodarsi la cravatta. Anche se era essenziale che si sposassero entro la fine del mese, mancavano ancora venticinque giorni. Lei vorr certamente un po' di tempo per godersi il fidanzamento prima di recarci all'altare e io posso permettermi qualche giorno di corteggiamento. Non c' alcun bisogno di affrettarsi. N tantomeno di farle pressioni perch lui aveva fretta a causa di una scadenza fissa.
Con quella decisione ben chiara in mente, scese le scale e raggiunse il salotto. Vi trov soltanto gli uomini; nessuna signora aveva ancora fatto la sua comparsa. Si un a Channing, Percy Smythe e Giles Kendall e venne presto coinvolto in una discussione sull'argomento che da sempre catturava l'attenzione di ogni gentiluomo: i cavalli.
Cinque minuti dopo, entr Rafe Cunningham. Si guard attorno, esit, poi raggiunse James e gli altri.
Che splendida sorpresa, vecchio mio! Channing strinse calorosamente la mano di Rafe. Non mi aspettavo di vederti qui.
L'altro si strinse nelle spalle. Lady Ellsmere  la mia madrina spieg, guardando James e annuendo. Glossup.
James lo salut a sua volta, chiedendosi se sbagliava a pensare che vi fosse una vaga animosit nell'occhiata di Rafe. Anche Miss Fotherby faceva parte degli ospiti espressamente invitati dagli Ellsmere? Lui non l'aveva vista, ma d'altro canto non aveva notato neppure Rafe fino a quel momento.
Dopo un po' cominciarono a entrare le dame. James fu alquanto compiaciuto quando, dopo aver lasciato il gruppo per vedere a che punto fosse Henrietta, se la ritrov davanti a met strada. Si salutarono in privato con un sorriso, poi entrarono in sala per conversare con gli altri ospiti. Restando sempre insieme, chiacchierarono con Miss Findlayson e Miss Moffat e vennero presto raggiunti da Channing e da Violet.
Miss Fotherby, not James, fece il suo ingresso giusto qualche minuto prima che la cena venisse servita. Ancor pi rivelatore fu il modo in cui si guard attorno non appena entr in salotto: quando vide Rafe Cunningham, intento a studiarla dalla parte opposta dell'ampia stanza, trasal e non si mosse. Per un attimo parve un cerbiatto pronto a balzare per sfuggire a un cacciatore, ma poi distolse rigidamente lo sguardo e, pallida in volto, attravers decisa la sala per parlare con Lady Ellsmere.
Anche Henrietta aveva visto Miss Fotherby. Si volt verso James e alz un sopracciglio.
Prima che lui potesse commentare, il maggiordomo di Sua Signoria comparve sulla porta per annunciare che la cena era servita. Lady Ellsmere richiam l'attenzione collettiva per spiegare che non erano previste formalit a tavola. Per l'intera durata del loro soggiorno, sarebbero stati gli ospiti a decidere dove sedersi e quindi facevano bene a scegliere con cura i loro vicini. Tutti risero, felici di compiacere la padrona di casa, tranne Miss Fotherby. Ma Robert Sinclair si fece avanti per offrirle il braccio e lei accett prontamente la sua scorta.
A braccetto di Henrietta, James inclin la testa per sussurrarle: Visto che si trova qui, sarebbe giusto che le spiegassi quanto prima cosa ho deciso riguardo alla sua... ehm, proposta.
Senza distogliere lo sguardo dal silenzioso scambio che pass tra Rafe e Miss Fotherby nonostante si trovassero in gruppi diversi, Henrietta annu. Credo che sia il caso, ma temo che dovrete aspettare domattina. Se la serata segue il solito programma, dopo cena suoneremo e canteremo, o magari organizzeremo una recita.
James abbass il capo in segno di accettazione.
Dopo essersi seduta di fianco a lui, Henrietta si ritrov ad apprezzare la serata pi di quanto immaginasse, sicuramente pi di quanto fosse solita apprezzare quel genere di eventi. Negli anni aveva partecipato a molte feste in casa, ma in tutte mancava... un protagonista. Qualcuno che catturasse la sua attenzione, un perno attorno a cui ruotare. Era quella la differenza, cap lanciando una rapida occhiata a James che parlava con Violet, seduta due posti pi in l. Trovarselo accanto cambiava il modo in cui lei percepiva le cose; le conversazioni, gli scherzi, le battute sembravano pi acute e divertenti se viste nell'ottica ampliata delle reazioni di James, oltre alle proprie.
Come capacit di visione, James le apriva decisamente gli occhi. Mai prima d'allora si era guardata attorno pensando a come il mondo, o meglio il mondo che lei conosceva, venisse visto e affrontato da qualcun altro.
Questo, si disse sorridendo e spostandosi per sentire meglio ci che Miss Hendricks voleva dirle, era il vero significato del formare una relazione: apprendere e immedesimarsi nei sentimenti e nelle esperienze reciproche. Presumibilmente era ci che implicava l'affettuosa definizione la mia met. Era quindi felice di aver incluso la festa in casa degli Ellsmere nell'elenco degli eventi utili. Anche se avevano sospeso la ricerca di candidate, quello era l'ambiente ideale per permettere a lei e a James di trascorrere del tempo insieme e conoscersi pi a fondo di quanto fosse possibile negli affollati saloni del ton. Qui, avrebbero avuto tutto il tempo di passeggiare e chiacchierare senza limiti o riserve, e senza l'onnipresente minaccia di venire interrotti. Quando i valletti presero a sparecchiare e la compagnia si alz, Henrietta si rese conto di guardare ai prossimi giorni con fervida anticipazione.
Come previsto, su invito di Lady Ellsmere l'intero gruppo si trasfer nell'ampio auditorium dalla parte opposta dell'antica villa. Qui trascorsero diverse ore deliziose esibendosi in canzoni e ballate. Miss Fotherby fu una delle prime a sedersi al pianoforte e cant una ballata con la sua voce dolce e acuta. Dopo un po' fu Rafe Cunningham a cantare, accompagnato al piano da Miss Findlayson; la sua voce baritonale, ricca e profonda, lasci tutti senza parole. Poi Giles Kendall si un a Rafe, facendogli da tenore in una nuova composizione che risult senza dubbio la migliore della serata. Poco dopo fu Henrietta a sedersi al pianoforte. Cant una commovente ballata campagnola, seguita da un duetto con James; poi Violet e Channing si unirono a loro per una divertente rielaborazione a quattro di un'antica canzone di pastori, una lunga e ripetitiva, sottilmente ironica composizione di cori con strofe di straordinaria lunghezza.
Era senza fiato, come peraltro gli altri tre, quando arrivarono finalmente all'ultimo, armonioso accordo. Il pubblico si produsse in un applauso lungo e sincero, poi Lady Ellsmere fece preparare il t.
Dopodich, la serata si concluse e gli ospiti si avviarono in piccoli gruppi lungo i corridoi e verso la scala. Mentre saliva con James, Henrietta gli sorrise e mormor: Ho completamente dimenticato la terribile avventura di stamani.
Lui la studi. Nessuna conseguenza?
Henrietta scosse la testa. No, nessuna. Mi sono ripresa completamente e questa serata  stata... proprio la distrazione che ci voleva.
Ne sono felice. Raggiunsero il pianerottolo e James esit. Le signore si avviavano in gruppetti di due o tre lungo il corridoio sulla sinistra, mentre gli alloggi dei gentiluomini si trovavano nell'ala opposta. Prese la mano di Henrietta e, guardandola negli occhi, si port alle labbra le piccole dita per poi sfiorarle con un bacio. Bene, vi auguro buonanotte e buon riposo. A domani.
Lei reag con un luminoso sorriso, poi gli strinse leggermente le dita e ritir la mano. A domani mormor, guardandolo negli occhi per un istante ancora prima di inclinare la testa e accennare a voltarsi. Buonanotte.
James la guard allontanarsi, poi segu gli altri gentiluomini lungo il corridoio che conduceva alle loro camere. Quando raggiunse la porta della propria stanza, sent qualcuno guardarlo, avvert il peso della lunga occhiata che gli stava lanciando alle spalle. Si ferm, strinse la maniglia e si volt.
Rafe Cunningham lo studiava immobile da una porta aperta poco distante.
La luce era troppo fioca per distinguere la sua espressione, ma se proprio doveva esprimere un parere, James avrebbe detto che la confusione dominava. Rafe, cap in quel momento, doveva aver assistito al congedo tra lui ed Henrietta.
Apr la porta, entr e la richiuse. Ma poi si ferm, chiedendosi se doveva parlare a Rafe adesso e alleviare un po' il tormento di quel povero diavolo, almeno per quanto riguardava le sue intenzioni con Miss Fotherby. Era chiaro infatti, a giudicare da quegli episodi, che Rafe era venuto a conoscenza della proposta che lei gli aveva fatto.
Ci pens su per un po', ma poi la certezza di cosa avrebbe detto Henrietta se le avesse chiesto un parere al riguardo decise la faccenda. Il suo consiglio, senza dubbio, sarebbe stato di parlare prima a Miss Fotherby, lasciando cos a lei la responsabilit di spiegarsi o meno con Cunningham.
Si tolse la giacca pensando agli scenari che potevano derivarne e decise che, dopo aver parlato a Miss Fotherby, si sarebbe spiegato anche con Rafe, se lui avesse deciso di affrontarlo. Cunningham aveva un gancio sinistro di tutto rispetto e l'idea di mostrarsi con un occhio nero a Lady Ellsmere, per non parlare di Henrietta, non suscitava certo i suoi entusiasmi.
Mentre si infilava sotto le coperte, la comprensione per Rafe e il dilemma in cui si trovava si mutarono in un esame della propria situazione. Da un lato, voleva dare a Henrietta la gioia di un corteggiamento vero e proprio. Aveva ventinove anni, dopotutto, ed era logico pensare che aspettasse da tempo la sua entrata in scena. Lui le era immensamente grato per questo e quindi sembrava giusto che facesse del suo meglio per corteggiarla degnamente.
Al contempo, per, voleva parlarle. Perch per quanto lo riguardava, la tremenda avventura di quella mattina non era affatto dimenticata, bens si era tramutata nell'inatteso bisogno di dire le cose a voce alta, di avanzare una pretesa verbale. E pur sapendo che era troppo presto per una dichiarazione vera e propria, per qualche misteriosa ragione i suoi istinti da predatore si erano accesi, incitandolo rabbiosamente a fare come minimo una dichiarazione d'intenti.
Perch era cos importante per la sua parte pi profonda dirle adesso a chiare lettere che voleva renderla sua moglie restava un mistero. Si mise a letto, chiuse gli occhi... ma, prima di addormentarsi, si chiese per quanto ancora pensava di resistere a un impulso che lo stava rapidamente travolgendo come un'onda di marea.
La colazione della mattina dopo fu un evento assai piacevole. Gli ospiti avevano cominciato a scendere in sala da pranzo fin dalle otto del mattino. Sulla credenza sistemata contro una parete troneggiava una serie di vassoi d'argento e scaldavivande che offrivano un po' di tutto, dalle uova sode al bacon, dalle salcicce al riso con pesce cucinati alla scozzese, oltre a un vassoio colmo di spezzatino di montone, prosciutto e sedano che sembrava essere una specialit locale.
James scese ragionevolmente presto, si riemp il piatto con svariate leccornie e poi si sedette accanto a Channing a met del lungo tavolo. Subito venne coinvolto in una discussione tra Percy Smythe e Dickie Arbiter su chi producesse le migliori pistole, con Dickie che magnificava le pistole americane e Percy che esponeva le virt degli armaioli inglesi.
Quando gli venne chiesto un parere, James concesse molto ai nuovi meccanismi sviluppati dagli americani, ma diede comunque il voto ai produttori inglesi. Pi che altro per l'estetica. Guard Dickie e aggiunse: Suppongo che abbiate visto una pistola inglese.
Percy ridacchi e annu, mentre Channing scoppiava nella sua solita, roboante risata.
Altri arrivarono e poi Henrietta fece la sua comparsa accompagnata da Miss Hendricks e Violet. Erano le prime del contingente femminile, ma altre gentildonne le seguirono presto e con le loro voci squillanti diedero un altro tono alla conversazione, arricchendola con nuovi argomenti.
James guard Henrietta mentre si serviva al buffet; quella mattina indossava una veste da passeggio giallo oro che, almeno ai suoi occhi, la rendeva luminosa come un raggio di sole estivo. Non appena la vide voltarsi, si alz e spost la sedia accanto a s; con un sorriso, lei accett il tacito invito e gli permise di tenerle la sedia mentre si accomodava.
Anche Channing si era alzato e teneva la sedia a Violet, mentre, sul lato opposto del tavolo, Percy faceva lo stesso per Miss Hendricks.
Anche le altre ospiti si sedettero e la conversazione and presto all'argomento che interessava a tutti loro, ovvero cosa fosse stato organizzato per passare una piacevole giornata in compagnia.
Abbiamo pensato di trascorrere la mattina a casa: una partita a croquet per coloro che vogliono sgranchirsi le gambe nel parco, un torneo di biliardo per i gentiluomini che lo preferiscono, e poi c' la biblioteca se qualcuno vuole leggere, oppure i tavoli all'aperto per stare semplicemente all'aria fresca. Come figlia unica, Violet aveva collaborato strettamente con la madre per stilare il programma di quelle due giornate. Dopo pranzo, invece, proporrei una piacevole gita nei boschi fino alle rovine.
Rovine? chiesero insieme Miss Hendricks e Dickie Arbiter. Si lanciarono un'occhiata perplessa, poi si voltarono verso Violet per un chiarimento.
Sono le rovine del monastero di cui faceva parte anche la villa quand'era solo una fattoria spieg Violet. Sono molto antiche, nessuno sa esattamente a quando risalgano, ma sono tanto vecchie da essere semisepolte. Non temete, non dovremo esplorare delle caverne n fare nulla di complicato: quelle che noi chiamiamo le rovine sono le mura, i porticati, gli altari e via dicendo che sono ancora visibili accanto a un'altura. Dio solo sa cosa nasconda il terreno, ma gran parte delle mura  coperta di muschio e alcuni tratti da grandi edere. Sorrise a Miss Hendricks.  un luogo molto suggestivo.
Anche i boschi sono antichi intervenne Channing. Grandi querce secolari e quel genere di cose. La passeggiata  facile e il sentiero abbastanza pianeggiante. Lanci un'occhiata lungo il tavolo, a Lady Ellsmere che sedeva con le amiche, tutte assai avanti con gli anni, e aggiunse: Anche le signore di una certa et non avranno difficolt a percorrerlo, ma bisogna camminare per qualche miglio. Ci vorr almeno mezz'ora per raggiungere le rovine e altrettanto per tornare, per cui lascio a voi la scelta se venire o meno.
Miss Hendricks pareva decisamente entusiasta. Sembra davvero una splendida escursione.
Mmh. Dickie cattur lo sguardo di Miss Hendricks. Ho sempre avuto un debole per le antichit. Contate pure su di me.
L'intero gruppo espresse l'intenzione di partecipare, poi Violet continu. Stasera invece, come forse avete immaginato, vi sar un ballo. Non aspettatevi un grande evento, abbiamo pensato a qualcosa di rilassante visto che, dopotutto, non siamo a Londra. Ma ci sar un'orchestra e quindi danzeremo; abbiamo invitato anche alcuni vicini, cos ci sar gente nuova da conoscere.
Ottimo! Percy si produsse in un sorriso estasiato. Sembra proprio la mia giornata ideale.
Dato che Percy era un noto vagabondo, almeno a livello sociale, tutti risero e concordarono con lui.
Finirono la colazione e poi si alzarono, con le gentildonne che si diressero verso le portefinestre aperte sulla terrazza soleggiata e i gentiluomini che le seguivano con calma.
Fermandosi per lasciare a Violet la testa del gruppo, Henrietta lanci un'occhiata agli ospiti ancora seduti. Miss Fotherby era con Miss Findlayson e Miss Moffat, che chiacchieravano allegramente tra loro, ma aveva un'aria molto tormentata. Mentre la studiava, la vide voltarsi verso Rafe Cunningham, che occupava ancora il posto accanto a Giles Kendall. Rafe non fingeva neppure di ascoltare Giles o Robert Sinclair, seduto di fronte a loro: guardava Miss Fotherby stringendo le labbra.
Quando James la raggiunse, Henrietta gli sorrise, si volt e usc con lui in terrazza.
Trovare Rafe tra gli ospiti non la sorprendeva, visto che era legato agli Ellsmere. Miss Fotherby, per contro, era apparsa stupita, persino incredula quando se l'era ritrovato davanti. Ma sua zia, aveva appreso il giorno prima, era una grande amica di Lady Ellsmere, il che suggeriva che la povera ragazza fosse stata in qualche modo indotta a partecipare e che le due anziane gentildonne fossero in combutta per favorire la sua rappacificazione con Rafe.
Questo significava che nessuna delle due sapeva della proposta di Miss Fotherby a James.
Gli ospiti avanzavano sparsi, camminando e chiacchierando al sole del mattino. Quando raggiunsero la scala che conduceva a un piccolo parterre, Channing porse il braccio a Violet. Lei lo strinse e scesero insieme. James fece lo stesso con Henrietta, che infil le dita nell'incavo del gomito e accett il suo aiuto per scendere i tre scalini...
Chiedendosi intanto se doveva domandargli che cosa intendesse fare con Miss Fotherby.
A causa dell'incidente con Marie non erano ancora riusciti a parlare, a scambiare le impressioni e i punti di vista su ci che stava chiaramente nascendo tra di loro. Miss Fotherby, per, necessitava una risposta, tanto da chiederla espressamente entro qualche giorno, ed esisteva un motivo, una giustificazione, per non dirle come stavano le cose?
Ponder la questione anche mentre passeggiavano nel giardino delle rose, respirando l'aria pura della campagna e parlando e ridendo con gli altri. Alla fine decise che non avrebbe fatto pressioni a James in alcun modo. Anche lui si rendeva conto di dover risolvere quella situazione ed era l'unico a poter dare a Miss Fotherby la risposta che chiedeva.
Dopo un po', presero il vialetto che conduceva al campo di croquet. Il sole si era fatto abbastanza caldo da asciugare l'erba e rapidamente sistemarono gli archetti e i picchetti e distribuirono le mazze. Poi arriv il momento di formare le squadre e mettersi d'accordo sulle regole; alla fine decisero di giocare a coppie, in gironi a punti in cui l'ultima coppia veniva eliminata. A nessuno interessava il fatto che probabilmente non sarebbero riusciti a finire la gara: non importava vincere, ma stare insieme e divertirsi.
Pass quasi un'ora. Per la maggior parte, le giovani signore e i gentiluomini avevano raggiunto il campo da croquet per unirsi alla competizione, mentre le gentildonne pi anziane si erano accomodate sulle sedie da giardino disposte sotto gli alberi e seguivano il gioco con un sorriso sulle labbra. James, fermo con Henrietta a lato del campo in attesa del loro turno, vide Miss Fotherby venire verso di lui marciando a testa bassa. Prima, Rafe le aveva chiesto di far coppia, ma la caparbia signorina si era voltata senza rispondergli per poi scegliere Giles Kendall.
Attesero che si avvicinasse, poi James la chiam: Miss Fotherby?. Quando, sorpresa, lei si ferm e alz lo sguardo, le sorrise. Mi chiedo se possiamo scambiare due chiacchiere in privato disse, inclinando la testa per rimarcare il fatto che in quel punto piuttosto isolato nessun altro poteva sentirli.
Miss Fotherby tir un respiro teso e annu. S, certo. Ma la sua espressione rest angosciata; si guardava continuamente attorno e sembrava distratta da qualcosa.
James si accigli; sent che anche Henrietta, in piedi accanto a lui con le mani appoggiate sulla mazza, era perplessa dall'atteggiamento della giovane. Riguarda la proposta che mi avete fatto sulla terrazza di Lady Hollingworth.
Miss Fotherby si volt verso di lui e lo guard stupita, come se ricordasse solo allora, come se quella faccenda le fosse uscita di mente il giorno dopo. Oh. Ah, s. Un vago rossore le color le guance. Quella  stata...
James si sent costretto a interromperla, se non altro per porre fine a una situazione imbarazzante. Ho scoperto che il mio interesse va altrove, una cosa che allora non avevo compreso. Pertanto, vi ringrazio ma non cerco pi un... matrimonio di convenienza.
Miss Fotherby sbatt gli occhi, poi il suo sguardo sembr farsi presente. Guard James come se l'avesse visto solo allora, poi studi Henrietta e le sue labbra si piegarono in un fugace sorriso. Capisco. Vi ringrazio per avermi parlato con tanta chiarezza e, anche se forse non mi crederete, vi auguro ogni bene. Per si stava gi voltando. E adesso, con permesso... Senza neppure attendere la risposta, salut con un cenno e continu per la sua strada.
Questa poi! Stupefatta, Henrietta guard la giovane gentildonna allontanarsi. Mi aspettavo ben altro, devo ammetterlo.
Oh, non saprei. James aveva visto Rafe avanzare rapidamente lungo il lato opposto del campo. Ho il sospetto che Miss Fotherby si senta quantomeno assediata, in questi giorni.
Henrietta segu lo sguardo di James e sbuff. Solo Dio sa come andr a finire.
In ogni caso disse lui, rivolgendole un sorriso, adesso la questione riguarda solo loro due. Cosa che, vi confesso, mi toglie un gran peso dalle spalle.
Glossup! Miss Cynster! Tocca a voi annunci Channing dal picchetto di partenza.
Agitando la mano in risposta, Henrietta alz la mazza e si incammin con James verso l'inizio del percorso. Finch giochiamo a croquet non riusciremo mai ad avere un momento per parlare, vero?
James sorrise. Ne dubito. Ma avremo tempo a sufficienza e comunque limitiamoci a prendere queste giornate come vengono. Le cattur lo sguardo e il sorriso si approfond. Non c' tutta questa fretta, in fondo.
Henrietta lo guard perplessa. Suppongo che abbiate ragione. Guard avanti, diede un colpo di mazza a titolo di prova e disse: Bene, adesso vediamo se riusciamo a eliminare anche Dickie e Miss Hendricks.
Con una risata, James le fece cenno di precederlo.
Come chiunque poteva prevedere, la campana che annunciava il pranzo richiam tutti a casa quando la partita era a met, quindi incompleta e senza vincitori. Gli ospiti sedettero allegramente a tavola e, mentre mangiavano, i giocatori magnificarono le loro prestazioni tra i chiassosi commenti degli altri e fornirono opinioni molto controverse su chi avrebbe vinto.
Dopo pranzo, le signore chiesero mezz'ora di tempo per ritirarsi in camera e scegliere i cappellini, gli spencer e gli scialli. Poi la comitiva si radun in terrazza e part in buon ordine per le rovine, guidata da Violet e da Channing.
Una simile gita in campagna era normale in qualunque festa in casa bene organizzata. Anche le gentildonne e i gentiluomini pi attempati si unirono al gruppo, fermandosi per quando raggiunsero il lago. I pi giovani proseguirono nel bosco, mentre gli anziani si accontentarono di una rilassante passeggiata attorno al placido specchio d'acqua per poi rientrare.
Il sentiero procedeva ampio e serpeggiante fra grandi querce secolari. Uno spesso e scricchiolante strato di foglie copriva il terreno e anche se il sole si insinuava spesso tra i rami frondosi e l'aria sui prati era calda e asciutta, il fresco del bosco si faceva sentire nei tratti in ombra e il ricco, penetrante odore della terra umida e del fogliame in decomposizione si diffondeva dal sottobosco, misto all'aroma di fiori e nuove piante. Il muschio copriva i tronchi come un tappeto verde, ammorbidendo i contorni delle rocce grigie che spuntavano qua e l.
Come annunciato da Channing, il tragitto era quasi pianeggiante, con una leggera pendenza verso il basso che sembrava condurli, in un modo persino ingannevole, sempre pi in profondit nella foresta. La comitiva, prima unita, si divise in piccoli gruppi che procedevano in ordine sparso. Gli argomenti di conversazione divennero pi leggeri; qualcuno si ferm per studiare gli uccelli che cantavano dai rami, altri per osservare le piante o godersi il panorama. Alla fine, anche i gruppi si spezzarono in coppie che passeggiavano amabilmente.
Pass pi di mezz'ora prima che Violet e Channing sparissero dietro un'ampia curva del sentiero. Distanti solo pochi passi, James ed Henrietta svoltarono subito dopo e le rovine comparvero davanti a loro. Entrambi si fermarono, contemplando con occhi sempre pi grandi le mura alte e cadenti del convento, coperte di muschio, punteggiate di licheni o avvolte da fitti rampicanti, per poi guardare oltre, verso l'ampia distesa di resti spesso integri che indicavano gli interni veri e propri.
Henrietta prese James a braccetto; il freddo che veniva dalle ombre e senza dubbio da quell'inquietante distesa di pietre le aveva mandato un brivido lungo la schiena e cos si avvicin, cercando il calore di lui.
James si volt e sorrise, coprendo con la mano le piccole dita di Henrietta che gli stringevano la manica. Poi guard dietro di lei e la spost a lato del sentiero, perch altri stavano arrivando e come loro si fermavano stupiti alla fine della curva.
 una vista che lascia a bocca aperta mormor Henrietta, osservando di nuovo le colonne e gli archi che si innalzavano come scheletrici monumenti a una passata grandezza tra la distesa di rovine. Dopo un attimo aggiunse: Andiamo. Esploriamo il convento.
Tutti si lanciarono in una tranquilla esplorazione, passeggiando lungo chiostri scomparsi da tempo e percorrendo corridoi di cui restava solo il pavimento. Attraversare quella che, a giudicare dai sontuosi colonnati, doveva essere la basilica del convento si dimostr un esercizio di agilit, viste le enormi pietre squadrate sparse ovunque come dadi lanciati dalla mano di un gigante.
James e Giles si incontrarono su quello che entrambi ritennero il portico frontale della basilica. In silenzio si guardarono attorno mentre Henrietta, che si faceva strada lungo la navata in rovina, e Miss Findlayson, che veniva da sotto, li raggiungevano.
Sarei pronto a giurare cominci Giles, interrompendosi per porgere una mano a Miss Findlayson e aiutarla a salire gli ultimi, ripidi scalini, che quando hanno edificato il convento quell'altura non esisteva. Lasci con un sorriso la mano della signorina, si volt e osserv la bassa collina dalla quale le rovine sembravano spuntare.
Portandosi le mani ai fianchi, James annu. Lo penso anch'io. Quello... spieg, indicando il muro dietro le rovine la cui cima emergeva dal fianco della collina, non  un muro di contenimento, ma la parete centrale dell'edificio principale del convento, quello in cui dovevano esserci i dormitori, la cucina e chiss che altro. Vedete? domand, indicando la cima. Quelle sono pietre di coronamento, di conseguenza sostenevano qualcos'altro. Abbass la mano e torn a guardarsi attorno. Violet aveva ragione: questa sembra essere solo met del convento. Il resto, presumibilmente,  oltre quel muro e adesso  sepolto nel terreno.
Giles annu. Quindi l'altura non poteva esserci quando il convento  stato edificato ribad convinto.
Studiando il muro in questione, Henrietta osserv: Immagino che siano passati secoli da quando il convento  stato distrutto, ma bastano per formare un'altura?.
Ne parlarono per un po', valutando l'et degli alberi che crescevano sulla collina e in qualche punto persino sopra il muro, poi si chiesero quando e per quale motivo il convento fosse stato distrutto. L'ipotesi pi accreditata fu ai tempi della Dissoluzione, quando molti monasteri vennero messi a ferro e fuoco dalle truppe di Enrico VIII a causa del rifiuto di abbracciare la nuova religione anglicana. Stabilito questo, James ed Henrietta si separarono da Giles e da Miss Findlayson per rimettersi a esplorare il dedalo di rovine, avanzando lentamente lungo il muro massiccio a ridosso dell'altura.
Se ho visto giusto, dovremmo trovare qualche traccia delle stanze che erano presenti da questa parte dell'edificio afferm James, aiutando Henrietta a superare una grossa pietra.
Si divertirono a cercarle, provando un trionfo quasi fanciullesco quando riuscirono a ricostruire la conformazione delle celle e delle sale, confrontandone le dimensioni e speculando su quale fosse la loro funzione. I raggi del sole cominciavano a filtrare dagli alberi che circondavano le rovine quando sentirono due voci: non chiacchieravano com'era lecito aspettarsi, ma discutevano animatamente.
La voce di un gentiluomo e quella di una donna.
James guard Henrietta; anche lei le aveva sentite. In silenzio percorse un breve tratto del corridoio in cui si trovavano, puntando verso un'arcata dalla quale era possibile osservare una parte delle rovine sottostanti.
Si ferm bruscamente sotto l'arcata, posando la mano sulla colonna di pietra e scuotendo piano la testa.
Senza parlare, Henrietta si avvicin e si ferm accanto a lui. Gli strinse il braccio e guard a sua volta.
Rafe Cunningham era finalmente riuscito a mettere con le spalle al muro Millicent Fotherby. Stava discutendo... o la stava implorando? James ed Henrietta sentivano le loro voci, ma distavano troppo per distinguere anche le parole. Millicent si torceva le mani e scuoteva la testa; la sua espressione indicava che non intendeva farsi smuovere, a prescindere dall'intensit dei sentimenti di Rafe.
Bruscamente, Rafe alz le braccia al cielo, poi la guard con impazienza.
E Millicent parl. Impossibile capire cosa dicesse, ma le sue parole parvero colpire Rafe come un pugno. James ed Henrietta lo videro raddrizzare di scatto la schiena, quindi arretrare un poco.
Ma poi Rafe scosse la testa e replic irosamente negando tutto a chiare lettere.
E colmando con un passo la distanza che li separava, cinse Millicent con un braccio e la baci.
James si irrigid, conscio di non poter certo permettere a Rafe di molestare Miss Fotherby. Ma Henrietta rafforz la stretta sul suo braccio e lo trattenne. Aspettate! gli sussurr.
James si chiese che cosa dovesse aspettare... ma poi il braccio che Miss Fotherby teneva al fianco si alz e con qualche incertezza, cos lentamente da poter spazientire qualunque osservatore, la mano scivol sulla spalla di Rafe per poi stringergli ardentemente la nuca.
Miss Fotherby stava accettando il bacio di Rafe.
James si rilass. Ah.
Dopo qualche istante, giusto il tempo necessario per accertarsi che fosse davvero cos, James si volt, sorrise e prese la mano di Henrietta. Se la port alle labbra, sfiorandole le nocche con un bacio, poi la guard negli occhi. Bene. Dov'eravamo? chiese, avviandosi lungo il corridoio.
Henrietta si guard attorno. Laggi, mi sembra.
Ci siete ancora tutti?
Quel grido echeggi improvviso dal sentiero.
Era Channing, che subito aggiunse: Tornate indietro, ovunque siate!  tempo di rientrare!.
Le voci dei vari gruppi risposero da molteplici direzioni, spesso pi vicine al sentiero di quanto si trovassero James ed Henrietta. Lui la guard, poi url: Channing, voi e gli altri avviatevi pure. Io e Miss Cynster vi seguiremo tra poco.
Va bene. Ma non fermatevi troppo a lungo. Dobbiamo ancora prepararci per la cena e per il ballo.
Stiamo arrivando! grid James in risposta. Sorridendo, prese Henrietta a braccetto e si avviarono lungo il corridoio accanto al muro che costituiva la via pi diretta per tornare al sentiero.
Tuttavia, non c'era motivo di affrettarsi e quindi procedettero con calma, fermandosi qua e l per permettere a Henrietta di osservare le minuscole felci che crescevano fra le pietre.
Si trovavano dalla parte opposta delle rovine rispetto al sentiero. Erano circa a met strada quando udirono un forte tonfo proveniente dall'area in cui prima si trovavano Rafe e Miss Fotherby. James si ferm e, lasciando Henrietta, si volt.
Lei fece altrettanto. Studiarono insieme le rovine, ma non videro nulla. Poi si guardarono e lei gli diede una leggera spinta sul braccio. Andate a vedere, vi prego. Non vorrei che fosse successo qualcosa. Rafe non ha risposto all'appello di Cunningham.
Era vero. E pazienza se quei due avessero pensato che stesse curiosando. Annuendo, James torn rapidamente indietro.
Era quasi arrivato all'arcata quando Rafe l'attravers con Miss Fotherby a braccetto, per poi avanzare nel corridoio.
Eccovi qui disse lui. Avete sentito quel rumore?
Rafe annu. Deve essere caduta qualche pietra. Guard lungo il corridoio, dove Henrietta li aspettava, e aggiunse: Suppongo che questa sia la strada pi breve per tornare al sentiero.
Credo proprio di s rispose lui, voltandosi verso Henrietta.
Un suono cupo, raschiante, lo spinse ad alzare lo sguardo.
Una nuvola di polvere e terriccio cadde dalla sommit del muro su Henrietta.
Poi, una pietra massiccia lunga almeno cinque piedi e alta due si mosse, si inclin... e cadde.
Henrietta aveva alzato a sua volta lo sguardo, ma la polvere e il terriccio l'avevano costretta ad abbassarlo. Non sembrava essersi accorta della pietra che cadeva.
James apr la bocca per gridare, ma il panico gli blocc il fiato nei polmoni.
L'istante successivo correva a rotta di collo.
Con gli stivali che battevano sul pavimento del corridoio, le gambe che si tendevano il pi possibile e gli occhi fissi sulla pietra che cadeva, si lanci verso di lei, conscio che si trattava di una corsa contro il tempo.
Disperato, fece appello a tutta la sua energia e si gett in avanti in un balzo poderoso. Piomb su Henrietta, l'afferr e la trascin con s mentre l'impeto del balzo li proiettava via dal corridoio e sul terreno circostante.
Atterrarono in un caos di braccia e gambe, rotolando ancora pi lontano.
Il terribile tonfo della grande pietra che si schiantava al suolo fece tremare la terra, diffondendosi come una vibrazione nei loro corpi.
Poi un silenzio assoluto e innaturale avvolse ogni cosa.
Rendendosi lentamente conto di essere sani e salvi, entrambi alzarono la testa e guardarono lungo il corridoio. Henrietta strinse James e lui l'avvolse tra le braccia. Increduli, contemplarono l'orrenda fine a cui erano scampati per un soffio.
Ed era davvero cos, visto che la pietra si era schiantata a meno di un passo dagli stivali di James. Si era spezzata nell'impatto, bloccando il corridoio e nascondendoli dalla vista degli altri.
Henrietta riusciva a malapena a respirare. Il cuore le batteva cos forte da assordarla.
Si volt, incontr gli occhi di James...
Un grido soffocato ruppe il silenzio, seguito dalla figura di Rafe che si arrampicava sulla pietra.
Non appena li vide si ferm, li guard incredulo, poi le sue spalle si abbassarono in un chiaro respiro di sollievo. Dio mio! Credevo di trovarvi entrambi morti!
Millicent comparve dietro di lui, li guard a sua volta, poi si port una mano al cuore. Grazie al cielo state bene! esclam, ma poi parve controllarsi. Non avete nulla di rotto, vero?
James si sedette lentamente e aiut Henrietta a sedersi a sua volta.
Poi la guard negli occhi e pronunci: No, apparentemente  andata bene.
Rafe si volt, aiut Millicent a superare la pietra, poi torn a guardare loro due con espressione cupa. Ho visto tutto. Quella pietra non  caduta da sola. Tese la mano e, quando James la strinse, lo rialz in piedi.
Correndo ad aiutare Henrietta, Millicent gli lanci una dura occhiata. Non diciamo sciocchezze! Com' possibile sospettare una cosa del genere? Quella pietra doveva essere pericolante, qualcosa l'ha urtata ed  caduta.
Rafe sbuff. Qualcosa di veramente pesante, per. Neppure una famiglia di tassi che scava tutta insieme sarebbe riuscita a smuovere una pietra come quella.
James sapeva che era vero, ma alz una mano per prevenire ulteriori discussioni. A prescindere da come sia successo, faremmo bene a muoverci. Incontr lo sguardo di Rafe, poi alz gli occhi verso la sommit del muro. Ce ne sono altre che potrebbero cadere...
Rafe chiuse la bocca e annu. Giusto. Andiamo.
Aiutata da Millicent, Henrietta spazzol con le mani e sistem alla meglio il vestito da passeggio che indossava, mentre James si spolver la giacca e i pantaloni. Poi, con le due donne che camminavano affiancate e Rafe con James che controllavano i dintorni alzando di continuo gli occhi verso il muro, il gruppo si mosse verso il sentiero.
Millicent, not Henrietta, aveva ripreso a torcersi le mani ed era comprensibilmente spaventata, tanto nervosa da sobbalzare al minimo rumore.
Lei sapeva di doversi sentire altrettanto agitata, ma era troppo felice di essere ancora viva, di poter respirare, di potersi guardare attorno e di vedere James che camminava alle sue spalle per cedere al panico in quel modo.
Dopo aver rischiato di morire schiacciata dalla pietra, essere viva la riempiva di gioia. Si sarebbe preoccupata pi tardi di cosa fosse successo, visto che la sorte le aveva concesso un pi tardi.
Trovarono il sentiero, ma dopo qualche istante James si ferm. Quando anche gli altri si fermarono, guardandolo incuriositi, studi per un attimo Henrietta e quindi Millicent, poi disse: Perch non vi sedete su quel masso a prendere fiato? Vorrei tornare indietro e dare una rapida occhiata al punto da cui  caduta la pietra, giusto in caso la collina stia franando e sia necessario avvertire gli Ellsmere.
Rafe annu. Buona idea. Vengo con voi.
Henrietta si incup. L'ultima cosa che voleva in quel momento era mettersi a indagare sull'incidente che l'aveva quasi uccisa, ma non poteva restare l a far nulla. Niente affatto afferm, guardando Millicent e vedendo in quegli occhi castani la sua stessa determinazione. Si rivolse a James e dichiar: Se andate, veniamo con voi.
Lui esit, ma a dire il vero preferiva di gran lunga vederla al proprio fianco. Va bene. Tese il braccio, la prese per mano e insieme presero a salire sull'altura che sovrastava le rovine.
Rafe e Millicent si avviarono dietro di loro.
Trovarono la sommit del muro e la seguirono, restando sul terreno solido fino a quando un grosso spazio tra le pietre indic il punto sotto il quale si trovava Henrietta.
Si fermarono in semicerchio e in silenzio contemplarono le prove inequivocabili impresse nel terreno fangoso e nel muschio che cresceva al riparo delle pietre sporgenti. Non era difficile capire come avesse fatto quel macigno a precipitare cos.
Accovacciandosi, Rafe esamin le tracce lasciate da un paio di grossi stivali da uomo. Dopo un attimo sbuff.  scivolato pi volte. Impossibile capire da queste tracce che corporatura avesse.
Tuttavia gli fece notare James, sforzandosi di usare un tono tranquillo e ragionevole, non erano stivali da lavoro. Guard i propri stivali, poi quelli di Rafe. Sembrano pi stivali da equitazione.
Rafe si alz e annu, cupo come non mai. Incontr gli occhi di James, poi indic il bosco ai piedi della collina. Adesso  meglio andare, o faremo tardi per la cena.
Taciturni, ognuno preda d'inquietanti pensieri, scesero dall'altura e si avviarono rapidamente verso casa.

8.

Dopo aver visto Henrietta e Millicent salire le scale per recarsi nelle loro stanze a prepararsi per la cena, James e Rafe si scambiarono un'occhiata e andarono a cercare Lord Ellsmere.
Lo trovarono in biblioteca, gi abbigliato per la serata e intento a godersi tranquillamente un brandy; l'anziano gentiluomo studi perplesso i loro volti cupi e li invit a bere un bicchierino, cosa che entrambi accettarono dopo una breve esitazione.
Accomodandosi nella poltrona che il padrone di casa gli indic, James bevve un sorso del corroborante liquore e, non appena Lord Ellsmere torn a sedersi, cattur il suo sguardo. Oggi pomeriggio abbiamo visitato le rovine. Ci siamo attardati pi degli altri e... c' stato un incidente.
Un incidente? Lord Ellsmere sobbalz sulla sedia. Nessuno si  fatto male, spero.
No rispose Rafe con una nota aspra nella voce profonda, ma solo per miracolo. Inclin il bicchiere verso James e spieg: Se non fosse stato per Glossup e per un suo balzo a dir poco prodigioso, Miss Cynster sarebbe morta schiacciata da una pietra caduta dalle mura.
Lord Ellsmere impallid e croll contro lo schienale. Dio mio!
Ma questo non  tutto intervenne James, finendo il brandy in un sol sorso. Conscio dell'occhiata che Sua Signoria gli lanci, quasi non potesse credere che esistesse qualcosa di peggio, abbass il bicchiere, guard l'anziano gentiluomo e gli tolse anche quell'ultima certezza. Qualcuno, forse un gentiluomo con stivali da cavallerizzo, ha spinto deliberatamente la pietra gi dal muro. Sapeva che Henrietta era l sotto: fino a un istante prima, parlavamo tra di noi ad alta voce.
Lord Ellsmere lo guard stupefatto, poi si volt verso Rafe, che conferm con un tetro cenno d'assenso. Ma... ma... balbett, tanta era la sorpresa, non pensate che sia uno degli ospiti, vero?
James incontr gli occhi di Cunningham e poi, accigliandosi, scosse piano la testa. Si direbbe di no, visto che tutti facevano parte di qualche gruppo.
Almeno questo, grazie al cielo. Dopo un lungo istante di silenzio, Lord Ellsmere aggiunse, parlando lentamente come se volesse accertarsi di usare le parole giuste: Deve esserci una spiegazione. Nessuno potrebbe mai pensare di uccidere Henrietta, per cui si sar trattato di qualcos'altro. Forse uno scherzo di cattivo gusto, oppure.... Il suo sguardo pass di nuovo da Rafe a James, ma nessuno dei due gli venne in aiuto. Ebbene, che cos'altro potrebbe essere? chiese infine l'anziano gentiluomo.
Segu un altro lungo momento di silenzio, poi James pos il bicchiere, incontr gli occhi di Rafe e si alz. Dubito che riusciremo a saperlo adesso. Chiunque sia il responsabile, ha avuto tutto il tempo per fuggire. Abbiamo solo pensato che fosse nostro dovere informarvi.
Lord Ellsmere li studi da dietro la scrivania, guardandoli come se desiderasse di cuore che non lo avessero mai fatto, ma poi incontr lo sguardo di James e annu. Ebbene... s, come dite voi, non c' modo di saperlo adesso.
Chinando educatamente il capo, seppure con una certa rigidit, James e Rafe si congedarono e uscirono dalla biblioteca.
Ma, giunti nell'atrio, si fermarono.
Bast un'occhiata per rendersi conto che pensavano la stessa cosa. Sospirando, James raggiunse le scale e pos la mano sulla ringhiera. Meglio andare a cambiarsi.
Salirono insieme, poi raggiunsero le loro stanze.
Mentre si spogliava per poi lavarsi rapidamente e indossare l'abito da sera, James ripens all'osservazione di Lord Ellsmere e alla domanda che ne era conseguita.
Nessuno potrebbe mai pensare di uccidere Henrietta, per cui... che altro potrebbe essere?
Impossibile dirlo, ma cominciava ad avere una brutta sensazione al riguardo. Una gran brutta sensazione.
Per James, la cena e il ballo non furono altro che una nebbiosa sfilata di nomi, volti e conversazioni educate. Incontrandosi brevemente nel salotto prima che la compagnia sedesse a tavola, lui, Henrietta, Rafe e Millicent concordarono sul fatto che non vi fosse alcun bisogno di spaventare gli altri ospiti diffondendo la notizia dell'inquietante episodio di quel pomeriggio.
Poi, parlando in privato, Rafe chiese apertamente a James se pensava di restare con Henrietta per tutta la notte, cosa che lui conferm. Durante il ballo, Rafe lo avvicin di nuovo per riferirgli che la discreta indagine svolta nel gruppo venuto alle rovine permetteva di escludere che uno di loro fosse rimasto da solo tanto a lungo da poter compiere un attentato del genere.
Per cui, deve trattarsi di qualcuno venuto da fuori concluse James.
Rafe annu. E poteva venire da qualsiasi parte, visto che al di l della collina c' uno sterrato in buone condizioni che raggiunge la strada per Londra.
Poi l'orchestra inton un valzer e Rafe si conged per condurre Millicent sulla pista da ballo. James guard Henrietta danzare con Channing; quando ebbe finito, la raggiunse, la reclam e non la lasci pi per il resto della serata.
Una volta terminato il ricevimento, si aggirarono al pianterreno fino a quando gli altri ospiti cominciarono a ritirarsi, poi salirono le scale, attesero ancora un po' sul pianerottolo e quindi si avviarono nel corridoio che conduceva alla camera di lei.
Raggiunsero la porta e James l'apr, per poi farle cenno di precederlo.
Studiandolo perplessa, lei obbed.
James si guard dapprima attorno nel corridoio per accertarsi che non vi fosse nessuno, poi entr a sua volta e si chiuse la porta alle spalle.
Convinta che stessero per augurarsi la buonanotte, Henrietta si volt, corrug sorpresa la fronte e arretr di un passo per fargli spazio. Poi cerc il suo sguardo con una chiara domanda negli occhi.
Lui strinse le labbra e studi la stanza, soffermandosi sulla comoda poltrona sistemata accanto al camino. Senza dire una parola, la raggiunse e si sedette.
Henrietta lo segu. Si ferm davanti a lui e incroci le braccia, esigendo un'immediata spiegazione.
James sospir, si appoggi allo schienale e sostenne il suo sguardo. Resto qui. Tutta la notte.
Reclinando la testa, lei lo studi. Perch?
Perch non posso lasciarvi sola. Quando la vide accigliarsi tese un braccio, le strinse la mano e la invit con un'occhiata a sedersi sul bracciolo della poltrona.
Henrietta l'accontent. Non ritir la mano, anzi, diede a sua volta una leggera stretta alle dita che la trattenevano. Capisco che vi siano degli ottimi motivi per preoccuparsi e tuttavia... non credo vi sia nulla da temere, almeno non qui in casa. Tir un teso respiro e aggiunse: Non ho pensato o, meglio, non ho avuto il coraggio di ripensare a ci che  accaduto oggi. Ma adesso non vedo che conclusioni possiamo trarre. Chi potrebbe mai desiderare la mia morte fino al punto da provare a uccidermi?.
Non lo so, ma qualcuno c'. James alz lo sguardo e incontr i suoi occhi, mostrando apertamente la propria preoccupazione. Henrietta, quella pietra non  caduta da sola.  stata spinta e non possiamo ignorarlo. Le sue labbra si piegarono in una smorfia. E c' dell'altro, una cosa che ho scoperto ma non vi ho riferito. Riguarda la vostra giumenta: ho parlato con il capo stalliere e siamo entrambi convinti che qualcuno le abbia tirato un dardo. La vide sbattere gli occhi, incerta su cosa intendesse, e allora le spieg: Un dardo conficcato nella coscia di un cavallo  molto doloroso. Per questo Marie si  imbizzarrita. Tacque giusto un attimo, poi aggiunse: Chiunque l'abbia tirato, sperava che veniste sbalzata di sella sul selciato, una caduta spesso mortale.
Lei lo guard allibita, studiando la sua espressione e vedendovi nient'altro che la convinzione pi assoluta. Ma... perch?
Stringendo cupamente le labbra, James scosse la testa. Non ne ho la pi pallida idea, ma... Rafforz la stretta sulle sue dita. E quella non  stata neppure la prima volta, se ben ricordate. Quando Henrietta si limit a guardarlo in silenzio, inorridita da ci che implicavano quelle parole, lui insistette: Siete caduta nel torrente al gal di Lady Marchmain. Abbiamo pensato a un incidente, ma se invece non lo fosse stato? L'ignoto attentatore potrebbe aver visto un'opportunit insperata in quella ressa. Voi eravate vicino al muretto ed eravamo tutti distratti dai fuochi d'artificio. Bastava creare un po' di scompiglio, poi darvi una spinta... era buio e, con il torrente in piena, aveva buone possibilit di riuscire nel proprio intento.
Intrappolata dal suo sguardo, Henrietta mormor con riluttanza: Non molte dame del ton sanno nuotare. E neppure restare a galla.
Esattamente. Inoltre, il Tamigi era vicino. Ancora poche decine di iarde... James tacque, ma dopo un attimo riprese: Quindi, abbiamo tre incidenti in breve tempo: il ponte, il cavallo imbizzarrito e oggi quella pietra enorme. Tutti potevano essere mortali, passando per per disgrazie. Anche l'ultimo, visto che, se l'attentatore non fosse scivolato, se non avesse lasciato le sue impronte sul muschio, non avremmo mai scoperto che c'era dietro la mano di qualcuno. Ci saremmo chiesti come fosse potuta cadere quella pietra, ma intanto voi sareste morta.
Ma... La sorpresa, l'incredulit, si stavano pian piano dissolvendo, lasciando posto a una rabbia, a una belligeranza che le davano una preziosa voglia di reagire. Lei l'abbracci con tutta se stessa. E va bene. Chi diavolo pu essere?
James fu sollevato da quella reazione: temeva che Henrietta si rifiutasse di crederci, di accettare il fatto che qualcuno la odiasse tanto da volerla uccidere. Senza dubbio  un uomo, e purtroppo anche un membro del ton. Doveva essere un invitato al gal di Lady Marchmain per provare a spingervi gi da quel ponte. Il dardo invece pu essere stato scagliato da chiunque si trovasse in Brook Street: un garzone, uno spazzino, un venditore ambulante o un gentiluomo di passaggio. L'incidente con la pietra ci dice solo che era un uomo e che indossava degli stivali da equitazione, ma quanto  accaduto sul ponte pu essere stato causato solo da qualcuno che frequenta i nostri stessi circoli.
Perch non una gentildonna, allora? domand Henrietta, arricciando per subito il naso. No, impossibile. Una donna non sarebbe mai riuscita a spostare quella pietra constat, lasciando uscire il fiato che tratteneva. Quindi, c' un gentiluomo che vuole uccidermi ripet, gli occhi tanto socchiusi da unire le sottili sopracciglia. Il che ci riporta alla domanda iniziale: perch?
James studi il suo volto, la sua espressione. Forse per vendetta. Qualche spasimante respinto vuole farvela pagare per le indagini che avete svolto come scombina-matrimoni.
Lei valut a fondo quella possibilit, poi scosse la testa. Voi siete l'unico che mi abbia mai affrontata a viso aperto gli confess, incontrando il suo sguardo. Non pensate che prima di arrivare a tanto, chiunque proverebbe a contestare le mie indagini, se non altro per riguadagnare la reputazione perduta?
James le concesse quel punto annuendo lentamente. Avete ragione. Dopo un attimo in cui la studi - ed Henrietta studi lui - sospir e torn ad appoggiarsi allo schienale della poltrona, carezzandole gentilmente con il pollice il dorso della mano. In ogni caso,  per questo che devo restare con voi. L'attentatore  un aristocratico. Non fa parte degli invitati, ma sa che siete qui. E conosce bene il nostro ambiente:  persino probabile che conosca questa casa e sicuramente sa che qualche porta resta sempre aperta, casomai gli ospiti vogliano fare una passeggiata.
Per un lungo istante Henrietta lo guard in silenzio, poi ammise: Capisco bene la vostra logica. Per questo non la contesto, anzi, sono perfettamente d'accordo. Tacque, poi tir un teso respiro. Tuttavia, non posso evitare di pormi una domanda: perch lo fate?
Cercando quegli splendidi occhi, James non finse di non avere capito. Invece, pi che consapevole delle sue dita sotto le proprie, le disse la verit con le parole pi semplici che riusc a trovare. Perch tu sei mia, Henrietta.
Lei sostenne il suo sguardo per un attimo, poi annu con convinzione. S,  vero, sono tua.
E con questo si sporse dal bracciolo, gli strinse il volto fra le mani e lo reclin all'indietro, guardandolo negli occhi per accertarsi che adesso fosse lui a seguire la sua logica... poi chin la testa, gli copr le labbra e lo baci.
Da quel momento in poi, non vi fu alcun dubbio su ci che lei intendeva fare o su come sarebbe finita. Il bacio passionale si mut in ardente per poi farsi vulcanico; non c'era certo da sorprendersi, adesso che sapevano di appartenersi, che le cose precipitassero, subito fuori controllo.
O, pi correttamente, che venissero spinte con focosa determinazione e ferrea volont verso un meraviglioso obiettivo comune.
Entrambi famelici, ugualmente bramosi, si baciarono con un ardore che incendi i loro sensi, cancellando ogni remora in una vampata di pura volutt. Il desiderio si diffondeva a ondate composte di ribollente passione e fiero appetito.
Soffocando a fatica un grido, Henrietta si mosse e le sue mani scivolarono ovunque, carezzandogli le spalle, poi stringendogli il bavero e tirandolo indietro nel tentativo di togliergli almeno la giacca.
Completamente travolto, concentrato e catturato, distratto e deliziato dal duello delle lingue e dal modo in cui si divoravano mentre accarezzava e saggiava gli splendidi seni della sua Henrietta, James dovette fare appello a tutta la ragione che riusc a trovare nel vortice ottenebrante che gli consumava i sensi per capire cosa fare: spostarla, alzarsi in piedi, poi lasciarla quando bastava per sfilarsi in fretta e furia giacca e panciotto. E, non appena ebbe finito, nulla pot pi frenare l'ardore di lei.
Non c'era carezza in grado di trattenerla, di placarla anche solo per un attimo e ristabilire una qualche supremazia in un mondo incendiato dal bisogno pi rampante, da accecanti passioni, da frenetiche voglie che si levavano come vampate per venir soddisfatte, in un batter d'occhio, con la pi profonda e bramosa devozione.
Gli girava la testa, si sentiva dissennato e sfrenato quanto lei mentre si spogliavano a vicenda, con la seta che sfiorava pelle arrossata e le mani e le dita che esploravano senza sosta, saggiando carne ardente. L'aria fresca della sera venne bandita al primo contatto tra i loro corpi nudi e in fiamme, e il piacere che segu, improvviso e potente, li marchi fin nel profondo del cuore. Scaraventandoli ancor pi tra le fiere fiamme della passione, in un nuovo livello di ardente consapevolezza.
In una delizia che tutto consumava.
James la strinse forte a s, aderendo a lei con tutto il corpo nel pi suggestivo degli abbracci. E ancora Henrietta non si fermava, ancora non prestava ascolto alla ragione o alla modestia; anzi, si dimen contro lui per incitarlo, apparentemente decisa a lanciarsi nel rapporto carnale - il primo mai avuto in vita sua - con un tale entusiasmo da lasciarlo senza fiato.
Il problema consisteva nel fatto che i loro desideri coincidevano; tutto ci che lei voleva, toccarlo, esplorarlo, sentirlo, rifletteva e amplificava gli impulsi suscitati in lui dai suoi appetiti pi famelici.
Fremevano insieme per spingersi oltre. E lui desiderava a tal punto darle ci che gli chiedeva, ci che esigeva con fervido e flagrante abbandono, da doversi trattenere.
Perch voleva ricoprirla di volutt, compiacerla e deliziarla.
Era questo l'unico motivo di disaccordo tra di loro. Se solo fosse riuscito a pensare nel vortice caotico che lei stava generando le avrebbe detto di aspettare, per introdurla gradualmente alle delizie dell'amore, per assaporarsi un passo dopo l'altro. Lei per voleva affrettarsi, attraversare ogni fase con incredibile irruenza.
Per lanciarsi a capofitto nella fase successiva.
Henrietta non si era mai sentita cos libera, cos potentemente sicura di se stessa e del proprio destino. Scoprire la minaccia senza volto che l'aveva presa di mira, vedere pi volte la morte in faccia, aveva conferito al desiderio un che di urgente e di frenetico. Da l nasceva il bisogno ottenebrante di spingersi oltre, di cercare e prendersi tutto ci che poteva e ribadire cos la sua pretesa al ruolo che adesso sapeva essere suo fino al midollo.
Voleva James. Certo, ormai gli apparteneva, ma per come la vedeva lei, quel possesso era reciproco. E dunque lui era suo da amare con ardore, trascinandolo e facendosi trascinare nelle turbinose profondit della passione e nei vertiginosi picchi del desiderio.
Non era mai stata una donna che abbandonava le cose a met.
E quindi lasci che gli impulsi si sfogassero, sentendosi libera di desiderarlo, esplorarlo e compiacerlo come pi gradiva mentre imparava e cercava soddisfazione.
Si sarebbe presa tutto ci che voleva, gli avrebbe dato quello che poteva e insieme avrebbero conosciuto l'estasi, il Santo Graal che sapeva essere alla sua portata.
E tuttavia, nonostante la foga e il terribile bisogno, si sentiva affascinata, incuriosita e sedotta. Da lui, dal legame fisico e spirituale che li univa, dalle sensazioni suscitate dal corpo prestante e muscoloso che la stringeva e l'avvolgeva e dai sentimenti che sentiva scorrere come un fiume in piena sotto il controllo che James ostentava.
Le sue labbra, la sua bocca, l'ampia distesa del suo torace, i muscoli che gli scolpivano le spalle: tutto la tentava e l'attirava, spingendola ad accarezzarlo, a toccarlo, possederlo e assaggiarlo... cosa che, con grande sorpresa e delizia di Henrietta, lo fece subito fremere.
Ecco una nuova scoperta: la gioia intensa che poteva dargli, tanto potente da spingerlo a chiudere gli occhi e assaporare ogni frazione del piacere con cui lo ricopriva. Ma poi fu lei a gettare la testa all'indietro e a chiudere gli occhi quando James le ritorn il favore con fervida e intensa devozione.
Il tocco di lui, gli evocativi movimenti delle dita sulla pelle, il marchio bollente della bocca sui seni nudi, la possessivit che riemp le sue carezze rendendole pi ardenti minacciarono pi volte di spazzarla via, di lasciarla confusa e affannata, sommersa dall'onda crescente delle sensazioni, ma ogni volta trov l'ultimo appiglio proprio grazie a James - alla dura, muscolosa, mascolina bellezza da divinit classica che spogliarlo aveva rivelato.
Non solo ai suoi occhi, ma anche ai suoi sensi.
Tuttavia, nonostante la potente tentazione, sentiva di non avere il tempo di esplorare e di capire. Non adesso, non quando il bisogno di raggiungere l'apice del loro desiderio affondava in profondit gli artigli suscitando una brama insopportabile, risvegliando e incitando gli istinti pi reconditi, alimentando fino a far esplodere il magma di pura volutt che le ribolliva nelle vene.
Aveva ventinove anni, ma nessuno poteva accusarla di aver perso tempo. Ci che non sapeva dalle confidenze sussurrate e dai pettegolezzi sentiti in abbondanza l'aveva appreso dai libri. E quindi chiuse le dita sul membro turgido e lentamente si inginocchi, per poi muovere la mano, chinarsi in avanti e omaggiare la grossa punta dapprima con le labbra, poi con la lingua.
Per crogiolarsi nel gusto di lui e ancor di pi nella sua reazione, nel brusco, intenso, bruciante piacere che lo scosse.
Fu allora che decise di ridurre in cenere il controllo che James continuava a mostrare.
E ci riusc a tal punto da strappargli un gemito, un suono gutturale che le rovesci una cascata di piacere nelle vene, spingendola a provare, a sperimentare con le dita e con la lingua... fino a quando lui non imprec a bassa voce, le inser il pollice tra le labbra e ritir il turgido membro dalla sua bocca avida. Poi, con un unico, aggraziato movimento la rialz, la prese tra le braccia e la pos sul letto, raggiungendola subito dopo.
La sensuale, ottenebrante lotta che segu fu esattamente ci che lei voleva. Adorava la sua forza, doveva sentirla, provocarla, esplorarla e alla fine placarla con la propria morbida resa. Una resa che per non era tale, ma pi un atto di ardente incitamento.
Delizioso.
La pressione, la tensione, il morbido e mutevole contatto del suo corpo contro quello di James era sensazionale nel vero senso della parola. Gli strinse la testa fra le mani, si alz un poco e gli invase la bocca in un bacio senza freni, mostrandogli tutta la delizia e l'apprezzamento che provava.
Quand'era troppo, era troppo; James sapeva che il momento di esercitare tutta la sua esperienza di predatore, tutto il suo solito dominio, era passato ormai da un pezzo. Doveva riprendere le redini, e subito per giunta.
E tuttavia si ritrovava a rotolare, gambe e braccia avvinghiate, nudi ed eccitati, nel letto di Henrietta.
Il suo membro era gi in fiamme per lei e ogni contatto con quella pelle serica, con le morbide curve, con le mani e le gambe che scivolavano, premevano, stuzzicavano i duri muscoli lo faceva fremere sempre di pi. La somma delle sensazioni era squisita, l'urgente anticipazione che suscitavano era insopprimibile, ma la promessa sensuale che lei incarn quando, lottando e spingendo, lo costrinse a sdraiarsi per poi salirgli sopra a cavalcioni andava oltre tutto ci che aveva mai provato in vita sua.
Stupefatto, la guard con occhi spalancati.
Aveva conosciuto tante donne, ma Henrietta era unica. E infinitamente preziosa, tanto da mettergli una gran voglia di prenderla e divorarla e al contempo di venerarla e di proteggerla da tutto, persino da se stesso.
Quella donna gli faceva girare la testa.
Solo lei riusciva a farlo sentire come mai si era sentito prima di quel momento.
Il suo torace si alzava e si abbassava come un mantice. Le mani con cui le strinse i fianchi per guidarla e sostenerla tremavano di rampante desiderio.
Annaspando, con i palmi poggiati sul torace di James e le dita che affondavano nei duri pettorali, Henrietta lo possedette senza freni con la vista e con il tatto. Poi, facendo forza sulle braccia, si sporse su di lui, incontr i suoi occhi e ignorando il pendente della collana che oscillava tra di loro, domand spavalda: Quindi... cosa viene dopo?.
James la guard e da qualche parte trov la forza d'ignorare il voluttuoso invito inciso in quelle pozze azzurre quanto bastava per replicare a denti stretti: Volevo darti qualcosa di pi... prendermi pi tempo e corteggiarti degnamente.
Lei lo studi per un istante, poi scosse la testa. Non ce n' bisogno. Tir un tremulo respiro e i seni, pieni e sodi, con i capezzoli duri come sassi, si alzarono e si abbassarono davanti all'avido sguardo di James. Tra di noi, ormai, un corteggiamento formale  diventato inutile. Lo osserv in silenzio e, dopo un attimo, le sue labbra gonfie e rosse per i baci ricevuti in abbondanza si piegarono in un sorriso. Sono anni che aspetto, anche se non ho mai saputo cosa. N peraltro che cosa davvero cercavo. Abbass lo sguardo e James ebbe l'impressione che studiasse la collana, o meglio lo strano pendente di cristallo dalle mille sfaccettature che le vedeva sempre addosso. Poi torn a guardarlo. Ma, adesso, si direbbe che l'abbia scoperto. Lo sento qui afferm, posandosi le dita sul cuore. Mai avrei pensato che potesse accadere in questo modo, che la certezza sarebbe nata e basta, ma  cos e ne sono felice.
Mentre parlava gli incatenava gli occhi e lui si accorse che non avrebbe potuto distogliere lo sguardo neppure se il letto avesse preso fuoco. Aspett in silenzio, come se il suo essere, il suo destino, dipendessero da ci che lei gli avrebbe detto; quando Henrietta riprese a parlare, gli sembr che il cuore gli si fermasse.
Adesso so gli sussurr, con quelle grandi e gioiose pozze azzurre fisse su di lui, che per me ci sei solo tu. Ci che stavo aspettando sei tu.
Il mio campione sei tu.
Henrietta pronunci quelle parole e ne avvert subito la profonda verit, irrefutabile e immutabile. Le parole e la consapevolezza che vi stava dietro, quella consapevolezza che era diventata una parte intrinseca di lei, la spinsero ad aggiungere con una voce cos voluttuosa da sorprenderla: E quindi siamo arrivati a questo punto. Tu e io, qui e adesso. Dimmi come fare. O, meglio ancora, mostramelo.
Lui tir un tale respiro da gonfiare il torace, poi le strinse i fianchi e la spinse un poco indietro, gi lungo il proprio corpo. Quindi si alz, mettendosi quasi seduto, e prese a toccarla e carezzarla; le sue dita si inoltrarono nell'umida fessura, premendo e saggiando, stuzzicando e omaggiando il sensibile punto all'apice delle pieghe. La prepar, torn a sdraiarsi e poi, proprio come lei gli aveva chiesto, le mostr come fare.
Tenendola ferma, posizion il membro turgido contro il suo sesso, per poi tornare a stringerle i fianchi e sostenerla. Ed Henrietta prese cautamente a scendere, scoprendo cos l'indescrivibile piacere della sua carne, bollente e dura come il ferro, che la divaricava per poi avanzare piano, frazione dopo frazione, dentro di lei.
Gett indietro la testa e assapor ogni secondo, ogni scintillante, pulsante sensazione.
Lui era grosso.
E diventava sempre pi grosso.
Incredibilmente turgido.
Chiuse gli occhi stretti, sentendo il cuore battere poderosamente nel petto. Il desiderio era come un nerbo che la frustava di continuo, gridandole di continuare: si morse un labbro e scese ancora, giusto un poco, poi trattenne il fiato - o meglio, lo perse - per le contrastanti sensazioni di lui che la tendeva, la colmava...
James la rialz un poco e lei si fece sollevare, poi torn a scendere, un po' pi in basso questa volta, ma...
Lo bramava. Voleva lui e tutto ci che poteva darle.
Disperatamente.
E James la bramava con altrettanta forza. Lo sentiva dalla tensione che gli ronzava in corpo.
Riapr gli occhi e gli cattur lo sguardo. Ansimando, la voce ridotta a un rauco sussurro, disse: Non ci riesco. Non cos. Pensaci tu... ma prendimi. Amami, ti supplico.
Non dovette ripeterlo due volte.
Reprimendo un gemito - lo sapeva che farlo in quel modo non era una buona idea, non la prima volta, ma Henrietta insisteva e chi era lui per mettersi a discutere e negarle quel piacere? - James l'alz, rotol sul letto e in un batter d'occhio la mise sotto, con le gambe aperte, i fianchi incuneati tra le sue cosce e la punta pulsante del membro premuta contro il suo sesso caldo.
Sostenendosi sui gomiti, guard quegli occhi ipnotici annebbiati di passione, desiderandola in un modo persino disperato. Ma nonostante pregustasse gi tutto il bruciante calore dell'invitante guaina, riusc a trovare la lucidit necessaria per dirle: Fidati di me. All'inizio ti far un po' male, ma....
Lo so! Henrietta lo guard irritata e poi si dimen sotto di lui quando bastava per avvolgere la punta nell'umido calore delle proprie pieghe. Prendimi...
James spinse e la riemp, e fu la sensazione pi gloriosa mai provata in vita sua. La sottile barriera della verginit si lacer e lei non trasal neppure; invece le umide, dolcissime pareti della guaina si chiusero sul membro in una morsa vellutata, la stretta della passione ultima. Con le palpebre che si abbassavano da sole, lui gett indietro la testa, tir il fiato in un singulto tormentato e si aggrapp a quel momento il pi a lungo possibile.
Ma non c'era modo di sopprimere l'istinto primordiale, non per pi di qualche istante; costretto a obbedire ai suoi dettami, inarc la schiena, si ritir fin quasi a perdere l'ottenebrante calore di lei e quindi spinse ancora.
Pi forte, pi profondo.
Henrietta annasp, fremette, lo strinse.
Poi alz una mano, gli afferr la nuca e lo tir gi, cercando e trovando le sue labbra, baciandolo voracemente per incitarlo a continuare, spavalda e senza remore, persino imperiosa nel suo famelico bisogno.
E James si arrese a Henrietta, al momento, alla frusta della passione. Si ritir di nuovo, torn a spingere e la riemp fino in fondo, dando inizio al crescendo sempre pi intenso della danza vecchia come l'uomo, il ritiro e il possesso, ancora e ancora, fino a quando anche lei prese il ritmo e la cavalcata si fece impetuosa.
Poi selvaggia.
E pregna di ruggente bisogno.
Travolgendo alla fine ogni pretesa di controllo in un ritmo martellante che li scuoteva, li annichiliva, li spingeva a dare tutto. Aggrappati l'uno all'altro e annaspando, completamente schiavi del piacere, si protendevano insieme verso il picco, con il fragore nelle loro orecchie che si faceva sempre pi forte e il battito impazzito dei loro cuori che divenne uno soltanto, travolgendoli e scagliandoli in alto.
Fino a quando non arrivarono al cielo e l'estasi prese a chiamarli, calda come il sole e pi brillante delle stelle.
Le loro dita si intrecciarono frenetiche, stringendo forte mentre si sforzavano entrambi di raggiungerla, mentre la danza primordiale si faceva ancora pi potente e insieme percorrevano l'ultimo tratto.
Trovando la gloria e, con lei, la completezza.
In un'esplosione di piacere che li mand in frantumi.
Henrietta grid e si dibatt sotto di lui, affondandogli le unghie nella pelle mentre si contraeva con forza attorno al suo membro, trascinandolo irrimediabilmente dentro, portandolo con s in un selvaggio, dirompente caos di sensazioni. Con un gemito, lui croll e la segu.
Nel torrente in piena che tutto travolgeva.
Nel flusso primordiale della pura sensazione che li devast, li scosse, li travolse, per poi proiettarli in alto come relitti, oltre il mondo terreno e nel vuoto.
Dove la gloria dominava e li riempiva, avvolgendoli, guarendoli, fondendoli e rimodellandoli.
Per poi lasciarli, con mano gentile, liberi di fluttuare in beatitudine nel mare dorato dell'appagamento.
Ore dopo, o almeno cos parve, James riguadagn abbastanza controllo su di s da alzarsi e scendere da Henrietta. Con un profondo gemito di soddisfazione, croll sul materasso accanto a lei.
Fu sorpreso quando la sent muoversi, stiracchiarsi come una gatta e poi voltarsi per accoccolarsi contro di lui, appoggiando la testa appena sotto la sua spalla.
Con un silente sospiro d'impossibile felicit, l'avvolse con il braccio e la strinse forte a s. Poi, meravigliato, si accorse che stava pensando a cosa dirle, alle parole che doveva pronunciare sapendo che era sveglia. Le soppes prima di aprire bocca, valutando le loro implicazioni, ma poi si lanci e decise semplicemente di parlare. Temo proprio che adesso dovrai sposarmi.
Socchiudendo gli occhi, studi quel dolce volto e la vide sorridere.
S, penso che lo far. Giocherellava con il pendente della collana, le labbra piegate in un sorriso femminile intriso di mistero e sensuale apprezzamento.
Lui non aveva idea di quale fosse il mistero, ma l'apprezzamento lo scald. E la pronta accettazione di ci che le aveva detto sottoline ci che gi sapeva: Henrietta non era solo acuta e intelligente, ma costituiva una boccata d'aria fresca con la sua sincerit.
Vedendo che taceva, lei alz la testa e lo studi, poi sgran indignata gli occhi. Non dirmi che era questa la tua dichiarazione!
No. Certo che no. James la guard, poi disse con qualche cautela: Non ho mai capito come si affronti questa situazione. Non dovrei parlarne prima a tuo padre e poi avanzare a te una proposta formale?.
Il sorriso di Henrietta si approfond. Non nella mia famiglia.
Ah. Richiamando tutto il proprio fascino, le restitu il sorriso. In tal caso cominci, stringendo la mano che lei gli aveva posato sul torace e portandosela alle labbra, per poi baciarle le nocche e aggiungere, guardandola negli occhi: Henrietta Cynster, vuoi sposarmi e rendermi cos l'uomo pi felice del mondo?.
Il sorriso che le illumin il volto lo riemp di gioia. Era come se il sole e il paradiso si fondessero davanti ai suoi occhi.
Henrietta si alz, si distese tra le sue braccia per baciarlo e un attimo prima che le loro labbra si incontrassero sussurr: S, ti sposer. Con tutto il mio cuore e tutta me stessa diventer tua moglie, James Glossup.
Poi, premette le labbra sulle sue e sigill la promessa.
Pi tardi, molto pi tardi, quando finalmente si misero a dormire, James giaceva sulla schiena con Henrietta tra le braccia, un dolce, caldo peso che voleva stringere per sempre. Pensava alla prozia e alla ricerca a cui era stato costretto. Aveva trovato la sua sposa. Adesso per doveva assicurarle una vita felice accanto a lui.
E l'unico modo per riuscirci era scoprire chi voleva ucciderla, smascherarlo e fermarlo. Solo cos avrebbero vissuto serenamente insieme.
Chiuse gli occhi, sospir e si rilass.
L'indomani.
L'indomani si sarebbe infilato l'armatura e partito lancia in resta per uccidere il dragone. Ma quella notte apparteneva a loro... e nulla doveva turbarla.
...
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FINE Parte 1.